e ti lamenti??? non sei contenta che non ti sfracello gli zebedei??? :ghgh:valedirimini wrote:pussa vià te!che una volta eri qua a scriverci ricette su ricette sfracellandoci gli zebei ed ora più nulla.......
Che se magna per cena?
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- valedirimini
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farina a fontana metti 1/2 chilosbirulina wrote:E come si fa?
un cubetto di lievito di birra
un cucchiaio d'olio
sale
questa è la ricetta base
fai fare la doppia lievitazione, 45 minuti, poi rimpasti e stendi (ce ne vengono 2)
dopo altri 45 minuti la butti sul testo di ghisa bollente, fai cuocere circa una decina di minuti per parte ed è pronta da farcire con prosciutto, salsicce e erba cotta, salame, stracchino e rucola...
poi se vuoi si può aggiungere all'impasto anche un po' di parmigiano, quialcuno mette l'uovo ma a me non piace
può servire anche come accompagnamento per il pollo o coniglio alla cacciatora, la coratella d'agnello e via dicendo
neanche ti rispondo, se vede che non hai mai magnato bene :ghgh:valedirimini wrote:
mai vista, la prima sembra una piada secca :ghgh:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)