Io non so che dire... Vorrei che nessuno passasse questi momenti.
Un abbraccio.
Malato terminale
Moderator: Paola
- Elisa
- Ambasciatore

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- Joined: Sat Jun 06, 2009 9:55 pm
mia madre ha scoperto un tumore al colon ad agosto 2007.
Seguì la chemio che la distruggeva, ma lei sembrava forte, faceva Km di passeggiate ogni giorno. Io credevo ce l'avrebbe fatta.
Ad aprile 2008 gli esami di routine sembravano dare un miglioramento.
Io ero incinta, io col pancione la andavo a prendere in oncologia e lei col freddo e le scosse nelle mani x la chemio mi accompagnava a casa perchè diceva che camminavo come una papera...
A luglio 2208 iniziò ad avere male a una gamba, lei si illudeva fosse sciatica. Non riusci più a camminare.Erano i linfonodi che si ingrossavano x il tumore.
Vomitava spesso, ma non collegava (o voleva collegare) i sintomi al tumore.
Mia sorella andò a parlare all'oncologa con mio padre e le disse che aveva pochi mesi di vita, le metastasi dal colon avevano invaso polmoni e fegato.
La fecero decidere e mia madre decise di sospendere la chemio.
Questo il 2 luglio, anniversario del mio matrimonio.
Da quel giorno sapevo che sarebbe morta.
L'oncologa mi giurò che sarebbe vissuta abbastanza per vedere la bambina.
Ogni giorno finito il lavoro passavo a trovarla, sapendo che sarebbe stato ancora x poco.
Registrai col cell qualche conversazione nostra.
Il dolore era insopportabile, a malincuore, ma x il bene della mia bimba in pancia staccai x una settimana x andare al mare.
Per telefono la sentivo sempre peggio, iniziava a biascicare.
Tornai di corsa dal mare.
Ormai era semi incosciente , a letto.
Dopo due settimane è morta.
Da una parte odio mia sorella che le ha voluto dire che avrebbe avuto pochi mesi di vita.
Mia mamma ha sempre usato schemi difensivi, non sembrava pensarci, sembrava non crederci, da come parlava lei credeva di avere ancora anni di vita.
Avrà avuto paura? O la psiche si sa difendere?
Dall'altra mi ha permesso di piangere con lei, sdraiata sul letto, senza dirci perchè.
E di chiederle di scrivere una lettera per Alessia.Che conservo nel suo album di bebè, come ultimo dono della sua nonna.
E forse cosi lei si è potuta preparare.E affidare al Signore in cui tanto credeva.
Non so cosa sarebbe stato meglio.
Ti abbraccio forte forte.
Seguì la chemio che la distruggeva, ma lei sembrava forte, faceva Km di passeggiate ogni giorno. Io credevo ce l'avrebbe fatta.
Ad aprile 2008 gli esami di routine sembravano dare un miglioramento.
Io ero incinta, io col pancione la andavo a prendere in oncologia e lei col freddo e le scosse nelle mani x la chemio mi accompagnava a casa perchè diceva che camminavo come una papera...
A luglio 2208 iniziò ad avere male a una gamba, lei si illudeva fosse sciatica. Non riusci più a camminare.Erano i linfonodi che si ingrossavano x il tumore.
Vomitava spesso, ma non collegava (o voleva collegare) i sintomi al tumore.
Mia sorella andò a parlare all'oncologa con mio padre e le disse che aveva pochi mesi di vita, le metastasi dal colon avevano invaso polmoni e fegato.
La fecero decidere e mia madre decise di sospendere la chemio.
Questo il 2 luglio, anniversario del mio matrimonio.
Da quel giorno sapevo che sarebbe morta.
L'oncologa mi giurò che sarebbe vissuta abbastanza per vedere la bambina.
Ogni giorno finito il lavoro passavo a trovarla, sapendo che sarebbe stato ancora x poco.
Registrai col cell qualche conversazione nostra.
Il dolore era insopportabile, a malincuore, ma x il bene della mia bimba in pancia staccai x una settimana x andare al mare.
Per telefono la sentivo sempre peggio, iniziava a biascicare.
Tornai di corsa dal mare.
Ormai era semi incosciente , a letto.
Dopo due settimane è morta.
Da una parte odio mia sorella che le ha voluto dire che avrebbe avuto pochi mesi di vita.
Mia mamma ha sempre usato schemi difensivi, non sembrava pensarci, sembrava non crederci, da come parlava lei credeva di avere ancora anni di vita.
Avrà avuto paura? O la psiche si sa difendere?
Dall'altra mi ha permesso di piangere con lei, sdraiata sul letto, senza dirci perchè.
E di chiederle di scrivere una lettera per Alessia.Che conservo nel suo album di bebè, come ultimo dono della sua nonna.
E forse cosi lei si è potuta preparare.E affidare al Signore in cui tanto credeva.
Non so cosa sarebbe stato meglio.
Ti abbraccio forte forte.
Alessia 30\09\2008
Samuele 25\12\11

Samuele 25\12\11

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MammaDiLeonardo
Ci sono purtroppo passata anche io. Ho letto il tuo post, ho letto molto velocemente i racconti delle altre ragazze perchè faccio molta fatica ad affrontare l'argomento, ogni volta è come riaprire una ferita molto profonda.
Ho perso il mio papà il 9 novembre 2007, ero incinta del mio bambino da 3 mesi, ho fatto appena in tempo a dirglielo. Diventare nonno era il suo grande sogno, erano anni che fantasticava.
Si è ammalato, o almeno, ha scoperto di avere un tumore al colon a gennaio 2007.
Non entro nella descrizione di operazione, chemio, radio...voglio dimenticare tutto, è stato un vero calvario.
Sapeva quello che aveva. Ha lottato come un leone fino alla fine. Non pensava mai che sarebbe morto, voleva a tutti i costi vivere, voleva stare con me ed il suo nipotino.
Io, accecata dalla fiducia che avevo in lui, non ho mai pensato che non ce l'avrebbe fatta. L'ultimo giorno che l'ho visto, che era vivo, l'ho salutato dicendogli che ci saremmo visti domani. Non ha superato la notte.
Io adesso faccio i conti tutti i giorni con il rimorso di non essere stata con lui quella notte. Ma quando torno con la memoria a quei momenti, ricordo che non mi rendevo conto di nulla. Non ho capito niente, o non ho voluto capire, non ho voluto vedere. Ma quando ami una persona, non concepisci che non possa guarire, almeno per me è stato cosi'. Per me era sempre forte, e ce l'avrebbe fatta. Non sono nemmeno riuscita a piangerlo come si deve, avevo paura che il bimbo che avevo in pancia ne avrebbe risentito
Stai tanto tanto vicino al tuo' papà. Digli che gli vuoi tanto bene.
Ho perso il mio papà il 9 novembre 2007, ero incinta del mio bambino da 3 mesi, ho fatto appena in tempo a dirglielo. Diventare nonno era il suo grande sogno, erano anni che fantasticava.
Si è ammalato, o almeno, ha scoperto di avere un tumore al colon a gennaio 2007.
Non entro nella descrizione di operazione, chemio, radio...voglio dimenticare tutto, è stato un vero calvario.
Sapeva quello che aveva. Ha lottato come un leone fino alla fine. Non pensava mai che sarebbe morto, voleva a tutti i costi vivere, voleva stare con me ed il suo nipotino.
Io, accecata dalla fiducia che avevo in lui, non ho mai pensato che non ce l'avrebbe fatta. L'ultimo giorno che l'ho visto, che era vivo, l'ho salutato dicendogli che ci saremmo visti domani. Non ha superato la notte.
Io adesso faccio i conti tutti i giorni con il rimorso di non essere stata con lui quella notte. Ma quando torno con la memoria a quei momenti, ricordo che non mi rendevo conto di nulla. Non ho capito niente, o non ho voluto capire, non ho voluto vedere. Ma quando ami una persona, non concepisci che non possa guarire, almeno per me è stato cosi'. Per me era sempre forte, e ce l'avrebbe fatta. Non sono nemmeno riuscita a piangerlo come si deve, avevo paura che il bimbo che avevo in pancia ne avrebbe risentito
Stai tanto tanto vicino al tuo' papà. Digli che gli vuoi tanto bene.
