E se vostro figlio/a fosse gay..

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E.L.I.S.A
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Post by E.L.I.S.A »

alce wrote:magari io non desidero un uomo, compagno... menchemeno marito! ho una storia di "particolare" conflitto con gli uomini e mi è difficile pensare la mia vita con un compagno... però magari accadrà, non posso saperlo. Io non ho aspettato per questo e perchè non credo che la mia situazione di single pregiudicherà la felicità di mia figlia più di quanto le sarebbe potuto accadere in una famiglia tradizionale... poi credo di avere il diritto di essere felice anche io e credo che questa felicità arriverà anche per mia figlia. Tu ti credi in diritto perchè appartieni a quel gruppo che TU decidi essere nel giusto se fa figli... a me spiace perchè insegnerai ai tuoi figli che i diversi non hanno gli stessi diritti, primo quello di essere felici... spero che i tuoi siano figli tradizionali! lo spero per te e per loro.
Ma davvero credi che basti questo a rendere infelice un figlio? Mia figlia poteva nascere da una donna sposata ma cretina con un marito stronzo e incapaci entrambe di comprenderla... ma non credo nemmeno questo basti all'infelicità di un figlio... sono difficoltà della vita... non sono i figli a decidere se avranno genitori idioti o meno...
La risposta è sì l'ho fatto per me, all'inizio... come tutti. Appunto come te che però credi fermamente di essere genitore migliore perchè sposata e accettata dalla società. Io nonostante le mie mille insicurezze so che sarò un ottima madre, e insegnerò a mia figlia ad amare le diversità degli altri e mi permetto pure di dire che le è andata di lusso perchè oltre a non essere affatto idiota credo di essere una bella persona, una persona generosa e pronta ad assecondare e accettare ogni sua scelta, a cambiare e limitarmi per lei a darle tutto e di più di quello che posso e so fare. Questo è ancora egoismo o è il normale sentimento di una madre diventata madre, anche se strana?
(ho fatto i soliti arzigogoli... spero si capisca...)
alice chiarisco una volta per tutte, non ti giudico,non mi sento un genitore migliore di te, non credo che tua figlia sarà meno amata del mio,
cercavo di capire il motivo di una scelta che io non farei
hai scelto di avere una figlia senza che abbia un padre "convenzionale", è una tua scelta, posso dire che io non sò, non credo che lo avrei fatto? basta
poi hai diritto come tutti (e questo permettimi che lo insegnerò molto bene a mio figlio)ad essere felice, io ti ammiro come madre, hai fatto una scelta che io non avrei forse fatto per paura, ma anche perchè non credo di far passare la mia felicità attraverso un figlio, ma ripeto e straripeto che non ti giudico per questo

permettimi ti prego di dirti che forse non mi sò spiegare come vorrei, che parlasi per scritto è diverso che a quattrocchi, forse il mezzo "forum" non mi è ancora congeniale e mi dispiace di non riuscire a farmi capire, ma per favore, non presupporre di sapere come io educherò mio figlio, io con te non lo sto facendo
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Felicità
C’è un’ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.


(Trilussa)
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Lelia
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Post by Lelia »

Mirko e i furetti wrote:e te che l'hai vissuta sulla tua pelle mi confermi che di fronte ad una coppia "diversa" (perchè a questo punto i problemi li avresti avuti anche con genitori neri, frickettoni, o che ne so, qualsiasi altra categoria diversa dalla norma) potendo avresti detto "no grazie. me ne rimango in istituto"?
posso capire le motivazioni ma, siccome non l'ho vissuta sulla mia pelle, credevo che il desiderio di avere una famiglia fosse maggiore di quello di essere accettati dalla società.

sono curioso eh... se non vuoi parlarne di semplicemente "fatti i cazzi tuoi".

saluti rispettosi
Mirko
Non ti rispondo "fatti i cazzi tuoi", io ho tirato in mezzo il mio vissuto personale e ne parlo senza problemi. Non entro in troppi dettagli solo per non diventare pallosa e per non dare una piega troppo personale e lacrimevole a questa discussione.
Io non ero in istituto, e l'opzione istituto per me non c'è mai stata per fortuna. Mio padre (biologico) è morto quando avevo 5 anni di infarto, la mia mamma è rimasta sola anche lei ma è morta quando avevo 12 anni. Siccome lei sapeva di essere malata, si è data da fare e si è informata. Ha fatto un accordo con una famiglia di carissimi amici (una coppia con un figlio biologico mio coetaneo, io e il loro figlio eravamo compagni di classe dalla prima elementare) in modo che se lei non fosse sopravvissuta io sarei stata affidata a loro. Quando lei è morta, il giudice tutelare ha sentito il mio parere. La scelta era tra la suddetta famiglia di amici e una coppia di miei zii (lei è sorella di mio padre, quello biologico). Io ho scelto la famiglia di amici, che sono diventati miei genitori affidatari (non adottivi per una serie di motivi tecnico-pratici). Oltre a loro, il tribunale ha nominato un avvocato come mio tutore dal punto di vista finanziario. Il tutto fino alla mia maggior età.

La mia famiglia è diversa dalla norma Mirko. Ho due genitori affidatari che si sono sposati 2 anni fa dopo 40 anni di convivenza. Ho una sorellastra biologica (figlia del primo matrimonio di mia madre), un "fratello affidatario" che ha la mia stessa età, e ho anche il fratellastro della mia sorellastra che considero un terzo fratello. Ho anche tutta una serie di parenti affidatari, se così si può dire, e qualche parente biologico. E amo appassionatamente questa mia famiglia un po' biologica, un po' no, un po' capitata e moltissimo cercata. Non c'entra una mazza, ma già che c'ero volevo dirlo.

Tra istituto e coppia di genitori omo avrei senz'altro scelto la seconda. Ma tra coppia di genitori omo e coppia di genitori etero avrei, di nuovo, senz'altro scelto la seconda. Perché avevo 12 anni, un padre morto davanti ai miei occhi quando ne avevo 5, una madre morta in un incidente stradale dopo anni di cancro. E volevo, santa pace, un po' di tranquillità. L'ho avuta, e quegli anni sono tuttora per me un'inesauribile fonte di benessere, sono stati la mia ancora di salvezza per tutto quello che c'è stato prima e anche per quello che c'è stato dopo. Sarebbe stato lo stesso se avessi avuto due padri o due madri? Forse sì, nessuno può dire come sarebbe stato ciò che non è stato.
Ma posso dirti che non avrei voluto che certe conquiste venissero fatte sulla mia pelle.

Concordo con Alice quando dice che a certe riforme ci si arriva piano piano. E non ho dubbi sul fatto che si arriverà anche alle adozioni alle coppie gay, come è giusto che sia. Ma continuo ad augurarmi che avvenga quando i tempi saranno pronti, non come forzature imposte in nome di "diritti alla famiglia" che di fatto vanno a pesare sulla pelle dei più deboli, ovvero su quella dei bambini.

Ad Elisa volevo dire che l'affido NON è più semplice dell'adozione. E' senz'altro più semplice da un punto di vista burocratico, ma di certo non nella gestione. Il mio è stato un caso molto particolare perché, nei fatti, era molto simile all'adozione, in quanto i genitori biologici non c'erano più. Ma sono eccezioni, di norma gli affidi sono molto complessi da gestire, sia a livello pratico che a livello emotivo. Se tuo marito non si sente pronto per l'adozione, dubito che sia pronto per un affido, te lo dico con molta franchezza.

Rileggendo velocemente quello che ho scritto mi rendo conto di essere andata nel personale più di quanto non avessi preventivato. Posto così com'è, perché cmq credo che le esperienze personali, nel bene o nel male, possano avere un interesse anche per gli altri, e mi piace pensare che possano anche essere utili a qualcuno magari.
:bacio: a tutti voi.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
- Marilyn Monroe -
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Lelia
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Post by Lelia »

Mirko e i furetti wrote:e te che l'hai vissuta sulla tua pelle mi confermi che di fronte ad una coppia "diversa" (perchè a questo punto i problemi li avresti avuti anche con genitori neri, frickettoni, o che ne so, qualsiasi altra categoria diversa dalla norma) potendo avresti detto "no grazie. me ne rimango in istituto"?
posso capire le motivazioni ma, siccome non l'ho vissuta sulla mia pelle, credevo che il desiderio di avere una famiglia fosse maggiore di quello di essere accettati dalla società.

sono curioso eh... se non vuoi parlarne di semplicemente "fatti i cazzi tuoi".

saluti rispettosi
Mirko
Non ti rispondo "fatti i cazzi tuoi", io ho tirato in mezzo il mio vissuto personale e ne parlo senza problemi. Non entro in troppi dettagli solo per non diventare pallosa e per non dare una piega troppo personale e lacrimevole a questa discussione.
Io non ero in istituto, e l'opzione istituto per me non c'è mai stata per fortuna. Mio padre (biologico) è morto quando avevo 5 anni di infarto, la mia mamma è rimasta sola anche lei ma è morta quando avevo 12 anni. Siccome lei sapeva di essere malata, si è data da fare e si è informata. Ha fatto un accordo con una famiglia di carissimi amici (una coppia con un figlio biologico mio coetaneo, io e il loro figlio eravamo compagni di classe dalla prima elementare) in modo che se lei non fosse sopravvissuta io sarei stata affidata a loro. Quando lei è morta, il giudice tutelare ha sentito il mio parere. La scelta era tra la suddetta famiglia di amici e una coppia di miei zii (lei è sorella di mio padre, quello biologico). Io ho scelto la famiglia di amici, che sono diventati miei genitori affidatari (non adottivi per una serie di motivi tecnico-pratici). Oltre a loro, il tribunale ha nominato un avvocato come mio tutore dal punto di vista finanziario. Il tutto fino alla mia maggior età.

La mia famiglia è diversa dalla norma Mirko. Ho due genitori affidatari che si sono sposati 2 anni fa dopo 40 anni di convivenza. Ho una sorellastra biologica (figlia del primo matrimonio di mia madre), un "fratello affidatario" che ha la mia stessa età, e ho anche il fratellastro della mia sorellastra che considero un terzo fratello. Ho anche tutta una serie di parenti affidatari, se così si può dire, e qualche parente biologico. E amo appassionatamente questa mia famiglia un po' biologica, un po' no, un po' capitata e moltissimo cercata. Non c'entra una mazza, ma già che c'ero volevo dirlo.

Tra istituto e coppia di genitori omo avrei senz'altro scelto la seconda. Ma tra coppia di genitori omo e coppia di genitori etero avrei, di nuovo, senz'altro scelto la seconda. Perché avevo 12 anni, un padre morto davanti ai miei occhi quando ne avevo 5, una madre morta in un incidente stradale dopo anni di cancro. E volevo, santa pace, un po' di tranquillità. L'ho avuta, e quegli anni sono tuttora per me un'inesauribile fonte di benessere, sono stati la mia ancora di salvezza per tutto quello che c'è stato prima e anche per quello che c'è stato dopo. Sarebbe stato lo stesso se avessi avuto due padri o due madri? Forse sì, nessuno può dire come sarebbe stato ciò che non è stato.
Ma posso dirti che non avrei voluto che certe conquiste venissero fatte sulla mia pelle.

Concordo con Alice quando dice che a certe riforme ci si arriva piano piano. E non ho dubbi sul fatto che si arriverà anche alle adozioni alle coppie gay, come è giusto che sia. Ma continuo ad augurarmi che avvenga quando i tempi saranno pronti, non come forzature imposte in nome di "diritti alla famiglia" che di fatto vanno a pesare sulla pelle dei più deboli, ovvero su quella dei bambini.

Ad Elisa volevo dire che l'affido NON è più semplice dell'adozione. E' senz'altro più semplice da un punto di vista burocratico, ma di certo non nella gestione. Il mio è stato un caso molto particolare perché, nei fatti, era molto simile all'adozione, in quanto i genitori biologici non c'erano più. Considera anche che io cmq venivo da una famiglia biologica non facile ma senz'altro amorevole, non avevo subito violenze né abusi di alcun tipo, non c'erano situazioni di degrado né niente del genere. Ma sono eccezioni, di norma gli affidi sono molto complessi da gestire, sia a livello pratico che a livello emotivo. Se tuo marito non si sente pronto per l'adozione, dubito che sia pronto per un affido, te lo dico con molta franchezza.

Rileggendo velocemente quello che ho scritto mi rendo conto di essere andata nel personale più di quanto non avessi preventivato. Posto così com'è, perché cmq credo che le esperienze personali, nel bene o nel male, possano avere un interesse anche per gli altri, e mi piace pensare che possano anche essere utili a qualcuno magari.
:bacio: a tutti voi.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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