dani69 wrote:
mi immedesimo: no..lui è un bambino, ed è il figlio...io sono l'adulta e sono la mamma..e per capire cosa pensa o sta per fare o dire non ho bisogno di "immedesimarmi"....sono la madre, che guarda un po' è stata anch'essa bambina, e che lo ha cresciuto.. dunque direi che lo conosco come le mie tasche...
Non c'entra nulla con l'argomento console per cui mi scuso.
Dico solo che ho etto tutto e ogni volta che arrivo al tuo pensiero dani, sulla linea che ho quotato mi viene un nervoso unico.
Premetto che non ti giudico minimamente, non concordo con il tuo agire e pensare ma non dò giudizi di valore.
Tu avrai fatto sicuramente le tue riflessioni, ne discuti qui e vivi di conseguenza e questo mi fa avere stima di te.
Però le tue parole mi riportano alla mia infanzia.
Mio padre me le ripeteva spesso paro paro e io lo odiavo con tutto il cuore.
Odiavo e odio sentirmi dire "io so perchè sono ...e tu sei mia figlia""ti conosco come le mie tasche"devi.....qualsiasi cosa, ma devi perchè io sono".
Ho il cuore a mille solo a ricordare queste cose, la frustrazione, l'incomprensione, l'ingiustizia.
Grrrr
Non tornerei indietro nel tempo solo per questo senso di essere un burattino con qualcuno che si arrogava il diritto di sapere solo PERCHE' era il mio genitore.
Io non sono per "la mamma amica", la mamma è mamma però non è un ruolo calato dall'alto per me, è solo un percorso da fare insieme ad altre persone, nel mio caso mio figlio e il suo papà, un percorso dicevo da fare insieme, dove ognuno porta la sua esperienza, le sue energie, le sue competenze e insieme si cammina.
Non voglio usare la parola DOVERE, vorrei sempre poter capire il punto di vista di mio figlio, anche se immagino sia faticoso, ed insieme trovare la soluzione per superare ostacoli ed imparare cose nuove.
Perchè io posso portare a lui ciò che so, ma non sento di avere la verità in tasca e doverla imporre.
Spero invece di poter vedere il mondo con i suoi occhi, questo sì sarebbe un arricchimento.