guarda come è bravo quel bambino

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Eve
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Post by Eve »

vavi wrote:La prima risposta che m'e' venuta in mente e' stata: non l'ho mai fatto. Ma non perche' io mi sia posta chissa' quale paletto educativo, semplicemente perche' ho una figlia "gestibile", quindi e' raro che io mi sia trovata ad "invidiare" il comportamento dei figli altrui.

Poi pero' riflettendoci sopra non e' del tutto vero, e' capitato che indichi a Sara la compagna di ginnastica che e' piu' brava ad alzare le gambe mentre fa la ruota, o il bambino del banco davanti che si inginocchia a messa per insegnarle quale postura assumere e in che momenti... e sinceramente non ci vedo nulla di male, nel mostrare ai nostri figli che si puo' trarre un insegnamento anche dall'osservazione degli altri.

Allora qual'e' la differenza? Il fatto che l'osservazione sia contestualizzata? O e' il fine che si pone il genitore (insegnare vs criticare)? O forse il fatto che il confronto e' circoscritto ad un unico aspetto e non mette in dubbio la persona in quanto tale?

Insomma io vorrei assolvere il confronto come pratica, quando non comporta nessuna umiliazione.
Gwen wrote:Per me invece fare un confronto a voce alta di fronte ad altri non è MAI costruttivo.
secondo me c'è molta differenza tra criticare e insegnare.
se io dico "guarda com'è bravo quel bambino che si inginocchia in chiesa, perchè tu non lo fai?"
oppure dico "vedi quel bambino inginocchiato? in alcuni momenti in chiesa bisogna inginocchiarsi proprio come lui. lo facciamo anche noi?"
mi sembra che i messaggi siano completamente diversi.

in fatto di lupi cattivi invece, un giorno al supermercato una nonna diceva al nipote di non allontanarsi perchè altrimenti arrivava:
il lupo cattivo
l'uomo nero ... ma soprattutto ...
gli zingari ti prendono e ti portano via con loro e non rivedi più la mamma :cry:
giuro che stavo per saltarle addosso.
saremo state vicine per circa 5 minuti e per tutti quei 5 lunghissimi minuti non ha fatto altro che insistere su sta strada.
io non credevo alle mie orecchie, più continuava più aumentava il terrore. immaginatevi quel povero bambino.
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Lella
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Post by Lella »

vavi wrote:Io ho l'impressione che a voi (noi) dia fastidio il concetto di "bravo" nel senso di tranquillo e non il confronto in quanto tale.
bah no so Vavi, io personalmente non trovo bello far notare che "l'altro" è più bravo di lui in qualcosa.
Lo trovo avvilente per il bambino in generale se si vuol far rimarcare una sua "mancanza", che bisogno c'è di confrontarlo con un altro?
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Sheireh
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Post by Sheireh »

vavi wrote:Appunto, il confronto secondo te e' *sempre* accompagnato da critica o vissuto come tale? O dipende da come lo si pone?

A me pare che i bimbi vivano le critiche molto meglio di noi adulti, sono piu' propensi a correggersi e imparare, no?

Certo porre la questione in termini di buono/cattivo non e' bello, ne' istruttivo ne' costruttivo, pero' quando Sara parla di "prepotenza" mi fa l'esempio di alcuni comportamenti dei suoi compagni di asilo, e distingue chi fa cosi' e chi fa cola'.... lo trovo normale.

Forse l'errore sta nel fatto di fare sempre confronti su chi fa "meglio" e mai su chi fa "peggio"?
A me il confronto da fastidio quando lo si vuole fare su cose "inconfrontabili".

Dire al proprio figlio che vuole salire di nuovo sulla giostrina al centro commerciale "Guarda quel bambino com'è bravo, non come te che fai i capricci", in relazione ad un bimbo seduto sul passeggino che dorme (che per quando ne sappiamo può essersi addormentato dopo scenate megagalattiche o essere sempre così) NON può essere costruttivo.
Metti a confronto due situazioni e due bambini in un modo che non ha ragione di esistere.
Che messaggio dai? Che vorresti che tuo figlio fosse solo un bimbo "buono" e che i bambini "buoni" sono solo quelli che stanno tranquilli e non rompono mai le palle?

Secondo me nel topic si parlava di situazioni simili a questa.
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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