penso che il dare dei compiti sin da piccoli, e poi sempre più impegnativi, diventando grandi, aiuti molto un bambino nello sviluppo delle sue capacità generali.
è un provare che si è in grado di fare, per cui si impara ad applicare questa filosofia (quella del fare) anche in una dimensione diversa da quella domestica.
io, non sono stata una che ha dato troppi compiti ai miei figli, mi lamentavo del disordine, ma tecnicamente preferivo occuparmene io piuttosto che far fare a loro, per i soliti motivi, la fretta, poi verrà anche il loro momento e fintanto che posso risparmiarglielo preferisco rendergli la vita meno dura.
Ed invece non va bene, non per il fare in se, ma proprio per cominciare a sviluppare il senso dell'organizzazione, dell'ordine mentale, ed il loro lavorare per obbiettivi.
sulla questione premio, sarei per il riconoscergli dei meriti in altri campi, ma sulla organizzazione domestica, il premio, quello vero, dovrebbe essere proprio lo sviluppo dell'autostima, che credo passi anche attraverso il raggiungimento della consapevolezza di possedere autonomia e capacità.
In conclusione sono per la spinta ad una lenta collaborazione come forma educativa.
La divisione dei compiti in famiglia, bimbi compresi
Moderator: Paola
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Gwen
- LauraDani
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- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
gwen ti assicuro che fare la lavatrice è facile facile, davvero, roba da 5 minuti e impari subito 
quoto viola52 in tutto
chloe: che splendido avatar! una meraviglia! siete belle belle!
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Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)