nene70 wrote:sai enza, hai perfettamente ragione, hanno bisogno di genitori,nn di amici..
quelli li hanno e sanno cosa aspettarsi da loro,
hanno bisogno di genitori che li sappiano ascoltare ed aiutare a trovare la via in modo..amichevole,ecco..
e te lo dico da figlia,nn da mamma..
che mia madre ha fatto sempre e solo quello,ci ha aiutate a trovare la nostra vita, appoggiandoci e consigliandoci,ma facendo la mamma perchè a volte le amiche nn sanno consigliare nella maniera più giusta..
nn so se mi sono capita![]()
siete delle mamme amiche o mamme-mamme?
Moderator: Paola
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Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
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non credo che los intendesse questo.Cos73 wrote:cioè fammi capire, un figlio deve avere (parlo del superfluo: vacanze con amici, telefonino figo o che so io) indipendentemente dal suo comportamento? indipendentemente dal fatto che faccia il suo dovere?
forse lei intendeva dire che il proprio dovere andrebbe svolto senza ne forzature ne contratti.
il punto è che non in tutti il senso del dovere è insito, i conti vanno fatti anche con la personalità del figlio.
purtroppo quando ce li danno alla nascita sono avvolti in carta da regalo :eeeeeeeeeee.
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Chloe83
Al momento sono una mamma chioccia perchè ho una figlia pulcina ancora non uscita del tutto dal guscio... quindi in pratica non so.
Se guardo in prospettiva un certo tipo di autorità è proprio estranea al mio modo di essere, la vivevo molto male e vivrei malissimo essere io a riproporla. Per me conta molto l'esempio, insegnare la gratuità del dare, il piacere di farlo per far felice l'altro, e credo che un bambino possa sviluppare quest'attitudine solo se è fatto destinatario di un dare gratuito, non basato su meriti e ricompense. Che non vuol dire dare tutto o dire solo sì. Ma spero di riuscire a dire solo i "no" indispensabili di per se stessi, di non dire "no" "inventati solo per insegnare "che non si può avere tutto".
Però non mi vedo nemmeno come mamma amica, l'amicizia è un rapporto tra pari in cui ci si fa reciprocamente "carico" uno dell'altro, e penso che assumere il carico di un genitore (sobbarcandosi certe confidenze, o dovendo consolare l'adulto sofferente, o troandosi un genitore che si atteggia da coetaneo) per un figlio sia decisamente troppo pesante.
Se guardo in prospettiva un certo tipo di autorità è proprio estranea al mio modo di essere, la vivevo molto male e vivrei malissimo essere io a riproporla. Per me conta molto l'esempio, insegnare la gratuità del dare, il piacere di farlo per far felice l'altro, e credo che un bambino possa sviluppare quest'attitudine solo se è fatto destinatario di un dare gratuito, non basato su meriti e ricompense. Che non vuol dire dare tutto o dire solo sì. Ma spero di riuscire a dire solo i "no" indispensabili di per se stessi, di non dire "no" "inventati solo per insegnare "che non si può avere tutto".
Però non mi vedo nemmeno come mamma amica, l'amicizia è un rapporto tra pari in cui ci si fa reciprocamente "carico" uno dell'altro, e penso che assumere il carico di un genitore (sobbarcandosi certe confidenze, o dovendo consolare l'adulto sofferente, o troandosi un genitore che si atteggia da coetaneo) per un figlio sia decisamente troppo pesante.