che delusione....

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
Teresa
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Post by Teresa »

dimenticavo

Tua Chiara.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Comunque Secondo me non ci si può nemmeno aspettare che a 5 anni sappiano prendere decisioni consapevoli, quando a inizio anno dicono che gli piacerebbe fare qualcosa. Non sanno di cosa si tratta, non conoscono insegnante e compagni, nè il tipo di impegno, hanno solo una vaga idea, quindi anche aspettarsi che non cambino idea nel corso dell'anno è un'aspettativa un po' eccessiva.
Poi ci son tante e tante cose che possono non piacerti ed influenzarti negativamente.
Es io a 7-8 anni a tennis. Mi portavano in un posto che non conoscevo, c'era sto tennis club sperso nei campi. Non conoscevo nessuno. Uscivo che era buio e spesso a prendermi non c'era ancora nessuno. A me metteva ansia sta cosa. Mi trovavo lì fuori da sola. Non era il tennis, era questo che me lo rendeva spiacevole. E non ho più voluto andarci perchè lo vivevo con angoscia. Più avanti ci sono tornata, più grande e in altre condizioni (con un'amica più vicino a casa, con mio cugino) e il tennis mi piaceva, e mi piace. Ma a quell'età non sapevo dirlo, che non era tanto lo sport in sè, quanto il contorno, che non mi andava.
Teresa
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Post by Teresa »

Cos73 wrote:Comunque Secondo me non ci si può nemmeno aspettare che a 5 anni sappiano prendere decisioni consapevoli, quando a inizio anno dicono che gli piacerebbe fare qualcosa. Non sanno di cosa si tratta, non conoscono insegnante e compagni, nè il tipo di impegno, hanno solo una vaga idea, quindi anche aspettarsi che non cambino idea nel corso dell'anno è un'aspettativa un po' eccessiva.
Poi ci son tante e tante cose che possono non piacerti ed influenzarti negativamente.
Es io a 7-8 anni a tennis. Mi portavano in un posto che non conoscevo, c'era sto tennis club sperso nei campi. Non conoscevo nessuno. Uscivo che era buio e spesso a prendermi non c'era ancora nessuno. A me metteva ansia sta cosa. Mi trovavo lì fuori da sola. Non era il tennis, era questo che me lo rendeva spiacevole. E non ho più voluto andarci perchè lo vivevo con angoscia. Più avanti ci sono tornata, più grande e in altre condizioni (con un'amica più vicino a casa, con mio cugino) e il tennis mi piaceva, e mi piace. Ma a quell'età non sapevo dirlo, che non era tanto lo sport in sè, quanto il contorno, che non mi andava.
su qeusto sono d'accordo
Pero' e' anche vero che i bambini sono "mobili" per cui come cambiano idea una volta, la possono ricambiare.

Cioe' e' chiaro che se vedi che portandocelo in maniera sistematica ha attacchi di panico, cioe' e' da kamikaze insistere
pero' nemmeno arrendersi per un pianto ripetuto e protratto per qualche lezione
Poi, ancora, ciascuno parla in base alle proprie esperienza, la mia, sara' stata fortuna, ma il mio punto fermo e deciso ha dato ottimi risultati, visto l'entusiasmo con cui nuota ( e permettetemi anche la parentesi orgogliona) e la bravura a fare il cagnolino sola in acqua, che per una timorata come Carla e' impresa eroica.
Carla 4/12/03
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