Sangria wrote:e se non fosse che ho "in famiglia" un caso di bambino realmente precoce,cui la precocità ha portato e sta portando più di un problema,partendo dalle difficoltà motorie,a problemi comportamentali in classe perchè s'annoia,per finire con chiari problemi relazionali con i coetanei (risulta piuttosto emarginato).
Sangria wrote:
Ti ripeto,ho in famiglia il caso di un cugino "genialoide" che ora ha 10 anni e non vive (e non ha vissuto) una situazione facile : anche se può sembrare un paradosso,non è una cosa da augurarsi per i propri figli...anche perchè sono ipersensibili ed è complicato aiutarli nel modo corretto
eccomi all'appello, mamma di un bimbo (il diavolo della tasmania di cui ti accennavo) che è sempre stato avanti per alcuni aspetti e indietro per altri.
il classico piccolo genio (accezione che io uso in modo affettuoso e non con lui ovviamente, ma che spesso hanno usato gli altri per descrivelo e con lui) che però non è capace di fare le cose pratiche più elementari.
adesso ha 7 anni e mezzo, fa le divisioni a mente con il resto e non è capace di allacciarsi le scarpe, studia la seconda guerra mondiale sull'atlante storico e si mette gli slip all'incontrario eccetera
ciò che posso dirti è che anche a me ha sempre stupito e preoccupato, ma che ho sempre cercato di normalizzarlo, nel senso che non enfatizzo i suoi aspetti al di sopra della norma e non depreco quelli al di sotto.
cerco di rispondere ai suoi bisogni cognitivi alti ma nello stesso tempo gli offro opportunità di relazione e motorie che lo indirizzino verso l'acquisizione di competenze che non ha e che potrebbero escluderlo da tanti aspetti della vita con i pari: fa i centri estivi, l'ho madato in colonia da solo, fa sport, mi impegno a farlo vestire da solo eccetera.
credo che nessuno, solo per il fatto che è "avanti" o "indietro" di per sè debba essere destinato ad avere problemi personali o sociali, molto sta a come i genitori e gli adulti di riferimento aiutano il bambino a relazionarsi in modo armonico e a vivere le proprie caratteristiche non come un eccezione ma come un espressione della comune variabilità individuale.
