Beh comunque è uninizio, magari hai buttato un piccolo seme che maturerà...
Intanto stai sù e vedrai che andrà sempre meglio
uomini e donne...uno sfogo
Moderator: Paola
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BABA
- Babina
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- Joined: Thu Feb 19, 2009 12:21 pm
Ciao!
sono rimasta molto colpita dal tuo intervento, mi è sembrato di vedere me appena nato Nicolò.
Mio marito era abbastanza insofferente, o meglio, cercava di essere collaborativo, magari lo faceva per un giorno o due, dopodichè la stanchezza, lo l'effetto di avere i ritmi e gli equilibri stravolti lo rendevano chiuso, intrattabile,a volte un vero stronzo.
per un periodo l'ho odiato, sai?
Magari arrivava a casa dal lavoro e diceva che era infastidito dal pianto del bambino e che lui doveva riposare almeno un attimo, oppure se la prendeva con me (che non ero magari proprio un fiore da vedere, visto che la stanchezza ei i risvegli notturni lasciavano il segno) dicendomi che molte volte gli passava la voglia di tornare a casa per non vedermi in quello stato.
Non ti dico..... e così mi sono arrangiata anch'io.
Il nostro rapporto ha subìto un cambiamento per un lungo periodo; io lo tenevo a distanza, alzavo la corazza, come fai tu.
Poi piano piano gli equilibri si sono assestati, con il crescere del piccolo ci passava un po' più di tempo insieme, per piacere e non per dovere, come magari succedeva prima.
Abbiamo ricominciato a parlarne, io gli ho detto che lui era importante per me ed indispensabile, come padre del nostro bimbo, come mio compagno, mio amico e mio complice.
Con calma e molto tempo abbiamo riacquistato la serenità; la complicità non subito, per quella ci è voluto più tempo, almeno da parte mia; ero comunque un po' diffidente, temendo che lui ricadesse nella sindrome del "ma chi me l'ha fatto fare di diventare padre".
Certo, ora si litiga e si discute per altre cose, tipo l'educazione di Nicolò, visto che abbiamo due visioni un po' diverse; però in un certo senso so come prenderlo e sso quando aspettarmi certe sue reazioni, quindi posso "giocare d'anticipo".
Appena ho scoperto di essere di nuovo incinta non ti nego di essere andata un po' in crisi per paura che si ripetessa l'esperienza terrbile dell'altra volta, perciò gli ho parlato chiaro delle mie paure.
Pensa, ha ammesso di essersi veramnete comportato da stronzo e di essere consapevole degli errori fatti per non ripeterli più.
Gli do fiducia e spero nel meglio possibile.
Però ho capito che dagli uomini non possiamo aspettarci mai piena comprensione e uno spirito di sacrificio innato come lo abbiamo noi donne; sarà perchè si sentono esclusi dal rapporto esclusivo madre-figlio, sentono che le attenzioni che prima gli si rivolgeva ora sono, giustamente, rivolte al piccolo. E ne soffrono.
E' difficile, ma forse il comportamento migliore da parte nostra, anche se a noi neomamme sembra difficile, è quello di coinvolgerli dapprincipio nei lati positivi della vita a tre, e di continuare comunque a essere con loro, anche mogli e donne, non solo mamme.
IO non ci sono riuscita, l'ho capito dopo; e non so se in futuro comunque riuscirò a conciliare tutti questi ruoli.
Spero che anche per te la situazione migliori col tempo; intanto ti consiglio di parlargli il più possibile di come ti senti tu....
sono rimasta molto colpita dal tuo intervento, mi è sembrato di vedere me appena nato Nicolò.
Mio marito era abbastanza insofferente, o meglio, cercava di essere collaborativo, magari lo faceva per un giorno o due, dopodichè la stanchezza, lo l'effetto di avere i ritmi e gli equilibri stravolti lo rendevano chiuso, intrattabile,a volte un vero stronzo.
per un periodo l'ho odiato, sai?
Magari arrivava a casa dal lavoro e diceva che era infastidito dal pianto del bambino e che lui doveva riposare almeno un attimo, oppure se la prendeva con me (che non ero magari proprio un fiore da vedere, visto che la stanchezza ei i risvegli notturni lasciavano il segno) dicendomi che molte volte gli passava la voglia di tornare a casa per non vedermi in quello stato.
Non ti dico..... e così mi sono arrangiata anch'io.
Il nostro rapporto ha subìto un cambiamento per un lungo periodo; io lo tenevo a distanza, alzavo la corazza, come fai tu.
Poi piano piano gli equilibri si sono assestati, con il crescere del piccolo ci passava un po' più di tempo insieme, per piacere e non per dovere, come magari succedeva prima.
Abbiamo ricominciato a parlarne, io gli ho detto che lui era importante per me ed indispensabile, come padre del nostro bimbo, come mio compagno, mio amico e mio complice.
Con calma e molto tempo abbiamo riacquistato la serenità; la complicità non subito, per quella ci è voluto più tempo, almeno da parte mia; ero comunque un po' diffidente, temendo che lui ricadesse nella sindrome del "ma chi me l'ha fatto fare di diventare padre".
Certo, ora si litiga e si discute per altre cose, tipo l'educazione di Nicolò, visto che abbiamo due visioni un po' diverse; però in un certo senso so come prenderlo e sso quando aspettarmi certe sue reazioni, quindi posso "giocare d'anticipo".
Appena ho scoperto di essere di nuovo incinta non ti nego di essere andata un po' in crisi per paura che si ripetessa l'esperienza terrbile dell'altra volta, perciò gli ho parlato chiaro delle mie paure.
Pensa, ha ammesso di essersi veramnete comportato da stronzo e di essere consapevole degli errori fatti per non ripeterli più.
Gli do fiducia e spero nel meglio possibile.
Però ho capito che dagli uomini non possiamo aspettarci mai piena comprensione e uno spirito di sacrificio innato come lo abbiamo noi donne; sarà perchè si sentono esclusi dal rapporto esclusivo madre-figlio, sentono che le attenzioni che prima gli si rivolgeva ora sono, giustamente, rivolte al piccolo. E ne soffrono.
E' difficile, ma forse il comportamento migliore da parte nostra, anche se a noi neomamme sembra difficile, è quello di coinvolgerli dapprincipio nei lati positivi della vita a tre, e di continuare comunque a essere con loro, anche mogli e donne, non solo mamme.
IO non ci sono riuscita, l'ho capito dopo; e non so se in futuro comunque riuscirò a conciliare tutti questi ruoli.
Spero che anche per te la situazione migliori col tempo; intanto ti consiglio di parlargli il più possibile di come ti senti tu....
Nico 16/12/2005
Luca 22/07/2010
Luca 22/07/2010