Quando mi vieni a prendere?

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Moderator: Paola

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Paola
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Post by Paola »

alemia wrote:ma non ho capito
qui lui dice delle cose ben precise, come fa ad interpretare il pensiero di un bambino, di quel preciso bambino?

la mamma ha detto che lui tutte le mattine aveva nausea, che lui di solito non voleva andare a scuola,che aveva di queste paure?
o generalizza?

perchè o parla di un caso ben preciso, e fa una ricerca sul quel bimbo, oppure non può generalizzare
io in quella mamma me lo sbranerei (se asserisse delle cose così precise senza che queste fossero vere)
Ma infatti NON esiste una mamma che abbia fatto queste dichiarazioni per cui è riconducibile ad UN bambino, e Ligabue NON ha nemmeno dichiarato che volesse fare la telecronaca di QUEL fatto, ha semplicemente detto che 2 fattori hannos catenato questa canzone, la morte del figlio e quel fatto di sangue.

Io non riesco a capire come non si possa concepire il "pretesto letterario", che è il motore di millanta poesie, racconti, e canzoni. Lui prende un fatto di cronaca, non è che si mette a fare la telecronaca, non è detto che sia nemmeno andata così, magari la maestra manco è morta, è solo, appunto, un pretesto letterario per parlare d'altro, di sé dei propri dolori e di quello che immagina lui, che un ipotetico bambino sgarbato dalla mamma e dalla maestre può pensare dell'UOMO NERO.

L'UOMO NERO è uno dei tanti mostri che popolano la mente dei bambini e lui ha provato a far "incontrare" l'uomo nero ad uno di questi bambini, ma poteva anche trattarsi di un caso di pedofilia o poteva anche essere il caso dei bambini maltrattati dalle maestre all'asilo, il ragionamento si stacca dalla realtà delle cose, tant'è che manco esiste forse l'uomo nero in belgio, ma esiste nella mente dell'autore insieme all'altro suo mostro della perdita del figlio.

Ora, la canzone può fare schifo, Ligabue può fare pietà, ma non si può fare un processo alle intenzioni credendo che esista unamamma, quella mamma che in belgio ha dato per forza la colazione al figlio e lui non la voleva e che quel bambino si chiami pinco pallino.

Esisteono dei dolori e li ha raccontati prendendo degli spunti, poi che possano NOn piacere è LEGITTIMISSIMO ma che qualcuno si identifichi è puramente occasionale come nei film che raccontano delle stesse storie o di altre e che partono dalla cronaca.
Oui, Je suis Zizzià.
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Paola
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Post by Paola »

Cos73 wrote:

Meno male che le ha dette Ligabue queste cose oh!
Perché se le diceva Gwen mi immagino le risposte ah ah ah.
ahhaha questo è vero!
Oui, Je suis Zizzià.
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Paola M. wrote:Ma infatti NON esiste una mamma che abbia fatto queste dichiarazioni per cui è riconducibile ad UN bambino, e Ligabue NON ha nemmeno dichiarato che volesse fare la telecronaca di QUEL fatto, ha semplicemente detto che 2 fattori hannos catenato questa canzone, la morte del figlio e quel fatto di sangue.

Io non riesco a capire come non si possa concepire il "pretesto letterario", che è il motore di millanta poesie, racconti, e canzoni. Lui prende un fatto di cronaca, non è che si mette a fare la telecronaca, non è detto che sia nemmeno andata così, magari la maestra manco è morta, è solo, appunto, un pretesto letterario per parlare d'altro, di sé dei propri dolori e di quello che immagina lui, che un ipotetico bambino sgarbato dalla mamma e dalla maestre può pensare dell'UOMO NERO.

L'UOMO NERO è uno dei tanti mostri che popolano la mente dei bambini e lui ha provato a far "incontrare" l'uomo nero ad uno di questi bambini, ma poteva anche trattarsi di un caso di pedofilia o poteva anche essere il caso dei bambini maltrattati dalle maestre all'asilo, il ragionamento si stacca dalla realtà delle cose, tant'è che manco esiste forse l'uomo nero in belgio, ma esiste nella mente dell'autore insieme all'altro suo mostro della perdita del figlio.

Ora, la canzone può fare schifo, Ligabue può fare pietà, ma non si può fare un processo alle intenzioni credendo che esista unamamma, quella mamma che in belgio ha dato per forza la colazione al figlio e lui non la voleva e che quel bambino si chiami pinco pallino.

Esisteono dei dolori e li ha raccontati prendendo degli spunti, poi che possano NOn piacere è LEGITTIMISSIMO ma che qualcuno si identifichi è puramente occasionale come nei film che raccontano delle stesse storie o di altre e che partono dalla cronaca.
ecco questo non l'avevo capito, io avevo capito che raccontava proprio quel fatto, magari ispirandosi a dichiarazioni e racconti fatti da quella madre.
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