Ma io non capisco perché non si può imitarsi al piacere di stare coi nipoti e di coccolarli, giocarci, portarli a passeggio, e si sente il bisogno di andare oltre.Paola M. wrote:A me cosetta non pare così lapalissiano, quando sento lamentarsi dei nonni, NON sono i genitori, NON hanno alcun DOVERE, i loro figli se li sono già cresciuti e allora, spiegate le "linee guida della casa" (e l'introduzione del glutine è un buon motivo per dare delle linee - al di là dei Piermarini -) ci si deve attendere anche che le nonne rpendano inziative, che non sono sicuramente mortali.
Mia mamma ad esempio non è perfettamente sovrapponibile a me, ma ha cercato di seguire le mie indicazioni per farmi stare tranquilla.
Ecco, quando si comportano diversamente non è solo il fatto di non volere che diano il panino, sono i sentimenti che traspaiono nei confronti della mamma (me non infischio, sono più brava io, so meglio io, il nipote è mio) che traspaiono e che mi lasciano perplessa.
È da lì che nasce la sfida, perché sta sicura che se invece tu vedi attenzione e rispetto anche verso di te, allora sopporterai meglio anche eventuali sgarri perché riuscirai a percepirci l'affetto e non la sfida del "io so meglio di te, io sono più brava".
