Per sommi capi avete seguito tutto in diretta quindi cercherò di non ripetermi più di tanto.
Rotte le acque la mattina, rottura alta perciò niente fiume in piena, le contrazioni cominciano a farsi vedere intorno alle sette di sera.
HO fatto una doccia per controllare fossero quelle giuste e poi mi sono messa a piangere.
Daniele non c'era, se n'era appena andato e io non so sopportare il dolore senza di lui.
Ci siamo rodati nostro malgrado nell'ultimo mese di gravidanza, quando willino giocava con la mia vescica.
Ho imparato ad affrontare il dolore con l'aiuto di mio marito e lui ha imparato benissimo come supportarmi (o sopportarmi?).
Quindi quando mi sono resa conto che faceva MALE ed ero sola, l'ho chiamato con le lacrime agli occhi.
Piangevo ma non volevo capisse che mi sentivo persa, anche perchè mi aspettavo una cosa lunga e non avrei voluto che si stancasse troppo venendo in ospedale alle prime contrazioni.
Eppure, per fortuna, è corso da me, accompagnato da mia madre.
Da quel momento, mi spiace ma non ricordo più nulla fino alla visita per l'epidurale, quindi 4-5 ore dopo.
Gli unici flash che ho sono di essere sotto la doccia, con lui che mi tiene la mano e il bagno allagato :ehehe: , ed io che ad ogni contrazione parlo a me stessa cercando di convincermi che sono forte, che ce la posso fare.
Ecco, quella doccia dovrebbe essere durata un paio d'ore, io ne ricordo sono qualche secondo.
Poi finalmente la visita con la ginecologa per valutare l'epidurale.
Mi ero riservata la possibiltà di farla, anche se l'intenzione era quella di partorire naturalmente.
Beh, visto che la vasca non potevo usarla per via delle membrane rotte, e soffrivo veramente tanto l'anestesia mi è sembrata una benedizione.
Ero a 3-4- cm e la santa anestesista è riuscita a infilarmi il cateterino.
Ci ha consigliato di dormire il più possibile, cosa che in effetti ho fatto.
L'ossitocina non è stata subito necessaria perchè la dilatazione procedeva comunque.
Ho avuto un'otetrica meravigliosa per tutta la notte, mi incoraggiava, ci spiegava ogni cosa, ci ha aiutati tantissimo così come l''anestesita, la quale veniva ogni volta che ricominciavo a sentire forte il dolore.
Veniva, mi chiedeva da uno a dieci quanto era insopportabile e poi mi dopava di conseguenza.
L'assistenza è stata veramente ineccepibile.
Le prime rognette si sono presentate verso gli 8-9 cm, era mattina ormai, quasi prima del cambio turno.
L'ostetrica mi ha rotto bene il sacco e poi mi ha avvisata che c'era uno scalino sul collo dell'utero che impediva la discesa di Willy.
al che mi ha chiesto se volevamo aspettare che si appiattisse da solo o lo faceva lei manualmente.
Pur di vedere presto il mio piccolo...un male cane, l'ha fatto lei.
E poi spingere.
Sì, ma spingere come?
Io non sentivo nessun desiderio impellente di spingere, non sapevo come fare ed ero stanca, tanto stanca.
Non avevo più energie e l'unica cosa che desideravo era una pausa. Una piccola pausa per riprendere fiato.
Invece ad ogni contrazione mi dicevano di spingere.
Ogni contrazione facevo tre spinte, meglio che potevo, ma sembravano non servire a niente.
Io non sentivo niente, mi dicevano: "si vedono i capelli", ma il tempo passava e willy non usciva.
Ed io che credevo che dal "si vedono i capelli" sarebbero passati pochi minuti, poche spinte.
Continuavo a chiedere quanto manca.
Si alternavano ostetriche su ostetriche, la ginecologa, l'anestesista, un andarivieni continuo. E io non ero capace a spingere.
Mi sentivo una scema, avevo paura, tutti ripetevano che tutte le donne soffrono, che se volevo vedere willy dovevo spingere e io chiedevo solo: "ma come faccio? come si fa?"
Daniele in tutto questo mi stava vicino, mi incoraggiava, mi diceva che ero forte e mi amava tanto.
Ricordo che ho provato varie posizioni e alla fine mi sono trovata a spingere in quella che mai e poi mai avrei voluto, razionalmente e prima di partorire.
Ossia distesa, a gambe aperte, afferrando dei maniglioni per aiutarmi.
Che nervi!!Il problema è che quella posizione era l'unica in cui facevo meno opposizione alla discesa del piccolo.
Perchè ero stanca, un pò impaurita ma soprattutto molto stanca. E quando provavo le spinte a carponi, appena passata la contrazione chiudevo le gambe, stringevo i muscoli e Willino tornava un pò su.
E così ho partorito distesa sul guscio come una tartaruga impacciata.
Ad un certo punto sono entrate numerose persone, ho riconosciuto la ginecologa, le due ostetriche chie mi avevano seguito in quelle ore e altri che non sapevo chi fossero.
Hanno preparato su un carrello il telo verde ( indice che qualcosa stava per accadere, ma io non capivo proprio nulla in quei momenti) e la ginecologa è salito su uno sgabellino accanto a me.
E io che mi chiedevo cosa ci facesse sullo sgabello :mumble:
Poi l'ostetrica mi ha detto "avvisami quando arriva una contrazione" e a quella successiva mi sono trovata la ginecologa che spingeva sul mio pancione.
Non mi ha fatto male. Ho solo sentito uno "sguish" ed ho capito che era la testolina di Willy, alla contrazione successiva, altro schiacciamento della pancia e il mio William è uscito tutto!
A quel punto ero solo tanto tanto felice.
Continuavo a chiamarlo fino a che non me l'hanno messo sul seno.
Eravamo io, il papà e Willy.
La nostra famiglia.
Nient'altro contava di più
(scusate se sono stata prolissa e perdonatemi anche il ritardo nel darvi questo racconto, ho avuto bisogno di tempo per metabolizzarlo..)






