scuola primaria: cosa aspettarsi?

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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superstrafra
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Post by superstrafra »

tessa wrote:Io treme al solo pensiero e un episodio del genere , con me nella parte della protagonista , mi è capitato il primo anno d'asilo di Tommaso , con il bimbo per la mano e altre 3 mamme che facevano finta di non sentire.
Nel mio caso Tommaso aveva ferito un compagno, naturalmente il bimbo è stato ripreso, ma dopo aver chiesto alla maestra di continuare in altra sede, e non essendo stata ascoltata, ho interrotto la discussione e fatto convocare l'insegnante dalla preside.
Troppo cattiva? Ora ,se deve comunicare qualcosa di particolare, mi convoca a colloquio.
esattamente quel che credo anche io.
poi, ribadisco, oltre il luogo che dovrebbe essere consono, anche il modo gioca la sua parte, no?
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[CENTER]Sono visibile
Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo

Sono un nido sui rami d'inverno
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Rie
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Post by Rie »

superstrafra wrote: parlarne poi in corridoio, con me presente è stato il top.
Super pessimo!

Però ti invito a non fare di tutta l'erba un fascio.
Pensa alle descrizioni di scuola di altre noimamme, positive anche se non sempre è una scuola della minchia dove sono attentissimi al bambino.
Pensa ad alcune brave maestre che conosci, o ai tuoi genitori.
Quella sciroccata con modi e abbigliamento da panterona mica è il paradigma di quello che ti aspetta, no? :ghgh:
Stai su, fra!!

Indubbiamente il passaggio alle elementari quando si ha figlio/a per nulla acqua cheta è un piccolo trauma.
Ma come tutti i traumi, può essere un'occasione per crescere.
E indubbiamente l'ambiente può esporre più che in quello della scuola dell'infanzia all'ingiusto trattamento, a modi sbrigativi e non perfettamente aderenti alla sfera del bambino.
Eppure anche questo succede, nella vita.
Bisogna imparare ad affrontarlo.

Come mamme, possiamo rendere forti davanti a tutto questo i nostri figli, lavorando sulla loro autostima perché possano apprendere dagli errori senza sentirsi svalutati come persone, e, certo, difenderli dalle ingiustizie palesi (bravissima Tessa).
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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superstrafra
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Post by superstrafra »

Rie wrote:Super pessimo!

Però ti invito a non fare di tutta l'erba un fascio.
Pensa alle descrizioni di scuola di altre noimamme, positive anche se non sempre è una scuola della minchia dove sono attentissimi al bambino.
Pensa ad alcune brave maestre che conosci, o ai tuoi genitori.
Quella sciroccata con modi e abbigliamento da panterona mica è il paradigma di quello che ti aspetta, no? :ghgh:
Stai su, fra!!

Indubbiamente il passaggio alle elementari quando si ha figlio/a per nulla acqua cheta è un piccolo trauma.
Ma come tutti i traumi, può essere un'occasione per crescere.
E indubbiamente l'ambiente può esporre più che in quello della scuola dell'infanzia all'ingiusto trattamento, a modi sbrigativi e non perfettamente aderenti alla sfera del bambino.
Eppure anche questo succede, nella vita.
Bisogna imparare ad affrontarlo.

Come mamme, possiamo rendere forti davanti a tutto questo i nostri figli, lavorando sulla loro autostima perché possano apprendere dagli errori senza sentirsi svalutati come persone, e, certo, difenderli dalle ingiustizie palesi (bravissima Tessa).
no, no, non generalizzo, ed in generale ho ampia fiducia sugli insegnanti, ma metto in conto che nella loro carriera scolastica anche alle mie bimbe possa capitare di incappare in un insegnante non proprio appassionato (e la gelmini certo non aiuta eh).

quel che temo, come hai descritto bene (ecco perchè "rie lo dice meglio" è una verità incontrovertibile ahhaha), è proprio il passaggio all'esposizione di piccoli traumi.

alice non rientra nella categoria degli esuberanti, tutt'altro. è anzi parecchio attenta e sensibile, è questo che più mi spaventa, il fatto che possa percepire amplificate alcune situazioni.
certo, sta a noi genitori fornirle gli strumenti per fortificarla, ma, anche la scuola, non dovrebbe aiutare i bimbi in tal senso evitando le svalutazioni controproducenti cui fai cenno?

so che farà ridere il mio elucubrare su un ipotetico futuro incerto, ma del resto, chi non vorrebbe la felicità e la riduzione minima delle frustrazioni per i propri figli?

ora è meglio che vada a letto, chè ho già straparlato a sufficienza ahahah
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