Nel libro si faceva riferimento un pò all'estremizzazione di un comportamento.
Che non so spiegare nemmeno tanto bene, quindi mi metti in crisi ahahahah!
Come dicevo, la vedo come Ila su questo punto (incredibile!).
Desidero che certe cose siano lasciate a me, e a me soltanto.
Non mi sarebbe piaciuto essere sindacata sull'allattamento o sulla nutrizione, ad esempio.
Set non legge e non si informa, o meglio, quando gli interessa qualcosa mi chiede. Se la so, gli rispondo, altrimenti lo andiamo a leggere insieme.
Ma non è quello che pontifica scelte o che le mette LUI a tavolino.
Non mi ha mai contestato l'idea ferrea mia di dire no al nido per i primi due anni.
Ora, non so se non lo faccia perchè si fida, perchè approva le mie idee, o per quale altro motivo.
Non so nemmeno cosa potrebbe darmi "noia" fatto da lui.
Come dicevo fa tantissimo, a livello fisico per la Kily.
Però rimane il padre, che è diverso da una madre, e quindi da me.
Padri
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Ecco, mio marito è un mammo, fiero di essere tale.
Uno di quelli che non si è perso una ecografia in gravidanza, che ha fortemente voluto essere in sala parto per accogliere suo figlio dal primo respiro, che è stato molto presente e partecipe da papà di neonato per quanto possibile ed è un papà iperpresente oggi di un quasi treenne.
Ciò nonostante sia fuori casa per lavoro dalle 7.30 alle 19.
Informato su allattamento, svezzamento, dosi di medicinali e quant'altro.
Gran parte di questo è farina del suo sacco. Non nego che, trovando terreno fertile, per quanto ho potuto ho incentivato questa sua inclinazione.
E mi compiaccio della nostra interscambiabilità, oso dire quasi totale.
Con mia mamma malata in ospedale e io con lei per assisterla, al di là del fatto che sentissi la mancanza di mio figlio, ero assolutamente tranquilla che se la sarebbero cavata alla grande, senza di me, anche divertendosi.
Dalla colazione del mattino al latte pre-nanna ogni bisogno materiale e non di Samuele è stato perfettamente soddisfatto da suo papà.
Uno di quelli che non si è perso una ecografia in gravidanza, che ha fortemente voluto essere in sala parto per accogliere suo figlio dal primo respiro, che è stato molto presente e partecipe da papà di neonato per quanto possibile ed è un papà iperpresente oggi di un quasi treenne.
Ciò nonostante sia fuori casa per lavoro dalle 7.30 alle 19.
Informato su allattamento, svezzamento, dosi di medicinali e quant'altro.
Gran parte di questo è farina del suo sacco. Non nego che, trovando terreno fertile, per quanto ho potuto ho incentivato questa sua inclinazione.
E mi compiaccio della nostra interscambiabilità, oso dire quasi totale.
Con mia mamma malata in ospedale e io con lei per assisterla, al di là del fatto che sentissi la mancanza di mio figlio, ero assolutamente tranquilla che se la sarebbero cavata alla grande, senza di me, anche divertendosi.
Dalla colazione del mattino al latte pre-nanna ogni bisogno materiale e non di Samuele è stato perfettamente soddisfatto da suo papà.
- chiccha
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Daniele è un papà attento, informato e interscambiabile (tette a parte :cisssss: ).
Chiaro che per willy la mamma è la mamma e il papà e il papà, ma sul piano della sicurezza, della quotidianeità, dell'educazione (per ora) siamo assolutamente alla pari.
E lo dico con orgoglio.
Mi sento fortunata di avere un marito che condivide le mie idee, non mi "dà ragione" perchè "lo dico io e mamma SA", ma perchè si è informato e il percorso l'abbiamo fatto insieme.
Dalla gravidanza, all'allattamento, al porsi di fronte ai progressi e ai pianti di nostro figlio.
Preferisco un padre presente come me sempre, ad uno che entrarà a gamba tesa quando willy sarà più grande perchè "i neonati sono della mamma".
Io vivo meglio così.
Senza questa condivisione mi sentirei sola e frustrata.
E' una mia personalissima opinione, non credo valga per tutti e capisco chi la pensa in maniera diversa.
Più che opinione, è una sensazione viscerale.
Non mi sento defraudata di nulla, bensì arricchita.
Chiaro che per willy la mamma è la mamma e il papà e il papà, ma sul piano della sicurezza, della quotidianeità, dell'educazione (per ora) siamo assolutamente alla pari.
E lo dico con orgoglio.
Mi sento fortunata di avere un marito che condivide le mie idee, non mi "dà ragione" perchè "lo dico io e mamma SA", ma perchè si è informato e il percorso l'abbiamo fatto insieme.
Dalla gravidanza, all'allattamento, al porsi di fronte ai progressi e ai pianti di nostro figlio.
Preferisco un padre presente come me sempre, ad uno che entrarà a gamba tesa quando willy sarà più grande perchè "i neonati sono della mamma".
Io vivo meglio così.
Senza questa condivisione mi sentirei sola e frustrata.
E' una mia personalissima opinione, non credo valga per tutti e capisco chi la pensa in maniera diversa.
Più che opinione, è una sensazione viscerale.
Non mi sento defraudata di nulla, bensì arricchita.

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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello. Grazie Pinnagialla
"22"
