esci fuori, lo sappiamo che sei lì dentro!

Giulia1970
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esci fuori, lo sappiamo che sei lì dentro!

Post by Giulia1970 »

Ero una gravida incosciente e con la testa sulle nuvole, avevo passato l'ultimo mese di gravidanza praticamente a dormire, un po' per la stanchezza e un po' per allontanare la paura del parto. Il giorno dopo la data presunta ho fatto il primo tracciato: non si muoveva niente, e così per una settimana. al terzo tracciato mi hanno fatto anche un'ecografia per valutare il liquido amniotico che a detta della ginecologa era troppo poco. Quindi dopo una mattinata di attesa in ospedale sono passata dal "ancora non succede niente" al "stasera la ricoveriamo, questo bambino deve nascere, facciamo l'induzione". Era mercoledì sera quando sono entrata in ospedale. Mi hanno fatto ancora diversi tracciati e il responso era sempre: "non si muove niente, ma il bambino sta benissimo". La mattina dopo ho letto il modulo per il consenso informato, firmato, mi hanno depilato,e messo le prostaglandine, e ho mangiato solo poca pastina in brodo. Faccio molte passeggiate in corridoio, mi annoio. La mia vicina di letto e io, in attesa dell'induzione, quando vedevamo una donna che urlava e piangeva per le doglie, ci guardavamoe sospiravamo "oh, che fortuna". LA sera mi metto a letto, ancora monitoraggi, leggo, mi impressiono per delle urla acutissime che provengono dal corridoio per poi scoprire che in realtà non erano di una partoriente ma venivano dalla TV dove le infermiere seguivano la finale del Grande Fratello, era l'esultanza del vincitore (Jonathan), e comincio a sentire dei dolori: ho le contrazioni!! In realtà erano solo quelle preparatorie. A mezzogiorno di venerdì il ginecologo alla visita mi ha detto che cominciava a esserci la dilatazione, e alle 14 sono andata nella sala travaglio dove ho subito l'infusione di ossitocina a dosi crescenti. Mio marito era sempre con me e mi dava sui nervi "sì, soffri, ma pensa quanto hai desiderato questa figlia, non piangere così", però aiutava l'ostetrica a tenere in posizione le sonde del monitoraggio. Si è allontanato per mangiare qualcosa solo quando mi è stata fatta la rottura delle membrane e il medico ha detto: "meno male che il liquido era troppo poco!" Io soffrivo molto, a parte quando potevo stare in piedi o quando qualche medico mi visitava, in quell'occasione mi hanno confortato più loro (proprio dal punto di vista umano) che l'ultima delle ostetriche avvicendatesi nel travaglio, infatti quando cominciavo a stancarmi mi ha detto "allora, stiamo tirando i remi in barca?". Alla fine del travaglio non ce la facevo più perchè volevo spingere e lei mi diceva di non farlo che non era il momento.
Per fortuna nella sala parto non ho dovuto faticare più di tanto, tutto sommato, mi hanno fatto l'episiotomia, dopo un po' mio marito mi ha veramente aiutata dicendo l'unica cosa incoraggiante: "si vedono i capelli". E io: "di che colore?" lui "non si capisce, sono tutti impastati". Dopo due spinte avevo la bimba sulla pancia ed ero basita, dicevo "che bella, ma l'ho fatta io?" e "oh grazie, grazie" allo staff, tra cui l'ostetrica che subito dopo disse a una collega "non ha ancora secondato e io devo andare a casa". Infatti anche la placenta è uscita a forza, spinta da un altro medico, poi finalmente son stata ricucita e, trasportata nella stanzetta dedicata, dove ho ritrovato il marito e la figlia ripulita e in body e calzette: me l'hanno subito attaccata perchè si succhiava le dita con grande frenesia, pare si mangiasse anche l'acqua e sapone con cui l'hanno lavata.
Dilly
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Post by Dilly »

Che bel racconto..ma quell'ostetrica quanto era antipatica???
:) <3 :O
Giulia1970
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Post by Giulia1970 »

Dilly wrote:Che bel racconto..ma quell'ostetrica quanto era antipatica???
eh, abbastanza...meno male che tutte quelle che l'hanno preceduta nel travaglio erano molto gentili, oltre che competenti, e mi hanno aiutata e consolata
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