Cara Marcella,
so cosa stai passando e non sai come ti sono vicina….mio padre è morto quasi 8 anni fa, metastasi al fegato.
Ancora ad oggi per me parlarne è davvero doloroso, quando qualcuno mi chiede io cambio discorso perché sento ancora vivo il dolore dentro di me…provo a parlarne con te, magari esorcizzo un po questo mio modo di tenermi dentro le cose…
il rapporto con mio padre era unico, nonostante ci fossero state delle incomprensioni lui era sempre il mio modello il mio amore.
Erano i primi di Dicembre del 2002 è morto a Febbraio 2003 ( 3 giorni dopo il mio compleanno ), gli avevano dato circa due mesi di vita. Così è stato.
Quando il dottore me lo comunicò ( lui era fuori ) mi cadde il mondo addosso.
Non volevo crederci.
In quel momento ti senti persa, vacilli e non sai dove aggrapparti, le tue certezze si sgretolano, vorresti gridare al mondo tutto il dolore che hai dentro, ma non puoi….
Lui non ha mai saputo fino alla fine che i suoi malesseri e malori erano causati da un tumore, perchè io presi la decisione di non dirglielo, non volevo che gli ultimi mesi li passasse piangendo o pensando alla sua fine…ma volevo li passasse serenamente.
Ho agito da egoista? Non so, io so solamente che volevo proteggerlo, come lui l’ha sempre fatto con me….questa volta aspettava a me decidere di rendergli gli ultimi due mesi di vita….sereni.
Sereni per lui non so quanto, io credo che lui abbia sempre saputo… ma non ha mai chiesto.
Il mio è stato un periodo di lunga sofferenza, non riuscivo a concepire il fatto che lui potesse lasciarmi così….davanti a lui ero serena ma dentro avevo un macigno nel cuore…non è facile mentire a chi si ama, anche se lo si fa per proteggerli…
La notte piangevo, il giorno non mi concentravo sull lavoro…fortunatamente le vacanze di Natale arrivarono e io potevo dedicarmi completamente a lui…
Ma le vacanze di Natale finirono e a malincuore presi la decisione di portare mio padre nella sua terra ( loro vivevano da anni in Calabria ma erano spesso da me o dai miei fratelli durante l’anno ) perché ero sicura che lui avrebbe voluto così…
Presi altre ferie e restai con lui il più possibile, ogni giorno avevo paura fosse l’ultimo….e continuavo a rimandare la mia partenza perché volevo godermi ogni giorno con lui….abbracciarmelo e dirgli infinitamente che gli volevo bene.
Quando tornai al lavoro era quasi metà gennaio, il desiderio di stare con lui era davvero troppo tant’è che ogni 10 giorni scendevo da lui per stare un giorno….con la paura di non rivederlo più la volta successiva.
Lui è morto il 12 Febbraio del 2003, un pezzo di me con lui.
Avevo preso il primo volo quando mia madre il giorno prima mi disse che era entrato in coma ma non feci in tempo a vederlo perché lui morì quando io entrai nel reparto….
Io ho una forte rabbia dentro, non so se ho fatto bene a non dirgli nulla, forse avrei dovuto metterlo al corrente di quello che sarebbe successo, avrei dovuto piangere insieme a lui….abbracciata a lui.
Ma non l’ho fatto…..
Io non so dirti se è giusto o sbagliato dirglielo...sono nel dubbio ancora dopo 8 anni...ma quello che ti posso dire è che te lo devi vivere più che puoi...respira ogni attimo passato insieme, fotografa nella tua mente le cose belle e piacevoli e fanne un tesoro prezioso, forse ti potranno aiutare nei momenti di tristezza....
....se hai bisogno io ci sono,anche solo per un abbraccio.
Malato terminale
Moderator: Paola
- Titty
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- Joined: Wed Sep 16, 2009 10:46 am
"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
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- Titty
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un abbraccio anche a te.... :abbraccio:Claudiuccia wrote:Ciao Marcella.
Io ho vissuto le stesse cose, due anni fa.
Il nostro calvario è durato 7 anni.
Mio padre è morto l'8 giugno del 2008 ed abbiamo scoperto la sua malattia nel novembre del 2001 (mieloma multiplo e linfoma).
Io ero molto legata a lui, abbiamo alle spalle una storia familiare particolare e siamo sempre stati complici, vicini ed uniti. Ero attaccata a lui in modo morboso, da togliere la serenità.
La differenza tra mio padre ed il tuo è che lui sapeva cosa aveva, i medici hanno sempre parlato chiaro.
Che dire?
Ho cercato di stargli vicino sempre. Lo vegliavo, lo vestivo, lo accudivo...ci sono stati alti e bassi, momenti felici ed altri meno tra i vari cicli di chemio, radioterapia, interventi.
Ma il chiodo nel cuore c'era sempre..non mi sentivo libera, avevo spesso incubi, piangevo, mi chiedevo come sarebbe stato e quando sarebbe accaduto...
Ad esser sincera questi 7 anni sono stati lunghi, ed io come forse tutte le figlie...credevo che mio padre sarebbe stato *immortale*.
Perchè lo vedevo rialzarsi sempre....a lui non è mai mancato il sorriso e la battuta pronta, neanche nella malattia.
Comprendo il senso di oppressione....gli ultimi mesi sono stati molto duri per noi, lui era a casa e non era più gestibile.
E' morto in ospedale....è stato cosciente fino alla fine, quando mi ha vista ha scritto due righe su una piccola agenda verde....sono stati i suoi saluti, dedicati solo a me.
Gli ho tenuto la mano sino alla fine.
Quella mattina, durante il rientro a casa, sentivo un grande senso di pace dentro.
Ero distrutta, ma so che non lo avrei più visto straziarsi a quel modo.
La sua consapevolezza ci ha forse aiutato un pò ad affrontare questa pesante situazione....ogni decisione veniva presa insieme, se andare avanti oppure no, gli eventuali effetti collaterali, ecc...quando cominciavano a cadergli i capelli ricordo che lo rasavo tutto e lui si divertiva un sacco....non credeva sarebbero ricresciuti...ed invece è proprio vero, ricrescono!!!!!
Lui con noi poteva sfogarsi, poteva riderci su....e noi facevamo esattamente lo stesso...piangevamo con lui quando ne sentivamo il bisogno e ridevamo quando era il momento....è stato un percorso fatto di emozioni....ed è stato possibile farlo insieme.
Diversamente, temo che non ce l'avrei fatta.
I primissimi tempi (ero piuttosto piccola, avevo 19 anni e la notizia mi ha sopraffatta letteralmente!) non facevo che piangere, soprattutto quando era tempo di ricovero e dovevo lasciarlo lì....non so fingere, non riuscivo a tenermi...e questa cosa non riesco a perdonarmela.
Cmq ci sono, se vuoi parlarne....
Mi dispiace davvero tanto.....ti mando un abbraccio carico d'affetto e coraggio.
"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

-
katialuca
Nefer wrote:Cara Marcella,
so cosa stai passando e non sai come ti sono vicina….mio padre è morto quasi 8 anni fa, metastasi al fegato.
Ancora ad oggi per me parlarne è davvero doloroso, quando qualcuno mi chiede io cambio discorso perché sento ancora vivo il dolore dentro di me…provo a parlarne con te, magari esorcizzo un po questo mio modo di tenermi dentro le cose…
il rapporto con mio padre era unico, nonostante ci fossero state delle incomprensioni lui era sempre il mio modello il mio amore.
Erano i primi di Dicembre del 2002 è morto a Febbraio 2003 ( 3 giorni dopo il mio compleanno ), gli avevano dato circa due mesi di vita. Così è stato.
Quando il dottore me lo comunicò ( lui era fuori ) mi cadde il mondo addosso.
Non volevo crederci.
In quel momento ti senti persa, vacilli e non sai dove aggrapparti, le tue certezze si sgretolano, vorresti gridare al mondo tutto il dolore che hai dentro, ma non puoi….
Lui non ha mai saputo fino alla fine che i suoi malesseri e malori erano causati da un tumore, perchè io presi la decisione di non dirglielo, non volevo che gli ultimi mesi li passasse piangendo o pensando alla sua fine…ma volevo li passasse serenamente.
Ho agito da egoista? Non so, io so solamente che volevo proteggerlo, come lui l’ha sempre fatto con me….questa volta aspettava a me decidere di rendergli gli ultimi due mesi di vita….sereni.
Sereni per lui non so quanto, io credo che lui abbia sempre saputo… ma non ha mai chiesto.
Il mio è stato un periodo di lunga sofferenza, non riuscivo a concepire il fatto che lui potesse lasciarmi così….davanti a lui ero serena ma dentro avevo un macigno nel cuore…non è facile mentire a chi si ama, anche se lo si fa per proteggerli…
La notte piangevo, il giorno non mi concentravo sull lavoro…fortunatamente le vacanze di Natale arrivarono e io potevo dedicarmi completamente a lui…
Ma le vacanze di Natale finirono e a malincuore presi la decisione di portare mio padre nella sua terra ( loro vivevano da anni in Calabria ma erano spesso da me o dai miei fratelli durante l’anno ) perché ero sicura che lui avrebbe voluto così…
Presi altre ferie e restai con lui il più possibile, ogni giorno avevo paura fosse l’ultimo….e continuavo a rimandare la mia partenza perché volevo godermi ogni giorno con lui….abbracciarmelo e dirgli infinitamente che gli volevo bene.
Quando tornai al lavoro era quasi metà gennaio, il desiderio di stare con lui era davvero troppo tant’è che ogni 10 giorni scendevo da lui per stare un giorno….con la paura di non rivederlo più la volta successiva.
Lui è morto il 12 Febbraio del 2003, un pezzo di me con lui.
Avevo preso il primo volo quando mia madre il giorno prima mi disse che era entrato in coma ma non feci in tempo a vederlo perché lui morì quando io entrai nel reparto….
Io ho una forte rabbia dentro, non so se ho fatto bene a non dirgli nulla, forse avrei dovuto metterlo al corrente di quello che sarebbe successo, avrei dovuto piangere insieme a lui….abbracciata a lui.
Ma non l’ho fatto…..
Io non so dirti se è giusto o sbagliato dirglielo...sono nel dubbio ancora dopo 8 anni...ma quello che ti posso dire è che te lo devi vivere più che puoi...respira ogni attimo passato insieme, fotografa nella tua mente le cose belle e piacevoli e fanne un tesoro prezioso, forse ti potranno aiutare nei momenti di tristezza....
....se hai bisogno io ci sono,anche solo per un abbraccio.
Claudiuccia wrote:Ciao Marcella.
Io ho vissuto le stesse cose, due anni fa.
Il nostro calvario è durato 7 anni.
Mio padre è morto l'8 giugno del 2008 ed abbiamo scoperto la sua malattia nel novembre del 2001 (mieloma multiplo e linfoma).
Io ero molto legata a lui, abbiamo alle spalle una storia familiare particolare e siamo sempre stati complici, vicini ed uniti. Ero attaccata a lui in modo morboso, da togliere la serenità.
La differenza tra mio padre ed il tuo è che lui sapeva cosa aveva, i medici hanno sempre parlato chiaro.
Che dire?
Ho cercato di stargli vicino sempre. Lo vegliavo, lo vestivo, lo accudivo...ci sono stati alti e bassi, momenti felici ed altri meno tra i vari cicli di chemio, radioterapia, interventi.
Ma il chiodo nel cuore c'era sempre..non mi sentivo libera, avevo spesso incubi, piangevo, mi chiedevo come sarebbe stato e quando sarebbe accaduto...
Ad esser sincera questi 7 anni sono stati lunghi, ed io come forse tutte le figlie...credevo che mio padre sarebbe stato *immortale*.
Perchè lo vedevo rialzarsi sempre....a lui non è mai mancato il sorriso e la battuta pronta, neanche nella malattia.
Comprendo il senso di oppressione....gli ultimi mesi sono stati molto duri per noi, lui era a casa e non era più gestibile.
E' morto in ospedale....è stato cosciente fino alla fine, quando mi ha vista ha scritto due righe su una piccola agenda verde....sono stati i suoi saluti, dedicati solo a me.
Gli ho tenuto la mano sino alla fine.
Quella mattina, durante il rientro a casa, sentivo un grande senso di pace dentro.
Ero distrutta, ma so che non lo avrei più visto straziarsi a quel modo.
La sua consapevolezza ci ha forse aiutato un pò ad affrontare questa pesante situazione....ogni decisione veniva presa insieme, se andare avanti oppure no, gli eventuali effetti collaterali, ecc...quando cominciavano a cadergli i capelli ricordo che lo rasavo tutto e lui si divertiva un sacco....non credeva sarebbero ricresciuti...ed invece è proprio vero, ricrescono!!!!!
Lui con noi poteva sfogarsi, poteva riderci su....e noi facevamo esattamente lo stesso...piangevamo con lui quando ne sentivamo il bisogno e ridevamo quando era il momento....è stato un percorso fatto di emozioni....ed è stato possibile farlo insieme.
Diversamente, temo che non ce l'avrei fatta.
I primissimi tempi (ero piuttosto piccola, avevo 19 anni e la notizia mi ha sopraffatta letteralmente!) non facevo che piangere, soprattutto quando era tempo di ricovero e dovevo lasciarlo lì....non so fingere, non riuscivo a tenermi...e questa cosa non riesco a perdonarmela.
Cmq ci sono, se vuoi parlarne....
Mi dispiace davvero tanto.....ti mando un abbraccio carico d'affetto e coraggio.
Un abbraccio a tutte...