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Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

dani69

Post by dani69 »

Gwen wrote:Dani evidentemente ti ho fraintesa non volendo, se tu dici "a me non interessa immedesimarmi in mio figlio" io percepisco una certa cosa, non hai detto "mi immedesimo e lo comprendo, glielo spiego e ci parlo (cosa che magari fai) ma comunque il limite va dato" perchè se invece è questo che intendi sappi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. E' che a parte questo argomento mi era sembrato di intravedere una sorta di rigidità sull'educazione in generale, e dimmi se sbaglio eh, ma era questo che non condividevo semmai.
si, sono rigida sull'educazione in generale...
ma la rigidita' non cozza con l'apertura nei confronti del bambino, col condividerne il gioco.. i sentimenti... i problemi, con l'ascolto, la spiegazione...
non sono autoritaria...ma certamente esigo che mi figlio riconosca il mio ruolo di madre..io non sono una sua amica, sono quella che detta le regole...
dani69

Post by dani69 »

Cos73 wrote:Mi sta bene tutto quello che dici tranne la conclusione, che contraddice il resto: le frustrazioni ESISTONO, non c'è bisogno di crearle apposta. Anzi secondo me è sciocco e crudele crearle apposta.
Non è poi tanto difficile mettersi nei panni del bambino, o almeno provarci, e questo risparmia dei conflitti inutili, e non qualsiasi frustrazione: questo è impossibile, come giustamente dici tu.

Ad esempio a me non sembra intelligente fare ogni giorno una lotta per vestire il bambino, perché è normale che sia così. Spesso è possibile evitare il conflitto e la frustrazione, ad esempio svegliandolo prima e facendo in modo che non debba prepararsi in tutta fretta e che l'inizio della giornata non sia spiacevole e traumatico, magari dandogli il tempo di vedere un cartone.
cose' pero' è anche vero che se non fissi la regola che oltre una certa ora non si sta svegli..la mattina non puoi esigere che si alzi in anticipo per vestirsi...

ma posso chiedere cosa si intende per frustrazioni del bambino?
Gwen

Post by Gwen »

dani69 wrote:si, sono rigida sull'educazione in generale...
ma la rigidita' non cozza con l'apertura nei confronti del bambino, col condividerne il gioco.. i sentimenti... i problemi, con l'ascolto, la spiegazione...
non sono autoritaria...ma certamente esigo che mi figlio riconosca il mio ruolo di madre..io non sono una sua amica, sono quella che detta le regole...
Eccolo il punto del nostro "disaccordo" allora: io sono la madre di mia figlia, non sono un'amica e basta, ma so esserlo quando serve, INSIEME al mio essere madre.
Per me essere mamma non vuol dire dettare le regole, non è questo il punto principale, anche se a casa mia le regole ci sono, poche ma buone, e vengono rispettate, come dicevo, non riduco la mia figura al dettare le regole, anzi diciamo che non mi piace nemmeno il termine "dettare", diciamo che io sono una mamma che SPIEGA le regole e ti accompagna nel rispettarle, non mi piace nemmeno pensare di avere un RUOLO predefinito.
Forse è questo concetto diverso di base che mi ha fatto distorcere anche altri argomenti sui quali invece eravamo d'accordo nella pratica.
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