Lo metto perchè può interessare secondo me, ne parliamo spesso e anche se io personalmente non ho mai fatto autosvezzamento, questo pensiero mi piace molto
Ancora su pediatri e baby food
13/12/2011
Scialla! Si chiama così un film in circolazione in questi giorni, che parla del rapporto fra un adolescente e suo padre.
Ma noi vorremmo dire Scialla (che appunto si può tradurre dal gergo degli adolescenti romani con “Stai sereno”) ai lettori di UPPA e agli utenti del nostro sito che sono rimasti un po’ interdetti dalla recente polemica fra Plasmon e Barilla e dalle prese di posizione di alcuni pediatri a sostegno del “baby food”, che sarebbe più sicuro perché meno inquinato da pesticidi. Scialla, stai sereno! Non tutti i pediatri la pensano così.
Un comunicato dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) recita infatti: I pediatri ACP contestano la presupposta scientificità della maggiore qualità e sicurezza del baby food industriale rispetto ai prodotti naturali. I pediatri garantiscono per la nutrizione dei bambini, ma non sono i portavoce dell’industria. Per crescere sani: allattamento al seno nei primi mesi di vita e poi tanto buon senso, un’alimentazione sana ed equilibrata per tutta la famiglia, magari scegliendo i prodotti biologici. I pediatri non dovrebbero prestarsi a “giochi” di concorrenza industriale. L’ACP ricorda che in tutta l’Unione Europea è in vigore un regolamento che indica i quantitativi di pesticidi tollerabili negli alimenti per la sicurezza. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) verifica che tale residuo sia sicuro per tutte le categorie di consumatori, compresi i gruppi vulnerabili come i neonati, i bambini e i vegetariani. Per questo i pediatri dell’ACP intendono rassicurare e incoraggiare i genitori che, intorno al sesto mese, ricorrono all’alimentazione complementare a richiesta del bambino, utilizzando gli alimenti che essi stessi assumono; incoraggiano una dieta ricca di frutta, verdura e vegetali per tutta la famiglia, ricorrendo, quando è possibile, ai prodotti a filiera corta. Viceversa l’assunzione di cibi industriali penalizza la cultura del cibo propria delle diverse popolazioni e delle diverse famiglie, attraverso la delega a “terzi più esperti” anche del semplice atto di nutrire il proprio figlio.
Ci sono perciò pediatri e pediatri. E se n’è accorto anche il Ministero della Salute, che, a seguito del comunicato dell’ACP, ha preso posizione garantendo che:
Il controllo ufficiale dei prodotti fitosanitari, compresi i pesticidi negli alimenti, è una delle priorità più rilevanti nell`ambito della sicurezza alimentare. Si raccomanda anche per i bambini, nel contesto di un`alimentazione equilibrata e varia, il consumo di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, rispettando la comune regola di igiene di lavare accuratamente e, ove possibile, sbucciare i vegetali. Gli organi competenti del Ministero della Salute e delle Regioni effettuano controlli costanti sulla frutta, la verdura e i cereali. I dati in possesso del Ministero, ci permettono di affermare che tali alimenti sono tra i più sicuri in Europa: solo lo 0,6% di frutta fresca e lo 0,3% dei cereali ha superato i limiti fissati dalla normativa comunitaria.
Perciò UPPA insiste: baby food? No grazie.
