Vi ho lette con emozione.
Io sono una figlia unica. Non ne sono entusiasta, ma insomma... diciamo che sono serena.
Da piccola sì che ero entusiasta! Adoravo essere sola, libera, non dover condividere, dedicarmi nella massima attenzione dei genitori ai miei passatempi, godere di risorse materiali che con più figli sarebbero state ridotte.
Da adolescente avrei voluto NON essere l'unica da stressare

Ma da adulta... da adulta avverto un vuoto, una mancanza, qualcosa che non è certo insostenibile, ma mi procura malinconia.
Ecco perché ho fortemente voluto due figli.
Anche superando l'opposizione di mio marito, il quale, pur nel rapporto corretto con sua sorella, e pur nell'equanimità dei suoi genitori (tanto più ammirevole quanto più la sorella è pecora bianca uniforme ai valori di famiglia e lui pecora nera), non è mai stato a lei vicino.
Persuadendolo a concepire Federico gli dicevo: "però ce l'hai, una sorella!".
E' un rapporto che esiste.
Che a volte, non sempre, si risolve in qualcosa di stupendo.
A volte, purtroppo, in un'interazione difficile come quella di Jersey e sua sorella.
Altre volte, come per mio marito, in una formale appartenenza comune, con un pizzico di tenerezza.
Ma per quell'una possibilità... su quante, poi? - Se mi guardo intorno la maggioranza dei fratelli, con varie sfumature, mi sembra felice di non essere nel club dei figli unici - ebbene, per quell'una possibilità su X, credo di aver dato ad Alex più di quanto gli abbia tolto.
E farò del mio meglio per stemperare i conflitti; per aiutare i miei bimbi a volersi bene, come già accade ora, nelle loro giornate di (occasionali liti e) tanto affetto.
Egoismo? Altruismo?
Non lo so.
Forse, pensando all'altro post in questa sezione che parla di come il nostro modo di essere si rifletta nella nostra genitorialità e influenzi la vita dei figli, è soltanto la mia personale esperienza di figlia, che da madre non accettava di replicare qualcosa che, con il senno di poi, pur con gli incontestabili pregi ha creato in me un piccolo, delicato vuoto.
Ora li guardo con stupore, Alex e Fede.
L'alchimia che a me è mancata.
Mi capita di essere talvolta perplessa nell'interpretarla, dubbiosa nel regolarla.
Eppure sono ottimista. Guidata dall'amore, pari per entrambi, che provo, spero di saperli accompagnare in un rapporto fraterno felice.