Rotto il ghiaccio,rottura delle acque.....

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Cosetta
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Post by Cosetta »

Ho cercato e trovato questo, è il link più scientifico che ho trovato

Definizione di età ostetrica “avanzata”
Tradizionalmente la gravida di età superiore ai 35 anni veniva definita,
dal punto di vista ostetrico, con il termine di “gravida attempata”
(1) . In realtà, dato l’innalzamento dell’età riproduttiva media, tale
definizione appare ormai superata e sembra più corretto utilizzare il
termine “di età avanzata”, per le gravide oltre i 40 anni (2,3), mentre
da alcuni è stato introdotta l’ulteriore categoria delle gravide di “età
molto avanzata”, comprendente quelle oltre i 45 anni (4,5) e, grazie
alle tecniche di ovodonazione e fertilizzazione in vitro, anche le
gravide di età superiore ai 50 anni
(http://209.85.129.132/search?q=cache:jx ... =firefox-a)

In altri siti invece ho letto che negli anni '70 il termine veniva usato già verso i 30, quindi forse solo qualche ginecologo "vecchio stampo" potrebbe ancora usarlo così presto.

Resta il fatto che è un'espressione davvero poco felice.
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laste
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Post by laste »

Cos73 wrote:quindi forse solo qualche ginecologo "vecchio stampo" potrebbe ancora usarlo così presto.
O potrebbe averlo usato un qualsiasi ginecologo 30 anni fa come definizione....
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
clotilde1976

Post by clotilde1976 »

Anne79 wrote:Hai partorito al Cervello?
Non é che per caso conosci il dr.Lo Bue?
ho partorito al policlinico e il nome del medico....sicuramente non era LO BUE!
ma come si chiamasse... non me lo ricordo proprio!! Davvero, non per essere omertosa, forse l'ho rimosso!! però devo onestamente aggiungere che aldilà di questo primo impatto sgradevolissimo, perchè mi sono sentita umiliata ,è stato un ottimo medico e in quei pochi giorni di degenza ho raccolto su di lui solo testimonianze di apprezzamento di grande professionalità!
personalmente mi sono data una spiegazione: un medico deve convivere nella quotidianità con tante storie, tutte diverse, tutti casi umani meritevoli di rispetto e considerazione, ma al contempo deve prenderne le distanze per mantenere la sua lucidità, per trattare il "caso clinico" non la "persona".
Certo alcuni hanno modi più garbati di altri...e certo anche ai medici capitano le giornate storte....
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