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Lelia wrote:Quasi tutti i miei amici sono andati all'estero. Contentissimi di andarsene di qui, perché di certo un Paese che non ti dà nulla, dove al massimo (dopo aver preso laurea triennale, specialistica e magari pure dottorato/specializzazione) trovi un contratto di apprendistato a 800 euro al mese, o un bello stage con "rimborso spese", non è che ti invogli a rimanere.
E allora vai all'estero, dove trovi se non altro rispetto e dignità. La crisi è dappertutto, ma ovviamente c'è chi la sa gestire meglio dell'Italia.
Però posso anche dire che dopo un po' l'Italia manca a tutti, nonostante tutto, e questo fa ancora più rabbia.
Ho anche parte della famiglia all'estero, mia sorella si è trasferita in Germania molti anni fa e si è fatta una famiglia lì. Inutile dire che ha un lavoro a tempo indeterminato, nel suo campo, part time perché ha 2 figli. Cose da Paese civile insomma.
Anche io ne ho di amici fuori, e l'Italia manca.
Ma sono contenti perchè trovano semplicemente un modo di vivere dignitoso, non perchè piaccia loro andarsene in un altro Paese di default, immagino che la maggiorparte sarebbe stata più contenta se questo lo avessero qui (o comunque avendo la scelta).
Roxy wrote:Intendo dire che è questione di volontà e non di mezzi.
Non siamo in Africa!
Quando abbiamo stipendi da fame, quando stiamo perdendo tutti i nostri diritti, quando il lavoro fisso è sempre più un miraggio, quando fare un figlio diventa economicamente un sacrificio.....quando abbiamo più condanati in parlamento che nelle carceri, quando abbiamo 110 miliardi di euro di evasione fiscale all'anno, quando abbiamo le tasse tra le alte d'Europa e in cambio non riceviamo nulla, quando un assessore comunale ha lo stesso stipendio di un parlamentare tedesco a Bruxelles, quando ogni anno si taglia sull'istruzione, la sanità, la sicurezza, quando invece di combattere la mafia lo stato ne è succube (e partecipe), quando invece di combattere i criminali ci alleiamo a loro, quando invece di combattere gli evasori che ci rubano migliaia di euro all'anno di tasca gli facciamo leggi per permettergli di farla franca etc etc etc etc......hai voglia a volontà!
Aggiungo anche che ovviamente ogni Paese ha i suoi difetti, però vi racconto anche che mio nipote è audioleso (parzialmente sordo) e questi sono gli aiuti gratuiti che la sanità tedesca gli ha garantito:
- logopedista ogni 2 settimane dagli 8 mesi in poi. Prima solo a casa, poi una volta a casa e una volta alla materna/scuola per osservarlo nei diversi contesti;
- insegnante di sostegno alla materna perché per lui era fondamentale la presenza uno-a-uno finché non avesse imparato a parlare bene;
- visite specialistiche e di controllo regolari, completamente gratuite;
- alle elementari l'aula della sua classe è stata completamente insonorizzata per ridurre il rumore di fondo per lui molto fastidioso.
Sicuramente mi dimentico molto altro.
A 12 anni è un ragazzino con una vita normalissima, bravissimo a scuola, negli sport, e nella...musica. Ovviamente anche la famiglia si è fatta in quattro per lui, ma gli aiuti della sanità pubblica sono stati anni luce da quelli che avrebbe avuto in Italia, non c'è proprio paragone.
Quindi non è solo una questione lavorativa in senso stretto, è proprio la questione di vivere in un Paese che ti fa sentire aiutato e sostenuto, e non in un posto dove devi sputare sangue per avere quello che la legge stessa ti riconosce come un tuo diritto. Non sono dettagli.