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Rie wrote:Ci litigherò dopo che avrò parlato con il figlio ahahaha!
Guarda, se io sono distratta e un genitore sgrida in malo modo che non condivido uno dei miei figli, colpa mia che sono distratta, scusa!
Se invece sono attenta ma non interventista, e c'è una mamma che ritiene periocoloso il comportamento di mio figlio, se ne parla, magari anche "in retrospettiva" con il bambino qualora ritenga meglio, al momento, aderire al richiamo eccessivo per amor di convivenza in luogo pubblico, se non in diretta tutti insieme.
Ti dico un mio caso di intervento?
Madri che fumano e chiacchierano facendosi i fatti loro.
Dua bambini di cinque anni prendono pesantemente e a lungo in giro mio figlio di due per le sue difficoltà di linguaggio.
Io intervengo, mi spiace!
Con calma, con gentilezza, ma che i bimbi stanno facendo una cosa sbagliata, lo dico.
Vieni poi tu... madre distratta... a spiegarmi che sbaglio?
L'aspetto proprio!
In realtà, mi hanno vista rimproverare i loro figli e hanno continuato a fregarsene come prima.
Tu avresti parlato con le madri, mi pare di capire.
Se ci ripenso... conoscevo le madri e sapevo che non sarebbe servito.
A non conoscerle, o a conoscerle e sapere che serve, ok, si può fare.
Ma ci sono casi dove serve agire subito, e ci si regola poi fra adulti...
Ora che la vecchietta capisce che sono io la madre dello scalatore d'alberi, mi espone la faccenda e attende il mio più opportuno intervento, Alex può già aver rotto un ramo, ti pare? Cambia rotto ramo con qualcosa di peggio e l'urgenza è pure di più, no?
Ma dipende dai casi.
Se dopo aver parlato coi genitori quelli se ne fregano allora intervengo sì col bambino.
Ma comunque prima ci provo.
E ad ogni modo non ho capito Alex rischiava di rompere un ramo o rischiava di farsi male?Se il richiamo impedisce di farti male ben venga, perchè serve tempestivo, nelgi altri casi preferisco parlare coi genitori lo stesso e tenere l'intervento sui figli altrui come ultima spiaggia (chiaro che se il genitore se ne frega ci arrivo eccome).
Azur wrote:dirò di più, il questa "attenzione diffusa" e condivisa la trovo un valore positivo...
certo forse è diverso perché frequentiamo essenzialmente sempre lo stesso parchetto, il paese è piccolo, e i frequentatori sono sempre più o meno gli stessi,
ma lo trovo proprio bello sapere che se io non vedo che mio figlio si sta arrampicando sulla steccionata ci sia un altro genitore che lo riprende (e magari me lo salva da una caduta pericolosa)
Poi certo, ci sarà il genitore più o meno paranoico, ma mediamente sui figli degli altri per quel che vedo si interviene solo per questioni universali (se tuo figlio si butta nella pozzanghera probabilmente non intervengo, se invece si butta dalla torretta dello scivolo si)
ma qui si parla di pericolo di farsi male, e allora ci sta.
Ma, ti faccio un esempio scemo: se la nana raccoglie un fiorellino e si avvicin ad un altro bimbo per darglielo e arriva il genitore del bimbo a sgridare la nana perchè, che ne so, non si raccolgono le cose da terra e non si danno agli altri bimbi allora io mi incavolo eccome, sia perchè ritengo che la nana non abbia fatto qualcosa di male sia perchè quella sgridata da me non la avrebbe avuta, magari io non condivido il metodo della sgridata o il tono ansioso, e se a lei come mamma da fastidio che la nana porti un fiore a suo figlio allora sarei più contenta se ne parlasse con me, così io provvederei con i modi ed i tempi che IO ritengo adatti a mia figlia a non farglielo più fare.
Gwen wrote:E ad ogni modo non ho capito Alex rischiava di rompere un ramo o rischiava di farsi male?Se il richiamo impedisce di farti male ben venga, perchè serve tempestivo, nelgi altri casi preferisco parlare coi genitori lo stesso e tenere l'intervento sui figli altrui come ultima spiaggia (chiaro che se il genitore se ne frega ci arrivo eccome).
Era un salto di un metro circa, come caduta.
Non trovo plausibile un danno ad Alex in caso di ramo rotto.
Ma il ramo rotto è un danno, e se metto sulla bilancia i valori in gioco (rispetto dell'ambiente della comunità vs esclusività dell'intervento del genitore) mi spiace ma per me è giusto che prevalga il primo.
Se poi penso all'effetto sui bambini nel caso peggiore (la vecchietta XY strilla come una pazza perché mio figlio si butta nelle pozzanghere, o il tuo esempio del fiorellino), lo vedo come parte del gioco della convivenza, che si trovi il paranoico di turno. Non mi è capitato, ma se mi capitasse penso che abbozzerei (con il classico "la signora non vuole" in cui è chiaro che non la penso così), se del caso cogliendo l'occasione, più tardi e in privato, per spiegare ai miei figli che in una collettività ci sono anche i paranoici per i quali non si entra pena la morte nelle pozzanghere e i fiorellini non sono graditi.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)