Prima di tutto un abbraccio a Nefer!
Non so cosa farei io se sapessi che un mio caro sta male.
Credo che lo direi cercando un modo poco doloroso: forse alleggerirei un po' la cosa, non so, posso dire che ho vissuto l'esperienza di una mia amica.
Suo padre non stava bene da diversi giorni e, dopo una TAC, ha scoperto di avere un cancro al pancreas, uno dei peggiori.
Lei non voleva nasconderglielo ma non voleva nemmeno togliergli la speranza di guarigione.
Così gli disse che, sì, aveva un tumore ma all'intestino e che avrebbero cercato di fare il possibile.
Fu un esodo da una clinica all'altra ma si scoprì solo che aveva già diverse metastasi.
Fu ricoverato solo per non farlo soffrire troppo di dolore ma a lui fu detto che era per cercare di debellare il male.
E' campato 3 mesi in queste condizioni ma con la speranza di poter guarire..........
Se fossi io ad avere un male incurabile no, non lo vorrei sapere: credo che non ce la farei a vivere serenamente con una spada di Damocle sulla testa.
Questo vale per quelle malattie dalla sentenza severa, mortali senza soluzione ma se si trattasse di un male che si potrebbe curare allora, sì, certo che lo vorrei sapere.
Lotterei con tutte le mie forze: vivere è meraviglioso!
Morte annunciata
Moderator: Paola
- kia
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- Joined: Mon Oct 22, 2007 3:35 pm
che domanda difficile!
se lo direi ad una persona che amo? dipende dalla persona. per esempio, a mia madre si a mio padre no, perché so, penso, che la prima reagirebbe comunque in qualche modo sfruttando il tempo che le resta in modo "positivo"; il secondo si lascerebbe morire e sarebbe pervaso dal terrore e dalla disperazione.
questo perché credo che ognuno abbia il diritto di sapere se lo vuole sapere ma non sempre facciamo il bene dell'altro dicendolo. In ogni caso è una scelta, una decisione da prendere con grande responsabilità, cercando di non decidere prescindendo dalla persona che ci troviamo davanti.
se io vorrei sapere? non so. Da un lato mi percepisco abbastanza forte per reagire; dall'altro lato anche abbastanza fragile da lasciarmi andare.
sicuramente non vorrei che sapessero gli altri al posto mio, intendo i miei cari, quindi per me in realtà la scelta sarebbe obbligata perché non porterei nessuno con me dai medici e informerei solo chi ritengo possa "reggere" una notizia così.
se lo direi ad una persona che amo? dipende dalla persona. per esempio, a mia madre si a mio padre no, perché so, penso, che la prima reagirebbe comunque in qualche modo sfruttando il tempo che le resta in modo "positivo"; il secondo si lascerebbe morire e sarebbe pervaso dal terrore e dalla disperazione.
questo perché credo che ognuno abbia il diritto di sapere se lo vuole sapere ma non sempre facciamo il bene dell'altro dicendolo. In ogni caso è una scelta, una decisione da prendere con grande responsabilità, cercando di non decidere prescindendo dalla persona che ci troviamo davanti.
se io vorrei sapere? non so. Da un lato mi percepisco abbastanza forte per reagire; dall'altro lato anche abbastanza fragile da lasciarmi andare.
sicuramente non vorrei che sapessero gli altri al posto mio, intendo i miei cari, quindi per me in realtà la scelta sarebbe obbligata perché non porterei nessuno con me dai medici e informerei solo chi ritengo possa "reggere" una notizia così.
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)
Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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Gwen
Mia suocera lo sapeva. Lo sapeva perchè se lo sentiva, perchè leggeva negli sguardi miei, ma soprattutto in quelli del figlio. E' morta poco dopo Natale, dicendo che voleva che andassimo a comprarci qualcosa perchè quello sarebbe stato l'ultimo Natale per lei.
E noi lì a dirle no, ma che dici.
Non le abbiamo mai detto tutto tutto, sapeva cosa aveva, ma rimpolpavamo un pò le speranze che ci davano, forse anche per noi stessi.
E' stata sottoposta a molti interventi in breve tempo, ogni volta ci dicevano che non erano sicuri di poterle fare l'intervento senza che lei ne morisse, e noi questo no, non lo dicevamo a lei.
Non so se sia sbagliato, eravamo legati ai nostri terrori, lungo quei terribili corridoi dei reparti oncologici, vedevamo gente piangere, persone con le quali avevi scambiato due parole che il giorno dopo venivano portate via in una bara.
Io non lo so cosa è giusto, so che abbiamo cercato una via di mezzo e cioè una verità un pò più dolce laddove possibile, so che non uscirò mai dal trauma che ho vissuto, so che è stato atroce, disumano, terrificante e ingiusto.
E noi lì a dirle no, ma che dici.
Non le abbiamo mai detto tutto tutto, sapeva cosa aveva, ma rimpolpavamo un pò le speranze che ci davano, forse anche per noi stessi.
E' stata sottoposta a molti interventi in breve tempo, ogni volta ci dicevano che non erano sicuri di poterle fare l'intervento senza che lei ne morisse, e noi questo no, non lo dicevamo a lei.
Non so se sia sbagliato, eravamo legati ai nostri terrori, lungo quei terribili corridoi dei reparti oncologici, vedevamo gente piangere, persone con le quali avevi scambiato due parole che il giorno dopo venivano portate via in una bara.
Io non lo so cosa è giusto, so che abbiamo cercato una via di mezzo e cioè una verità un pò più dolce laddove possibile, so che non uscirò mai dal trauma che ho vissuto, so che è stato atroce, disumano, terrificante e ingiusto.