Per i genitori vietato telefonare

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MatifraSo
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Post by MatifraSo »

E come fai a decidere chi può chiamare e chi no? Magari quello che sembra lo sbruffone più estroverso del mondo poi appena sente la voce di mamma comincia a piangere. O quella più timidina magari vorrebbe chiamare, ma non ha il coraggio di alzare la mano per chiedere di telefonare.

O chi vuole chiamare ma il genitore a quell'ora non risponde per qualsiasi motivo...

Boh, io lo vedo ancora peggio.
Sei bella quando sorridi
quell'aria che puoi fare tutto quando lo decidi

Matilde 13/07/2004
Sofia 27/11/2006
Gwen

Post by Gwen »

MatifraSo wrote:E come fai a decidere chi può chiamare e chi no? Magari quello che sembra lo sbruffone più estroverso del mondo poi appena sente la voce di mamma comincia a piangere. O quella più timidina magari vorrebbe chiamare, ma non ha il coraggio di alzare la mano per chiedere di telefonare.

O chi vuole chiamare ma il genitore a quell'ora non risponde per qualsiasi motivo...

Boh, io lo vedo ancora peggio.
Beh, lo avevo accennato un pò di commenti fa.
Sono convinta che genitore e maestra insieme possano sapere quale sia l'esigenza e il carattere del bambino, al di là di come appare in gita, quindi si può pure concordare col genitore che non sia il caso di sentire il bambino nei casi (che io ritengo comunque la minoranza) in cui il bimbo si destabilizzi. Credo che una madre lo sappia questo.
Negli altri però non vedo motivo per vietare la cosa.
I genitori sanno che il figlio va chiamato in quella fascia oraria e rispettano la cosa, io non la vedo per niente complessa.
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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Gwen wrote:Le motivazioni pedagogiche che hanno spiegato per me non sono valide per tutti, quindi nel momento in cui si tiene in considerazione la reale necessità di alcuni di NON sentire i genitori si trascura invece quella di chi invece ha la necessità opposta.
E perchè questa discriminazione?
Perchè sono in un gruppo?Beh ma a me non semrba tanto inverosimile pensare di fare un discorso caso per caso.
La motivazione pedagogica per me deve essere valida per tutti, se no non è tale.
E poi secondo me non si può generalizzare nemmeno dicendo che siamo noi genitori quelli che ne hanno bisogno, dipende da bambino e bambino.
Non ho mai amato le regole tout court senza un ragionamento specifico dietro, fanno solo danno.
ecco mi fermo sul punto che ho sottolineato, perché credo che la validità di una regola non vada considerata sul singolo, ma su tutti.
vi è mai capitato di vedere dei ragazzini/e di 10/11 anni e andando avanti, con un cellulare in mano?
messaggini, giochini, telefonatine varie, allora mi si può dire che caso mai l'insegnante potrebbe sequestrare i cellulari e darli ad ore stabilite, quindi le insegnanti dovrebbero non solo custodire i bimbi ma anche le loro appendici.
dirai, ma mia figlia non lo farebbe mai, ma come sopra la regola deve andar bene per tutti.
oppure ci sono luoghi, tipo i musei, dove il cell. va spento, quindi immagino prima di entrare, le insegnanti che passano in rassegna i bambini per accertarsi che abbiano spento i cellulari, a volte c'è pure il trasgressivo che lo accende comunque, perché un'insegnante oltre a dover controllare che tutto si svolga nel modo giusto, dovrebbe farsi carico anche di questo?
inoltre un cellulare può anche diventare un motivo di isolamento, e qui va a farsi friggere il motivo di aggregazione, che è uno dei perni su cui spesso ruota una gita scolastica.
andiamo alle telefonate in albergo, che si fa si mette una centralinista a disposizione dei ragazzi, nel periodo di permanenza.
infine mi rifaccio al discorso se capitasse qualcosa, ecco mi domando una mamma come può a distanza intervenire.
ci sono casi in cui il cell, viene richiesto, come quando mia figlia a 12 anni ha partecipato ad un raduno europeo di scout, in quel caso è stato consigliato perché trovandosi in una città come Roma, con la capitale invasa da scout, poteva pure succedere che ci si perdesse, allora il cell. è stato visto come una necessità.
chiaramente la famiglia educa pure il ragazzo/a a muoversi in caso di emergenza, per esempio dalla prima volta che mia figlia è uscita da casa sola, le ho insegnato che in caso di bisogno, non domandasse mai informazioni a qualche passante, ma solo a forze dell'ordine.
sull'aspetto pedagogico, accetto che ognuno segue le proprie idee e ne fa l'uso che vuole, io sono contenta di essermi fidata, qualcun'altro no.
comunque va detta che c'è una regola fondamentale per favorire il rapporto scuola istituzioni ed insegnante, inculcare in loro un grande rispetto che va anche dato con l'esempio.
non ho mai contestato l'operato di un insegnante in presenza dei miei figli, perché convinta che il danno maggiore lo avrei fatto principalmente a mio figlio.
CREDO FERMAMENTE CHE PER LA SERENITA' DI UN RAGAZZO/A E' FONDAMENTALE ALIMENTARE LA FIDUCIA NEI PUNTI DI RIFERIMENTO E QUINDI ANCHE NELLE INSEGNANTI.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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