aspirinetta in caso di febbre

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
isa4855
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Post by isa4855 »

D.ssa Daniela Sannicandro wrote:Nel caso del tuo bimbo, comunque, le placche in gola farebbero pensare ad una tonsillite batterica - da quì la prescrizione dell'antibiotico - quindi nessun pericolo con la somministrazione di aspirina. Però, per esempio, anche la mononucleosi, che è una malattia virale, può esordire con un aspetto del faringe e delle tonsille che ricorda una tonsillite batterica data la presenza di pseudoplacche. Pertanto, a meno che non vi sia totale certezza della natura batterica dell'infezione, meglio non rischiare con l'aspirina, anche se di facile somministrazione e di sapore gradevole. Ma questa è solo una postilla alla risposta che ti avevo già dato e che spero venga trascritta sul forum.
la ringrazio per la sua risposta e spero di leggere quanto prima l'altro messaggio.

cordialmente la saluto
erinmay
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Post by erinmay »

Questa la risposta della dott.ssa Sannicandro postata in un'altra sezione del forum:

Da qualche decina di anni, più precisamente dagli anni 70-80 circa, è
difficile che un pediatra prescriva l'aspirina, o meglio, l'aspirinetta, che
ha un dosaggio di un terzo rispetto all'aspirina per adulti, quando desidera
somministrare un antipiretico o un antidolorifico ad un bambino affetto da
una patologia di sicura o di probabile origine virale e questo perché si sa
ormai con certezza che, anche se in casi piuttosto rari, l'acido
acetilsalicilico, componente principale dell'aspirina, è in grado di
potenziare gli effetti tossici delle tossine liberate dai virus in corso di
malattìa. Questo pericoloso effetto collaterale dell'aspirina si è ben
studiato ed è più frequente in corso di varicella, ma può verificarsi
praticamente in tutte le altre malattìe virali come influenza, sindromi para
influenzali, gastroenteriti virali, ecc. La complicazione che può
verificarsi è l'insorgenza della sindrome di Reye, una grave malattia che
può essere mortale e che si manifesta con nausea, vomito incoercibile,
torpore fino al coma, disorientamento e gravi effetti tossici a carico del
fegato alcune settimane dopo l'assunzione del farmaco. Questo succede solo
nei bambini o nei ragazzi fino ai 12-16 anni ma non negli adulti e non si
verifica quando si somministra aspirina in corso di una malattia di sicura
origine batterica oppure quando la si prescrive come antiaggregante oltre
che antipiretico e antidolorifico nella sindrome di Kawasaki, nella malattia
reumatica e in altre patologie dolorose o vascolari sicuramente non
dipendenti da virus. Questo farmaco è stato quindi sostituito da altri ad
effetto simile come il paracetamolo - tachipirina - o gli antinfiammatori
non steroidei come ibuprofene - nurofen - o simili. Si assiste, attualmente,
ad una tendenza a preferire gli antinfiammatori non steroidei al
paracetamolo perché di quest'ultimo si è fatto larghissimo uso e abuso da
decenni e questo ha permesso di conoscerne meglio gli effetti collaterali,
ma è evidente che se si farà un uso altrettanto diffuso degli
antinfiammatori non steroidei, anche questi ultimi verranno additati per i
loro inevitabili effetti collaterali e così sarà per qualsiasi altro farmaco
nuovo che la ricerca scoprirà e le case farmaceutiche commercializzeranno.
Non esiste, quindi, un farmaco da preferire, esiste solo una linea
terapeutica e di ragionamento da seguire che consiste nel soppesare sempre e
comunque, per ogni terapia prescritta, benefici, effetti collaterali e
costi, il tutto, altrettanto sempre e comunque, riferito al singolo soggetto
e alla specifica malattia che si intende curare.
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