Gentile dottoressa,
sto affrontando con mio figlio di sette anni piccoli problemi scolastici che fanno emergere da parte mia reazioni che sono sicuramente sbagliate ma che non riesco a gestire diversamente.
Cercherò di spiegarmi meglio: mio figlio è un bambino sereno, timido con l'apparenza scontrosa e "poco educata" con chi non conosce, con la testa fra le nuvole il più delle volte e come mi ha fatto spesso notare la maestra di matematica nel corso del primo anno scolastico (e devo dire che questa osservazione rivolta ad un bambino di 6 anni mi ha sempre fatto "inorridire).
Ultimamente si applica poco, commette errori di disattenzione o disinteresse per le regole sia grammaticali che aritmetiche, come se non fosse importante conoscerle: nello stesso giorno può fare giusto e subito dopo sbagliare un dettato con a con e senza l'acca , il riporto nelle addizioni, la prova della sottrazione.
E pur stupendomi con calcoli a mente o deduzioni logiche per non parlare dei suoi bellissimi disegni, dettagliati e curati.
Ed io, sia con gli esercizi svolti in classe che coi compiti a casa, che svolge da solo con sovraintendenza dall'alto di noi genitori, non riesco a sorvolare sui suoi strafalcioni, ma glieli rimarco con fare da maestra insopportabile.
Mi ritrovo a paventargli una pagella orrenda dove troverei inaccettabile anche un sette, mentre lui, poverino, mi spiega che sette è un bel voto.
Non voglio instaurare un clima di ansia da prestazione che possa creargli poca autostima, ma temo che siamo già su quella strada, anche perchè, altra cosa che mi addolora, lui non si stimola a migliorare per sè stesso, ma per compiacermi.
Lego a questo argomento un altro quesito: cosa si intende per far lasciare sbagliare un bambino come stimolo a libertà di scelta?
Perchè se la risposta fosse non lasciargli completare i compiti chè non ne ha voglia, o fargli svolgere un esercizio male solo perchè lui è convinto che sia invece giusto, io non potrei non intervenire.
Non lo sto facendo crescere armoniosamente?
Nel ringraziarla anticipamente per l'attenzione, le porgo cordiali saluti.
Milena.
