Ancora infanticidio

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Lelia
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Post by Lelia »

Dunque.
Parlo da bipolare figlia di madre bipolare.
Il discorso di Ambra e di Elisalessia è interessante, ma cozza con alcune esperienze che io ho vissuto e vivo ancora in prima persona.
Principalmente, cozza con l'efficacia del farmaci, in particolare (per quanto riguarda la depressione bipolare...scusate se parlo di questa, ma questa è la patologia che conosco) del litio.
Io ho cominciato a prendere il litio e dopo 3-4 GIORNI (dopo due anni di inferno) ho cominciato a vedere i primi risultati, e li hanno visti anche quelli che vivevano con me.
Mia madre, in perfetto stile bipolare, prendeva il litio, migliorava, si diceva "sto meglio, cazzo lo prendo a fare sto litio?", smetteva e aveva crolli spaventosi.
Tutto questo come si spiega? Con l'effetto placebo? Pura illusione? No, personalmente credo che ci sia un fattore genetico e fisiologico, cosa che gli studi nel campo delle neuroscienze dimostrano. Ovviamente non è determinante (del resto, nessuna predisposizione genetica implica la CERTEZZA della malattia), a questo si sommano eventi traumatici che possono innescare la miccia. Ma il fatto che, almeno per alcune malattie psichiatriche, ci siano anche questi fattori mi pare difficilmente negabile allo stadio attuale delle conoscenze.
Ad Ambra volevo dire che quella che lei chiama "depressione" riferendosi a lutti o a traumi non è depressione, è tristezza e abbattimento. La tristezza fa parte della vita di tutti noi, la depressione per fortuna no.
Per quanto riguarda la depressione sui Paesi poveri, onestamente credo che nessuno abbia fatto studi attendibili sull'incidenza di queste patologie in Bangladesh o in Botswana, tanto per dire. Il suicidio cmq appartiene a tutto il mondo, purtroppo.
Naturalmente poi ognuno è libero di credere quello che preferisce, su questo non discuto.
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Elisa
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Post by Elisa »

anche io ho espeienza dell'efficacia del litio (su mia mamma su mia sorella no, ma perchè ha la fortuna . ah ah - di avere sommata un'altra patologia).
Sicuramente c'è una base fisica - non lo nego - che porta a certi circuiti di pensiero, in cui è "comodo" (abituale? più semplice? più distruttivo?) rifugiarsi.

PERO' guarda caso i farmaci senza psicoterapia associata non risolvono un tubo (almeno x mia esperienza - ma è su quella e su studi per la tesi - su cui mi baso), perchè è il MODO i ragionare e interpretare i fatti che va modificato.

io mi sono spiegata che il litio COPRE la patologia. la edulcora, la sfianca, mette a tacere il modo depressivo di pensare.

Ma certe modalità restano, le rendono meno offensive, ma ormai fanno parte della persona.

però capisci, io quoterei tutto quello che hai detto anche tu.
ma per la depressione bipolare è un po'diverso, almeno, io la vedo la diversità tra i 2 tipi di depressione, tra mia sorella e mia mamma. una si fonda più sul modo di pensare una più sul fisico. Ma resta una parte intenzionale di VOGLIA di fare diversamente che per la mia esperienza non posso negare.

ma è bello che ognuno parli della propria esperienza, senza voler aver ragione, ma x confrontarsi!!!! Almeno, a me piace .
un abbraccio
Alessia 30\09\2008
Samuele 25\12\11

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Elisa
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Post by Elisa »

Lelia wrote:
Mia madre, in perfetto stile bipolare, prendeva il litio, migliorava, si diceva "sto meglio, cazzo lo prendo a fare sto litio?", smetteva e aveva crolli spaventosi.
.
ecco, scusa, mi era sfuggito. proprio QUI sta L'INTENZIONALITA' di cui parlo. anche se sotto litio, anche se inizia a star bene, SCEGLIE di tornare alla modalità malata.
Alessia 30\09\2008
Samuele 25\12\11

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