Rie wrote:Non giudico la scelta, che ogni mamma fa secondo coscienza.
Però sono leggermente perplessa.
Perché mio padre ha insegnato per anni in una scuola ad alta densità di bambini extracomunitari, e ce n'erano parecchi cinesi. Quello che accadeva era altro.
Il loro gruppo era così coeso e "separato" dall'ambiente circostante italiano che nessuno reputava necessario mandare i bimbi in Cina, per trasmettere un sapere e una tradizione che potevano trovare qui, nelle loro famiglie allargate e comunità.
Vero è che a Milano c'è proprio una China Town in cui la loro cultura si può assimilare, mentre magari altrove, dove ci sono meno compatrioti, il ritorno in Cina è l'unico modo per preservarla.
A Roma siamo messi nella stessa maniera. Lo so perchè ho una casa nel bel mezzo di China Town e i vicini della porta accanto sono cinesissimi.
A parte avere negozi e persino chiese esclusivamente loro se scendi per strada vedi più cinesi che italiani.
Non che la cosa mi crei qualche problema, perchè sono dei lavoratori e non danno alcun fastidio.
E li preferisco di gran lunga alle bande che circolavano prima in quella zona. Molti si lamentano perchè prendono possesso di una zona al centro di Roma ma invece secondo me sono pure un esempio di perfetta integrazione.
Sento bambini cinesi che parlano romanesco ma anche cinese contemporaneamente e vanno a scuola italiana pur andando in Chiesa cinese.
Non credo che integrarsi debba far necessariamente venir meno l'attaccamento alle proprie origini.