Io in garage ci vado tranquillamente da un bel pò, oppure a buttare la spazzatura.
Matilde ancora non mi ha chiesto di rimanere a casa da sola, ma so che non manca molto. Già ora quando andiamo in qualche negozio abbastanza grande vuole andare avanti da sola, prendere qualcosa e metterlo nel carrello da sola.
Chissà, magari l'estate prossima se ce ne sarà l'occasione la lascerò da sola con la nostra porta e quella della nostra vicina di casa (la porta davanti alla nostra) aperta.
Ah, dimenticavo che l'estate scorsa Matilde andava da sola al bar a prendersi il gelato. C'è da dire che conosce i tipi del bar e loro sanno chi siamo noi, e in più anche gli ombrelloni tra noi e il bar sono tutti occupati da persone che conosciamo, quindi anche se si fosse persa avrebberos aputo dove portarla.
Proprio in questi giorni stiamo leggendo un libro (abbiamo quasi finito) che è stao consigliato qui da Lela mi pare. "Non voglio le tue caramelle". Matilde ne è positivamente colpita e questo credo aiuterà nel momento in cui dovesse trovarsi sola in casa o fuori.
Lasciarli soli: quando e come?
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- Rie
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Adesso che leggo le vostre esperienze da bambine, mi rendo conto che anch'io avevo sette, forse otto anni e mi muovevo in un modo che a pensare Alex fra sei mesi-un anno farlo mi viene un colpo al cuore.
Però erano altri tempi. Tempi in cui nel quartiere ci si conosceva di più, in cui torme di ragazzini sparivano a giocare per interi pomeriggi senza troppi patemi, e i più grandi davano un occhio ai più piccoli, tempi in cui forse c'era meno (o si sapeva meno della?) pedofilia?
Mah!
So che, nei limiti del possibile, una voglia di rendersi più indipendente del bambino va assecondata, pur con tutte le cautele del caso.
Fede, seduto in auto se lo vedi dalla vetrina io lo lascerei.
A differenza di Lav, non l'ho mai fatto quando erano piccoli ma è da un po' che, facendo leva sul senso di responsabilità di Alex, per un acquisto veloce con l'auto parcheggiata lì davanti lascio anche tutti e due i bimbi. Porte chiuse. Promessa solenne di non aprire a nessuno dall'interno (il mio timore è quello...).
Però erano altri tempi. Tempi in cui nel quartiere ci si conosceva di più, in cui torme di ragazzini sparivano a giocare per interi pomeriggi senza troppi patemi, e i più grandi davano un occhio ai più piccoli, tempi in cui forse c'era meno (o si sapeva meno della?) pedofilia?
Mah!
So che, nei limiti del possibile, una voglia di rendersi più indipendente del bambino va assecondata, pur con tutte le cautele del caso.
Fede, seduto in auto se lo vedi dalla vetrina io lo lascerei.
A differenza di Lav, non l'ho mai fatto quando erano piccoli ma è da un po' che, facendo leva sul senso di responsabilità di Alex, per un acquisto veloce con l'auto parcheggiata lì davanti lascio anche tutti e due i bimbi. Porte chiuse. Promessa solenne di non aprire a nessuno dall'interno (il mio timore è quello...).
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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sì anch'io da piccola passavo interi pomeriggi in giro per il quartiere. ma ora quel quartiere è cambiato molto e i bambini che ci vivono adesso non lo fanno più,non c'è da fidarsi.sembra un luogo comune,ma è vero che i tempi sono cambiati.Rie wrote:Adesso che leggo le vostre esperienze da bambine, mi rendo conto che anch'io avevo sette, forse otto anni e mi muovevo in un modo che a pensare Alex fra sei mesi-un anno farlo mi viene un colpo al cuore.
Però erano altri tempi. Tempi in cui nel quartiere ci si conosceva di più, in cui torme di ragazzini sparivano a giocare per interi pomeriggi senza troppi patemi, e i più grandi davano un occhio ai più piccoli, tempi in cui forse c'era meno (o si sapeva meno della?) pedofilia?
Mah!
"L'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale."- Lucio Dalla.