Ancora infanticidio

genny

Post by genny »

Lelia wrote:Quoto questo passaggio, pur essendo d'accordo anche con molti altri.
Io la depressione (bipolare, non post partum ovviamente, visto che non ho figli) l'ho vissuta. Sono passati anni, adesso sono tecnicamente una "paziente compensata" da 7 anni. E' quindi tanto che mi confronto con le problematiche annesse alla depressione.
E nonostante questo, la cosa in assoluto più difficile resta il far capire di cosa si sta parlando a chi non ci è passato. Lasciando perdere l'essere umano "medio", che è proprio anni luce dal problema e che ti dice "sì, ma in sostanza il problema QUAL E'???", prendiamo in esame l'essere umano "avanzato" che si rende conto che si tratta di problematiche molto serie. Ebbene, anche in questo caso, non si riesce a trasmettere la sensazione di orrore e di terrore allo stato puro derivante dalla perdita di controllo sul proprio cervello.
Io avevo 18 anni, ero una studentessa brillante, avevo vinto una borsa di studio internazionale e stavo facendo il penultimo anno di liceo all'estero. Lì, il mio cervello ha smesso di fare quello che dicevo io. Sono tornata a casa, sono tornata al mio vecchio liceo, e il mio cervello era sempre in caduta libera.
Non entro in dettagli, un po' perché ancora non riesco a parlare di tutto (e mi chiedo se ci riuscirò mai), un po' perché ci si allontanerebbe dal tema.
Solo due parole, quando si parla di malattie psichiche gravi: terrore e orrore.

E quello che ho passato io naturalmente è niente rispetto a quello che passano queste madri. L'uccisione del proprio figlio è un qualcosa di mostruoso, sia socialmente che individualmente. Non credo che esista sopravvivenza possibile. Se proviamo pietà per le vittime, allora dobbiamo provarla non solo per i figli, ma anche per le madri, che di fatto hanno commesso un omicidio-suicidio, perché cosa ci può essere dopo l'assassinio del proprio figlio?

A chi giustamente si interroga sulle cause, cerco di spiegare meglio quello che dicevo oggi. Ci sono una serie di cause diverse, che agiscono in maniera diversa su ogni donna, ma che credo siano comuni in questi casi:
- aspettative: non solo le aspettative generali della società verso la donna (che deve essere donna, moglie, madre, mamma, professionista, naturalmente realizzata al 100% in tutti questi campi) ma anche le aspettative della donna verso la maternità (che viene descritta come una sorta di stato di grazia...). Delusioni e frustrazioni direi inevitabili, che se si incrociano alle altre cause possono portare alla psicosi;
- solitudine: reale o figurata, cmq secondo me c'è. Come tante di voi hanno detto, è molto raro trovare quella situazione di "famiglia allargata" in cui nonni, zii, parenti vari aiutano la neomamma e la sostengono;
- stanchezza: io lo dico per sentito dire, tante di voi lo sanno per esperienza...avere un bambino piccolo può essere massacrante, soprattutto se il bambino non dorme. Anni e anni di non dormire secondo me possono avere conseguenze pesanti;
- problemi ad accettare di avere un problema psichico: qui il discorso sarebbe ampissimo, ma sintetizzo dicendo che la malattia mentale è uno dei grandi tabù delle società occidentali. Andare da uno psicologo per molti equivale ad un'ammissione di debolezza, andare da uno psichiatra può essere pure peggio. Psicologi e psichiatri spesso vengono demonizzati, visti come crudeli personaggi che vogliono solo manipolare i pazienti e imbottirli di farmaci (esagero...ma neanche poi tanto). Nel caso della depressione post partum, questo è ancora accentuato dal pensiero "ma perché dovrei avere bisogno di aiuto per una cosa che le donne fanno da sempre? se le altre ce la fanno, perché io no?".
Probabilmente, anzi sicuramente, ci sono ancora altre cause, queste sono quelle che mi son venute in mente oggi mentre riflettevo su questo topic, se mi viene in mente altro aggiungo...
quoto tutto ma soprattutto quello sottolineato aggiungendo un'altra cosa:
un figlio è gioia come fai ad essere depressa se hai tra le mani un esserino così bello e profumato che tanto hai desiderato???
si pensa che fare e accudire un figlio sia tutto rosa e fiori e invece quando ci sei in mezzo, se hai un bambino "più esigente" di altri non è sempre così, ma è difficile da spiegare e far capire...

per il resto mi spiace molto per quel che hai passato!!!
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kia
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Post by kia »

lelia, posso solo lontanamente immaginare le sofferenze che hai passato eppure anche io ho sofferto dal punto di vista psicologico in passato, anche se la mia era più componente ansiosa/ossessiva che prettamente depressiva. In ogni caso, una forma depressiva, seppur moderata, sia associa spesso alle patologie ansiose come quella di cui ho sofferto io e anche io ho dovuto lottare con tutta me stessa. La famiglia forse non ha capito del tutto ma mi ha supportata, non mi ha mai denigrata (forse inizialmente mia madre aveva preso i miei attacchi di panico per capricci ma poi si è ricreduta). Oggi posso dire solo di essere estremamente vulnerabile a certe notizie, specie se associate ai bambini (sono mamma di un bimbo di tre anni) perché è terribile sapere quanto poco ci si mette a perdere il controllo sulla propria mente e quanto tempo invece serva per recuperarlo.

Ti abbraccio intensamente.
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)

Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum

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Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
eli.sa

Post by eli.sa »

Io non riesco a commentare notizie di questo genere. Mi viene una stretta al cuore.
Quando ho sentito la notizia al tg, mi è venuto un brivido.
Soprattutto perchè il bimbo aveva già 4 anni e non pochi mesi di vita...
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