Quando mi vieni a prendere?

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Moderator: Paola

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caterina
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Post by caterina »

Niente dai, adesso glielo vado a chiedere vah.
Gli devo dire qualcosa da parte vostra?
:)
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"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)

Sto leggendo: Il circo dei vampiri
lory76

Post by lory76 »

Paola M. wrote:No, non parla di aborto la canzone, ma parla di morte, di distacco, di non vedersi più, dell'angoscia che ti prende la notte e che ti attanaglia la gola al solo pensiero che tuo figlio potrebbe morire, parla di rimanere "attaccati alla vita", parla di un mostro che è quello che vive le giornate di alcune persone (come me) che vivono costantemente con lo spettro della morte addosso, parla di me bambina che se mia madre mi lasciava "piangente" all'asilo pensavo non sarebbe più venuta a riprendermi eprché sarebbe morta come il nonno, così, all'improvviso.

La morte dei bambini è un pretesto letetrario, così come la colazione della madre o il nervosismo della maestra, sta parlando d'altro ligabue, sta parlando di mostri che a volte popolano le menti e che non dovrebbero, e popolano luoghi come la scuola e non dovrebbero.

Non dico che non sia un pugno nello stomaco, ma a me come a jersey qualcosa di "buono" lo tira fuori.
Io faccio un passo indietro sulle mie parole, di fronte a queste tue parole, Paola.
Perche' credo di aver dato per scontato il salutarsi con un bacio la mattina, o con un ti voglio bene.
Non per tutti e' stato/ e' così e mi dispiaccio di non averlo neppure pensato, che potesse esserci una realta' diversa da quella che e' stata la mia infanzia ecc.
Paola M. wrote:Non è sempre così lelia, credimi.
L'unica cosa che mi colma dell'assenza di mio padre è di avergli dichiarato tutto il mio amore negli ultimi sei mesi di vita. A volte mi sento persino "blasfema" al pensiero che, su una mia ipotetica classifica di dolore, ho preferito accompagnarlo alla morte che vederlo morire all'improvviso, non avrei sopportato il peso di non avergli più baciato le guance "da grande", di non aver più cosleeppato perché adulta, mi ha salvato la SUA malattia lunga e dolorosa.
Faccio molta fatica anch'io con mio padre.
Ho un certo timore con lui e faccio fatica a lasciarmi andare ai miei sentimenti, che sono di adorazione nei suoi confronti.

Un paio di mesi fa, in una situazione in cui l'ho visto molto teso e nervoso di slancio l'ho abbracciato, l'ho baciato e gli ho detto che ero orgogliosa di lui e che gli volevo bene.
Gli son venuti i lucciconi agli occhi e a me ha fatto tanto bene.

Ma e' così dura da ripetere, come gesto spontaneo e frequente...

Ti rendo l'abbraccio che mi hai dato l'altro giorno, e una carezza.
Chloe83

Post by Chloe83 »

caterina wrote:Io non è che sono rimasta scandalizzata.
Ma non vedo il fine ultimo di questa canzone, proprio non capisco.
Vuoi farmi sentire una merda se lascio mio figlio all'asilo o cosa?
Non credo sia questo il fine ultimo. Credo sia uno sfogo, un pensare a come deve sentirsi un bambino che si rende conto che i genitori non arriveranno a salvarlo, una trasposizione di come si sente male LUI a sapere che loro non hanno potuto salvare il loro bambino. Perchè poi dopo un aborto quello che ti ossessiona è questo, oltre alla perdita: che c'era una vita che dipendeva da te, e non hai saputo proteggerla. E ti chiedi cosa avresti potuto fare di più, se non per evitare l'evento almeno per rendere più "bella" quella vita finchè c'è stata. Nel caso della morte di persone già nate, chi non ha avuto rimpianti, non si è sentito male per non aver abbracciato/parlato/sorriso una volta di più? Non può valere la pena di pensarci prima, per non lesinare abbracci e sorrisi finchè siamo vivi tutti?
Oh, poi a me la canzone neppure piace. Ma non vedo perchè volerci vedere il marcio per forza.
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