Anche a me piace, mi piace tutto questo confronto che sta venendo fuori.
Dunque, io sulla psicoterapia ho un'esperienza opposta alla tua: ho fatto un annetto di psicoterapia, e su consiglio della psicologa ho cominciato ad andare anche dalla psichiatra. Dopo circa un anno ho deciso di smettere la psicoterapia, e la psichiatra mi ha lasciata libera di fare come volevo (ovvero, non ha dato parere contrario).
Sono 7 anni che prendo il litio, e di questi 6 anni sono stati di litio senza psicoterapia. Mai avute ricadute, analisi (litiemia) sempre a posto.
Mi interesserebbe approfondire il discorso delle "modalità" a cui accenni, naturalmente solo se ti va. Intendi dire che un bipolare resta cmq una persona soggetta a sbalzi di umore, nonostante la terapia farmacologica? Se si tratta di questo, sono d'accordissimo. Un bipolare sarà sempre un umorale, su questo non ci piove.
Non so, io la voglia di fare, di stare bene penso di avercela messa e di mettercela tuttora. Dai 20 anni ad oggi, cioè da quando prendo il litio e ho ricominciato a stare bene, mi sono laureata, sono andata a vivere da sola, mi sono trasferita per 2 anni per finire gli studi, ho cominciato una convivenza, mi sono trovata un lavoro fisso...insomma, non è che sto lì a piangermi addosso.
Poi certo, c'è anche chi si crogiola nel proprio ruolo di "povero malato", ma questo mica riguarda solo i depressi. E' un lato del carattere che certe persone purtroppo hanno.
Un abbraccio anche a te.
Ancora infanticidio
- Lelia
- Ambasciatore

- Posts: 3781
- Joined: Fri Jul 03, 2009 10:00 am
Anche a me piace, mi piace tutto questo confronto che sta venendo fuori.
Dunque, io sulla psicoterapia ho un'esperienza opposta alla tua: ho fatto un annetto di psicoterapia, e su consiglio della psicologa ho cominciato ad andare anche dalla psichiatra. Dopo circa un anno ho deciso di smettere la psicoterapia, e la psichiatra mi ha lasciata libera di fare come volevo (ovvero, non ha dato parere contrario).
Sono 7 anni che prendo il litio, e di questi 6 anni sono stati di litio senza psicoterapia. Mai avute ricadute, analisi (litiemia) sempre a posto.
Mi interesserebbe approfondire il discorso delle "modalità" a cui accenni, naturalmente solo se ti va. Intendi dire che un bipolare resta cmq una persona soggetta a sbalzi di umore, nonostante la terapia farmacologica? Se si tratta di questo, sono d'accordissimo. Un bipolare sarà sempre un umorale, su questo non ci piove.
Non so, io la voglia di fare, di stare bene penso di avercela messa e di mettercela tuttora. Dai 20 anni ad oggi, cioè da quando prendo il litio e ho ricominciato a stare bene, mi sono laureata, sono andata a vivere da sola, mi sono trasferita per 2 anni per finire gli studi, ho cominciato una convivenza, mi sono trovata un lavoro fisso...insomma, non è che sto lì a piangermi addosso.
Poi certo, c'è anche chi si crogiola nel proprio ruolo di "povero malato", ma questo mica riguarda solo i depressi. E' un lato del carattere che certe persone purtroppo hanno.
Un abbraccio anche a te.
Dunque, io sulla psicoterapia ho un'esperienza opposta alla tua: ho fatto un annetto di psicoterapia, e su consiglio della psicologa ho cominciato ad andare anche dalla psichiatra. Dopo circa un anno ho deciso di smettere la psicoterapia, e la psichiatra mi ha lasciata libera di fare come volevo (ovvero, non ha dato parere contrario).
Sono 7 anni che prendo il litio, e di questi 6 anni sono stati di litio senza psicoterapia. Mai avute ricadute, analisi (litiemia) sempre a posto.
Mi interesserebbe approfondire il discorso delle "modalità" a cui accenni, naturalmente solo se ti va. Intendi dire che un bipolare resta cmq una persona soggetta a sbalzi di umore, nonostante la terapia farmacologica? Se si tratta di questo, sono d'accordissimo. Un bipolare sarà sempre un umorale, su questo non ci piove.
Non so, io la voglia di fare, di stare bene penso di avercela messa e di mettercela tuttora. Dai 20 anni ad oggi, cioè da quando prendo il litio e ho ricominciato a stare bene, mi sono laureata, sono andata a vivere da sola, mi sono trasferita per 2 anni per finire gli studi, ho cominciato una convivenza, mi sono trovata un lavoro fisso...insomma, non è che sto lì a piangermi addosso.
Poi certo, c'è anche chi si crogiola nel proprio ruolo di "povero malato", ma questo mica riguarda solo i depressi. E' un lato del carattere che certe persone purtroppo hanno.
Un abbraccio anche a te.
- Ambra
- Admin

- Posts: 3715
- Joined: Fri Dec 15, 2006 6:03 pm
Ma guardate che io credo fortemente alla terapia farmacologica,ci mancherebbe!
Non credo alla componente genetica perché secondo me il primo
incipit di disturbo mentale si ha sempre in condizioni traumatizzanti
almeno nei primi anni di vita.
Quindi che un figlio di un depresso sia tendenzialmente depresso è
presto risolto:modello caratteriale seguito e influenzante sulla psiche
plasmabile infantile.
Chiaro che poi la depressione come stato mentale /fisico influenzi
tutto il corpo e anche il delicato equilibrio ormonale e la componente
neurologica.
Qui l´intervento della terapia farmacologica può fare moltissimo,
si innalzano le endorfine,si rende il paziente malleabile e rilassato
come un drogato...ma non è definitiva perché manca
la volontà di stare bene di sottofondo.
Ohi,bellissima discussione ragazze.
Sono contenta di parlarne perché sono anni che non ne cavo
un ragno da un buco.
Ci si "nasconde" dietro al termine depressione per mascherare una serie
di disagi che hanno radici profondissime e molto,troppo comuni
a tanta gente tra la popolazione...e spesso mi sembra che i medici
stessi se ne lavino le mani dando appunto questo nome,senza spiegare
obiettivamente perché accada,cosa si scateni negli strati più
profondi di una persona.
Come se si avesse paura di dare delle responsabilità.
Riguardo al nesso depressione-lutto-traumi purtroppo
posso certifcare per esperienza diretta che questi eventi
possono scatenare una depressione però già latente
e in tenera età portare ad un disturbo comportamentale che
da adulto può sfociare nel patologico.
Ancora tanti baci
Non credo alla componente genetica perché secondo me il primo
incipit di disturbo mentale si ha sempre in condizioni traumatizzanti
almeno nei primi anni di vita.
Quindi che un figlio di un depresso sia tendenzialmente depresso è
presto risolto:modello caratteriale seguito e influenzante sulla psiche
plasmabile infantile.
Chiaro che poi la depressione come stato mentale /fisico influenzi
tutto il corpo e anche il delicato equilibrio ormonale e la componente
neurologica.
Qui l´intervento della terapia farmacologica può fare moltissimo,
si innalzano le endorfine,si rende il paziente malleabile e rilassato
come un drogato...ma non è definitiva perché manca
la volontà di stare bene di sottofondo.
Ohi,bellissima discussione ragazze.
Sono contenta di parlarne perché sono anni che non ne cavo
un ragno da un buco.
Ci si "nasconde" dietro al termine depressione per mascherare una serie
di disagi che hanno radici profondissime e molto,troppo comuni
a tanta gente tra la popolazione...e spesso mi sembra che i medici
stessi se ne lavino le mani dando appunto questo nome,senza spiegare
obiettivamente perché accada,cosa si scateni negli strati più
profondi di una persona.
Come se si avesse paura di dare delle responsabilità.
Riguardo al nesso depressione-lutto-traumi purtroppo
posso certifcare per esperienza diretta che questi eventi
possono scatenare una depressione però già latente
e in tenera età portare ad un disturbo comportamentale che
da adulto può sfociare nel patologico.
Ancora tanti baci
