le nuove forme di EMIGRAZIONE

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Moderator: Paola

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France
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Post by France »

Chi può fa bene a levarsi dalle palle
Il mio blog:
http://www.franceefamiglia.com/

Chiedo ufficialmente la mia quotidiana cancellazione dal forum!:fing:
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Enza 52
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Joined: Fri Feb 06, 2009 7:32 pm

Post by Enza 52 »

il fatto è che andare a fare delle esperienze all'estero, io non la vedo in maniera molto negativa.
Mia figlia sta sacrificando 2 pomeriggi a settimana, in cui mangia un panino e via, e lo sta facendo per prendere delle certificazioni Cambridge, da poter utilizzare in futuro e proprio per andare a lavorare in altri paesi.
Ma per appagare una sua curiosità, una sua ambizione, e mi sento di starle vicino in questa scelta, anche se so che nel momento in cui dovesse capitare, si porterebbe via una bella fetta del mio cuore, ed anche lei non lo farebbe a cuor leggero.
Ma vista così come scelta, è appagante, il brutto è che tanti non lo fanno per scelta, ma solo perché non ci sono alternative, e queste alternative chi dovrebbe darle?
Lo stato? la società dirigente? L'organizzazione delle risorse umane?
Ecco è questo che mi chiedo, ed in effetti andiamo sempre a parare lì, questi tre elementi siamo noi, noi che ci lamentiamo ma non cambiamo le cose.
Noi che urliamo senza sapere bene contro chi dovremmo farlo. Noi che curiamo il nostro orticello, ma non ci sogneremmo proprio di innaffiare anche quello del vicino.
I veri immobilisti, infondo, siamo proprio noi.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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Mirko e i furetti
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Joined: Sat Dec 08, 2007 11:51 pm

Post by Mirko e i furetti »

sono figlio di emigranti.
che sono emigrati all'estero e che sono emigrati in un'altra parte dell'italia (nel caso di mio padre) quando sono tornati.
e sono anche io un emigrante, emigrato prima all'estero e poi in un'altra parte dell'italia (se m'è concesso continuare a chiamarla così) quando sono tornato.

quindi so di cosa si sta parlando.

credo che la globalizzazione fosse inevitabile per una mera questione tecnologica.
quando hai a disposizione dei mezzi di trasporto che ti permettono di muovere merci e persone in maniera veloce e mezzi di comunicazione che ti permettono di comunicare in tempo reale con tutto il mondo la conseguenza è che ogni altra parte del mondo diventa vicina.

però credo che ci sia stata venduta, questa globalizzazione, veramente male.
me la ricordo ancora quella testa di minchia di tremonti, che quindici/sedici anni fa diceva quanto bella e buona fosse la globalizzazione, e quante grandi opportunità ci avrebbe dato la globalizzazione.

di stronzi che a quel tempo dicevano "guardate che la globalizzazione sposterà merci e persone, ma i capitali rimarranno sempre nelle stesse mani. e anzi aumenteranno, sempre in quelle mani e quelle degli operai diminuiranno" ce n'erano pochi, fra cui io.

ma noi eravamo quelli noiosi, quelli che "ancora parlavano di capitale".

ecco.

come dice france oggi sono i cervelli che sono costretti a scappare, perché altrimenti non avrebbero un futuro.
quella che ci fu venduta come un'opportunità magnifica, tralasciando il fatto che quella opportunità c'è sempre stata perché una persona qualificata all'estero è sempre stata considerata un valore, è diventata l'unica opportunità, spesso, non tanto per fare carriera ma, e parlo per esperienza personale, per fare un lavoro ed essere considerato veramente in base al lavoro che fai.

quando sveva sarà grandina spero di avere le palle, se lei vorrà, per spedirla in culo al mondo per fare le sue esperienze e soprattutto per capire come ci si sente "fuori casa" e cosa voglia dire essere a mille chilometri dalle proprie abitudini, amicizie e radici.
che è una cosa, che se tanti sapessero cosa significa, renderebbe il livello di coglionaggine dell'italiano medio di molto inferiore.

saluti espatriati
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


www.NoiMamme.it
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evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese
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le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro
sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
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