Io non vedo nemmeno così male neanche i videogiochi.
Matilde è una bambina abbastanza timida, ed è successo che stesse giocando col nintendo e qualche altra bambina o bambino la fissasse incuriosita. Da lì al chiedere alla bambina "vuoi guardare?" il passo è breve e hanno passato così la serata assieme a giocare.
Certo, bisogna che nache i bimbi siano disposti a dividere il gioco, altrimenti è ovvio che prima o poi quello che guarda si stufa e stop.
Facile dire che i bimbi giocano con gli altri bimbi che trovano nel locale... Non sempre ci sono bimbi, non sempre sono della stessa età, non sempre lasciano giocare gli altri.
Matilde ha visto Sara di Vavi tre volte, e alla terza finalmente ha detto che Sara è sua amica!
Io sinceramente non ho particolari "regole". Cioè, le ho, ma sono date dall'esperienza. Ho imparato a conoscere le bimbe e da lì mi sono basata. Non porterei mai via giochi se sapessi che loro si divertono in altro modo, o se sapessi che ci sono bambini della loro età.
Le regole che dovrebbero essere scontate, e invece......
Moderator: Paola
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Gwen
sti cavoli, la nani sta per camminare e c'è da festeggiare e non dici un cacchio :cisssss:Chloe83 wrote:Ma della nani non c'è mica tanto da dire Gwennola, mi sa che la sopravvaluti, si sta solo muovendo a passetti tenendosi a me con le mani (una sola di rado). E ha preso a gattonare in velocità, ma all'alba degli 11 mesi c'è poco da vantarsi! :cisssss:
sinceramente no, ma io proprio non ne ho avuto mai bisogno, anzi fino ad una certa età si divertiva come una pazza semplicemente a stare ad altezza tavolo ad osservare e a stare con noi :mumble:alemia wrote:che poi vorrei capire una cosa, anche a pochi mesi non le portavi nulla al ristorante? niente sonaglini o libricini vari?
Sul limite che riguarda quanto i bimbi possono o non possono disturbare le persone che sono al ristorante e sul videogioco la penso esattamente come te.Cos73 wrote:torno indietro perché prima volevo chiarire il senso di questo, ma non ho avuto tempo.
Non volevo dire che tu generalizzi il TUO modo di vedere le cose Gwen, ma che le mie risposte non sono "ottenebrate" da un ipotetico senso di colpa perché sostanzialmente agisco come te e quindi non sono chiusa al confronto da questo punto di vista, poiché mai mi è capitato di desiderare semplicemente che smettessero di rompere le scatole senza darmi da fare eccetera eccetera.
Insomma non sono di quelli coi figli isolati a giocare al nintendo ds al ristorante, mentre io faccio bellamente i fatti miei, quindi puoi prendermi in considerazione se ti dico che la presenza del giochino non pregiudica nulla!
Effettivamente, adesso arriveranno le paladine della brava madre a ogni costo, di bimbi al ristorante lasciati a se stessi (col nintendo o peggio a scorazzare per il locale disturbando i camerieri) se ne vedono.
Quindi capisco anche la tua "battaglia" personale.
Ma appunto da persona che la vede esattamente come te, ti dico che non è il gioco ma l'uso che se ne fa, a essere abbruttente, come tutto. Sui videogiochi la penso di più come te però, perché li il rischio che il bimbo si estranei senza dare una possibilità all'ambiente che lo circonda c'è. E che il genitore si faccia tentare tanto dalla pace guadagnata, che lo fa mangiare e conversare senza disturbi, da non limitarne l'uso.
Un'ultima osservazione sui bimbi che non dovrebbero disturbare tanto, in una società più tollerante. Io sono d'accordo e lo dico spesso pure io, però ci dovrebbe essere sempre il limite dell'adulto responsabile che controlla e limita gli eccessi. A noi è capitato, a una cena con intrattenimento, per carnevale, che due bimbi che non erano a cena nella sala con intrattenimento sono stati quasi tutto il tempo sulla porta della sala suonando una trombetta nelle nostre orecchie, perché eravamo lì vicino, con Irene che vedendo loro scorazzare avrebbe voluto alzarsi pure lei e comunque dando fastidio, senza che mai nessuno venisse a vedere di loro e dicesse di fare meno confusione (non era una festa strombettante: in certi momenti si cenava, in altri c'era l'animatore che chiamava i bimbi a fare giochi, al limite c'era musica, la trombetta insomma non c'entrava nulla!). Davano un gran fastidio anche ai camerieri quando dovevano passare dalla porta, che hanno chiesto lro più volte di togliersi ma nulla.
Non per cattiveria ma perché i bimbi spesso non si rendono conto, da soli, sono egocentrici, si sa, e quando si divertono non pensano che il cameriere deve fare lo slalom o che gli altir clienti sono disturbati da uno strombettare continuo nelle orecchie.
Ma questi genitori? Facile starsene tranquilli a mangiare senza preoccuparsi di nulla di tutto questo. Ed è ovvio che se il genitore non dice nulla, per loro il comportamento è lecito.
Rimango sempre un pò perplessa sul giochino normale da portare, ho sempre il timore di dare il via ad un modo per isolarsi, poi nella pratica vedrò come andrà....
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Mi piacerebbe Gwen che leggessi la descrizione che ho fatto del pranzo con le noimamme e mi spiegassi in che modo i giochi hanno limitato l'evento.
Ma soprattutto se tu ci fossi stata come avresti evitato che tua figlia giocasse con i giochi degli altri?
Ma soprattutto se tu ci fossi stata come avresti evitato che tua figlia giocasse con i giochi degli altri?
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
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Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
