No Cate non intendo dire che devi pensare di poter morire da un momento all'altro (anche se alla fine è vero purtroppo), ma pensare che ogni azione ha delle conseguenze, che alzare la voce inutilmente non è mai bello, che tenersi nelle orecchie le urla della mamma tutto il giorno è una rottura di palle!caterina wrote:Jersey
ma sai che questo tuo intervento mi lascia perplessa?
Mi pare assurdo usare una canzone come monito per cominciare la giornata col piede giusto.
Ma ti prego, possibile che io ogni mattina debba avere l'angoscia del "e se dovessi non rivederla più??"
Non è umanamente possibile, secondo me, vivere in questo modo.
Siamo su questo mondo, viviamocelo.
Vivere significa anche sclerare, significa anche sgridare i figli, significa anche dover correre al lavoro.
Ho compassione di questa storia e anche della compagna del Liga, ma non posso basare la mia vita ed il mio stile di vita su tutte le tragedie che succedono nel mondo.
Lo trovo.....deprimente.
Credo che Chloe abbia spiegato molto meglio di me quello che penso:
Scusa Chloe se sfrutto le tue parole, ma non sono molto brava a spiegarmiChloe83 wrote: E non si tratta di vivere con addosso un senso di tragedia imminente, si tratta solo di non pensare sempre che ci sia tempo "dopo" per esternare il proprio amore a qualcuno, e di non lasciare mai che l'ultima parola detta prima di salutarsi sia di rabbia, perchè anche se non succede niente, è quella parola che accompagnerà la persona che si saluta nella sua giornata. Per quanta fretta si abbia, per quanto si possa essere incazzate (ma poi per cosa?) vale la pena che sia una parola dolce.
Sta di fatto che questa tragedia molte persone non la conoscevano. Non è un fatto di cronaca che ha riempito per mesi giornali, telegiornali e trasmissioni tv.Lelia wrote:...... Non capisco come si possa dire che la canzone di Povia ispirata al caso Englaro sia di cattivo gusto mentre questa no. Il succo è esattamente quello: prendo un fatto di cronaca che ha fatto scalpore e commosso gli animi, ci faccio su una canzone e le polemiche (e quindi la pubblicità) sono assicurate. Infatti siamo qui a parlarne, non a caso. Voglio vedere se avremmo scritto 10 pagine su una canzone che parlava esplicitamente ed esclusivamente dell'aborto della compagna di Ligabue.
Probabilmente c'è stato giusto un trafiletto su qualche giornale nazionale e poi si è smesso di parlarne.
Questa è la differenza tra l'omicidio all'asilo e la morte di Eluana.
Lelia, per fortuna si c'era bisogno di questa canzone perchè, per fortuna, non tutti hanno subito delle perdite improvvise.Lelia wrote:Appunto. Onestamente non credo ci fosse bisogno di Ligabue per insegnarci a non dare per scontati gli affetti importanti della nostra vita. Sarà che io ho perso gran parte della mia famiglia in modo improvviso e imprevedibile, non mi sono mai concessa il lusso di pensare di dare per scontate le persone che amo, né di ritenere eterne le loro esistenze.
Forse la canzone no nmi sembra così inopportuna perchè non ho vissuto quel dolore..ma io non so cosa significhi perdere una persona in modo inaspettato, le perdite che ho subito sono state dovute a lunghe malattie, per cui ho sempre vissuto la morte come una liberazione dal dolore.
Si, mi ci voleva il Liga per riflettere su questa cosa, perchè no nè un argomento che mi salta in testa così dal due al tre sotto la doccia.
Altra canzone che mi fa rizzare i peli.....Paola M. wrote:Io invece mi sento molto sull'onda di Jersey, la canzone mi fa riflettere sul fatto che a volte mi incazzo per nulla, he mi dimentico di dire ti amo, che lascio lo spazio a piccoli malumori inutili.
Mi tornano in mente le parole di una canzone cantata dalla Mannoia (scritta da Vasco) e che adoro: Sally
