Patrizia wrote:loffin wrote:Un bambino intanto desidera e si sente onnipotente, è un bambino e vivaddio non ha la frustrazione adulta del limite, a due anni se non ottiene quello che vuole può essere che sragioni, che faccia la crisi isterica, che il capriccio si trasformi in una battaglia.
A tre non è già più un capriccio, è un desiderio che sa avere dei limiti ma comunque ci prova, è già più facile scendere al compromesso.
e a quattro anni? (vedete il post su Sofia) ...
ora vado a leggermelo cmq
intanto stabiliamo che cos'è un capriccio, perché forse è la parola che non mi piace.
Se per capriccio s'intende una "comunicazione di servizio data in modo bambino e non in modalità adulta", allora tutto è un capriccio, e il capriccio è un linguaggio che non demonizzerei, ma cercherei di capire dove va a parare, e magari NON va a parare da nessuna parte, in fin dei conti cambiare gusto per una caramella è solo voglia di rompere le balle per un attimo, ma a voi, così di punto in bianco, non capita mai di avere voglia di rompere i maroni a vostro marito?