"Quando nascerà ci vuole qualcuno che te lo imposti per la notte...."

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

User avatar
Paola
Admin
Admin
Posts: 6945
Joined: Fri Dec 15, 2006 12:06 pm

Post by Paola »

dani69 wrote:no no teso' ,ognuno si assume le proprie responsabilita'......
beccati questo :bacio:
quello è sempre ben gradito, faccina o meno.

ora mi ritiro in preghiera.
Oui, Je suis Zizzià.
User avatar
lenina
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 33486
Joined: Sun Feb 24, 2008 6:43 pm
Contact:

Post by lenina »

mousymousy wrote:E' stato dimostrato che gli stimoli relazionali non solo influiscono sulla psiche ma anche sul fisico.

Interessanti sono gli studi sull’effetto del rumore cardiaco sul feto e sul neonato. Murooka ha dimostrato che il feto ‘memorizza’ il ritmo cardiaco materno che, se registrato e riproposto dopo la nascita, ha una funzione rilassante. De Casper e Sigafoos (1983) hanno osservato che il movimento del neonato aumenta o diminuisce se ascoltano il battito cardiaco di gestante in stato di agitazione o in stato di rilassamento. Molti altri studiosi (Madison, 1986; Van Den Bergh, 1990; Barbara Kisilevsky e Darwin Muir, 1991) sono arrivati a dimostrare che il feto è in grado di reagire e di rispondere a stimoli sonori. Vien da se che il piccolo venga quindi influenzato dagli stimoli che riceve, dal suo stesso esperire.

La psicologa Frances Rauscher ha dimostrato come l’ascolto prenatale di Mozart e di altri compositori barocchi potesse essere associato ad un incremento delle competenze spazio-temporali nel corso della vita. Un’altra ricerca ha dimostrato che la musica classica, in particolare i movimenti lenti delle composizioni barocche o in stile barocco con la ricchezza melodica che le contraddistingue e il loro ritmo di 55-70 battiti al minuto, sposta il cervello da uno stato b di iperattività ad uno stato a di vigilanza e rilassamento. La musica classica stimola il rilascio di endorfine e riduce il livello degli ormoni dello stress nel sangue dando beneficio sia alla madre che al bambino.

Il FAS (fetal acoustic stimulation) evidenzia anche una primordiale capacità di apprendimento prenatale che è l’assuefazione o l’abituazione (dalla 27ma settimana) allo stimolo: se ripetuto più volte ad intervalli regolari porta ad una mancanza di risposta. Nello stesso periodo il feto dimostra la capacità di discriminazione tra suoni diversi. Inoltre i feti presso il termine in buone condizioni si abituano allo stimolo acustico più facilmente dei feti a rischio o chiaramente sofferenti. I feti e i neonati di donne che hanno fatto uso di droghe in gravidanza (eroina, cocaina) sono più irritabili e non riescono a frenare la risposta motoria anche dopo stimoli sonori reiterati. Altrettanto si è osservato nei feti affetti da alcune patologie cromosomiche (in particolare trisomia 21).

Si può cogliere nell’ “habituation” la presenza di processi cognitivi di tipo attentivo e mnemonico; attualmente gli studiosi sono concordi nel ritenere che in questo fenomeno si possa riconoscere la primordiale forma di plasticità comportamentale e dunque di apprendimento. Le reazioni dei bambini a poche ore dalla nascita, al suono del battito cardiaco, dimostrano che questo stimolo è per loro in assoluto, il preferito tra gli stimoli sonori; essi sono inoltre in grado di discriminare, mostrando un’ulteriore preferenza, il battito cardiaco della propria madre rispetto a quello delle madri di altri neonati (Righetti P.L. “Le esperienze emotive del feto”).

Ancora più strabilianti sono i risultati ottenuti da programmi di stimolazione fetale e comunicazione tra genitori e nascituro (bonding). L’idea di base è che incentivare le esperienze sensoriali ne promuova lo sviluppo somatopsichico. Il feto è in grado di dimostrare una precisa attenzione e responsività nei giochi tattili con i genitori, per esempio rispondendo con un pari numero di calcetti ad un certo numero di piccoli colpi delle dita sull’addome materno, oppure seguendo con i suoi arti, sulla parete interna dell’utero, il percorso del dito del genitore sull’addome materno.

L’attività motoria fetale appare condizionata oltre che dalle afferente sensoriali anche dagli stimoli che derivano dai mediatori chimici ed ormonali materni attraverso la placenta.

Il feto dunque partecipa, in maniera diretta o indiretta, ma sempre molto attivamente all’ambiente. Man mano che passano i giorni si prepara a ciò che lo aspetta dopo la nascita ma al tempo stesso non perde proprio nulla, per quanto gli consentano i suoi mezzi, di ciò che lo circonda.

Donald Shetler, Università di Rochester, osserva che i bambini esposti alla musica in utero manifestano capacità linguistiche superiori. Questi ‘mostrano comportamenti molto attenti, imitano con accuratezza i suoni degli adulti e strutturano la vocalizzazione prima rispetto al gruppo di controllo’.

Suoni, ritmi ed altre forme di stimolazione agiscono nella formazione del feto anche nel senso fisico della parola. Mariah Diamond (UCLA) ha dimostrato che topi femmine gravide alloggiate in un ambiente più vario e ricco producevano una prole dotata di cervelli di maggiori dimensioni.

... non so quindi dire cosa è meglio. Certo è che ad ogni stimolo corrisponde una reazione di "apprendimento" sia prima di nascere che dopo.
Mi vien da pensare che non ci sia un genitore buono o cattivo (parlo di normalità, non di patologie) ma che esistano genitori informati e consapevoli ed altri inconsapevoli altri, i peggiori, disinterassati o superficiali.

La scelta di ognuno va rispettata ma credo che sia essenziale essere informati e coscienti quando si tratta di figli. Consentendoci e perdonandoci umani errori di percorso che ci fanno essere considerati come esseri umani anche dai nostri figli.
Lo conoscevo già questo testo.
Ma appunto i cambiamenti sono in ambiti comunque "minori" (importantissimi a lungo termine ma minori per il neonato in se).
Rimane il fatto che nonostante tutto il neonato non è in grado di distinguere da una casa protetta o dalla giungla.

Un bimbo stimolato potrà essere più intelligente, muoversi meglio e un po' prima.

Ma appena nato queste cose non le sa.

Che il cuore di mamma lo calmi si sa.

Ma lo avrebbe calmato anche due secoli fa, senza bisogno di farglielo sentire registrato (e personalmente preferisco che senta il mio cuore dal vero)

Se un bimbo di due secoli fa avesse avuto questi stimoli avrebbe reagito come reagisce un bimbo di adesso.

Perchè la genetica è la stessa.

Cambiano i condizionamenti esterni ma la genetica no.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
sole72m

Post by sole72m »

Amnesia wrote:Posso dire una cosa?
Io credo che non si possa generalizzare, che ogni bimbo è diverso, ogni famiglia è diversa e quindi ognuno corre dei rischi diversi.
C'è chi corre il rischio di non riuscire ad abituarsi a dormire da solo se tenuto troppo tempo nel lettone, c'è chi invece rischia di crescere con tante insicurezze se tenuto troppo poco.
La stessa Paola ha 2 figli completamente diversi. Uno che aveva bisogno del contatto e l'altra che invece quasi si incazza se mentre cuiccia lei le da i baci.
Se due bimbi che vivono con le stesse persone e nello stesso contesto sono così diversi, figuriamoci che differenze ci sono tra diverse famiglie!
:sticazzi: quoto.
Locked