com'è bravo il papà

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Moderator: Paola

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Cosetta
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Post by Cosetta »

Purtroppo mi è sfuggita l'evoluzione del post, che è partito parlando appunto di compiti condivisi, cioè semplicemente del fatto che un padre sappia gestire il figlio.
Perché è stato necessario precisare i diversi ruoli genitoriali?

(a chi parlava dei gay, volevo dire che non necessariamente due persone dello stesso sesso non possono avere due ruoli genitoriali diversi, infatti pare proprio che assumano ruoli diversi, e che i bimbi allevati da coppie gay risultino equilibrati in tutti i sensi).

Io sono d'accordo, come diceva Polly, con tutti!
Nel senso che è abbastanza ovvio che ci siano delle differenze biologiche e quindi na propensione diversa della donna alla protezione e cura, mediamente.
Poi sarebbe interessante che intervenisse la nostra nuova amica antropologa che si è presentata ieri, e che parlava dell'influenza della cultura oltre che della biologia, perché direi che l'uomo al giorno d'oggi può sentirsi libero di affrancarsi dal suo ruolo di cacciatore fuori dalla casa, di competizione continua, eccetera, e può tranquillamente venire fuori un lato più tranquillo e "materno", che non mi infastidisce né mi spaventa.
La differenza biologica in un'epoca in cui non serve più la semplice forza fisica per procurare il cibo, e in cui anche la donna accede al mondo del lavoro (dovendo mettere in gioco, talvolta, valori tipicamente maschili), decade abbastanza.
Quindi in questo senso concordo con Cloe e Gwen, e non vedo una contrapposizione assoluta, anche se in termini di percentuali sicuramente le propensioni sono ancora diverse.

Però non capisco come ci si è arrivati, perché se anche possiamo convergere tranquillamente sul fatto che la donna sia biologicamente più portata alla cura, questo non significa che non si debba pretendere collaborazione quando si è entrambi presenti, perché nessuno, vivaddio, è schiavo di nessuno oramai.
Se poi a alcune donne piace fare le serve per amore, si accomodino: l'importante è l'equilibrio interno alla coppia, in fondo. Ma non pretendano di esportarlo come modello di rapporto di coppia nella società eccheccazz.
alemia
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Post by alemia »

alemia wrote:ho letto velocissimamente
quotando nat paola e altre che la pensano come loro,
questo riporta al perchè alcuni ritengono che sia sbagliato che le coppie gay abbiano dei figli
perchè verrebbe a cadere il presupposto che in una coppia è importante che ci sia la figura maschile e femminile, nella quale il bambino si identificherà( a seconda del sesso)
non ho tempo però di seguire la discussione
a dopo care ;)

non mi avete risposto :)
come si colloca il tutto nell'ottica del nostro essere "mammiferi" come dice sole, e come mettiamo sempre avanti quando parliamo dell'istinto dei bambini e di come sia giusto allattarli e ccosleepare etc etc ?
senza polemica, voglio solo capire
.
alemia
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Post by alemia »

Cos73 wrote:Purtroppo mi è sfuggita l'evoluzione del post, che è partito parlando appunto di compiti condivisi, cioè semplicemente del fatto che un padre sappia gestire il figlio.
Perché è stato necessario precisare i diversi ruoli genitoriali?

(a chi parlava dei gay, volevo dire che non necessariamente due persone dello stesso sesso non possono avere due ruoli genitoriali diversi, infatti pare proprio che assumano ruoli diversi, e che i bimbi allevati da coppie gay risultino equilibrati in tutti i sensi).

Io sono d'accordo, come diceva Polly, con tutti!
Nel senso che è abbastanza ovvio che ci siano delle differenze biologiche e quindi na propensione diversa della donna alla protezione e cura, mediamente.
Poi sarebbe interessante che intervenisse la nostra nuova amica antropologa che si è presentata ieri, e che parlava dell'influenza della cultura oltre che della biologia, perché direi che l'uomo al giorno d'oggi può sentirsi libero di affrancarsi dal suo ruolo di cacciatore fuori dalla casa, di competizione continua, eccetera, e può tranquillamente venire fuori un lato più tranquillo e "materno", che non mi infastidisce né mi spaventa.
La differenza biologica in un'epoca in cui non serve più la semplice forza fisica per procurare il cibo, e in cui anche la donna accede al mondo del lavoro (dovendo mettere in gioco, talvolta, valori tipicamente maschili), decade abbastanza.
Quindi in questo senso concordo con Cloe e Gwen, e non vedo una contrapposizione assoluta, anche se in termini di percentuali sicuramente le propensioni sono ancora diverse.

Però non capisco come ci si è arrivati, perché se anche possiamo convergere tranquillamente sul fatto che la donna sia biologicamente più portata alla cura, questo non significa che non si debba pretendere collaborazione quando si è entrambi presenti, perché nessuno, vivaddio, è schiavo di nessuno oramai.
Se poi a alcune donne piace fare le serve per amore, si accomodino: l'importante è l'equilibrio interno alla coppia, in fondo. Ma non pretendano di esportarlo come modello di rapporto di coppia nella società eccheccazz.

eccot abbiamo postTO INSIEME
, grazie ;)
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