Io sono stata tirata su come te, non valorizzata e sminuita ma ho reagito in maniera diversa, sbattendomi per essere sempre meglio di come loro dicevano, per poter dire "ah la pensi così? Bè la maestra no" e così via fino ai miei attuali 32 anni.Gwen wrote:Toh, io ho aperto un post simile, oddio il mio era più improntato su come reagire all'aggressività del mondo esterno....
comunque, per risponderti, ti dico che non lo so come si fa, però sono stata una figlia non valorizzata e sminuita e questo mi ha distrutta quando è stato il momento di scontrarmi col mondo esterno, perchè non ero sicura di me stessa, non trovavo un punto di riferimento in casa, e quindi tutto quello che c'era fuori si è ingigantito, e così mi veniva fatto percepire.
Il classico brutto voto per me era una VERA tragedia.
Quindi quello che so è che è sempre bene avere "il problema" opposto, se in casa ti senti sicuro e apprezzato fuori un modo lo troverai, potrai ricevere delle batoste ma se ben seguita queste non manderanno in pezzi tutta te stessa.
E le frustrazioni in questo caso potranno essere incanalate correttamente.
In caso contrario rischi un'implosione paurosa.
Questo mi ha insegnato a darmi sempre tanto da fare e a rendere le critiche, anche le più pesanti, costruttive.
Con Michele mi comporto gratificandolo quando fà bene e a sostenerlo quando bene non và. Lui è molto competitivo e lo vedo sempre pronto a spiccare (soprattutto nella scuola) quindi lo lascio fare anche perchè vedo che non si dispera per un voto più basso e sento che allora tanto male non và..


