Paola M. wrote:Invece c'è chi ha abortito, che ha passato la sua personale passione, e in quel momento aveva TUTTI I DIRITTI sanciti dalla legge e dalla scienza per decidere, se ha commesso un abominio nei confronti del Dio cristiano sarà compito suo andarsi giustificare il giorno del suo personale giudizio universale, semmai ci sarà.
Voi non dovreste parlarne che in positivo, raccontateci di questo bambino, di come cresce, di come lo state allattando, se dorme con voi o nella sua culletta, poi ci direte dei suoi primi passi, delle sue prime parole, di quando andrà alla materna e piangeremo insieme il giorno della sua prima comunione.
Questo sarà il VERO INNO ALLA VITA, ma non nascondetevi dietro il dito del: noi non giudichiamo nessuno ma non si fa, perché è davvero poco cristiano e molto democristiano.
A ri-benvenuti.
Io sono cattolica e sottoscrivo con entusiasmo questi pensieri di Paola.
Mio marito non è cattolico al mio stesso modo ed è fuori da certi discorsi ma ha condiviso pienamente la mia idea di non fare indagini genetiche in entrambe le gravidanze.
Mi sono sentita molto giudicata da certe persone quale irresponsabile che non si perita di gravare la società con un figlio non autosufficiente, mi è stato detto che il mio era un "voler un figlio a ogni costo".
Io d'accordo con mio marito ho fatto solo quello che mi sentivo di fare secondo la fede e la retta ragione.
Questa manifestazione di amore per il proprio figlio
nonostante e
noi non abbiamo fatto quel che non si fa mi provoca un po' di tristezza: vostro figlio è un individuo con una personalità unica, la sua. Non definitelo attraverso la sua sindrome e soprattutto non fatene un manifesto delle vostre idee pro-life. Se adeguatamente stimolato vostro figlio (che come è stato fatto notare non ha una sindrome invalidante, per dire io ero più spaventata dall'autismo in grado severo, ad esempio) diventerà una persona in grado di stare nella società con tutti, e sarà diverso dagli altri in quanto più buono, fiducioso e disinteressato.
Davvero, raccontateci tanto di lui, COSI' darete un messaggio efficace "anti-eugenetico", non ricorrendo alla fede e alla morale, soprattutto parlando di morale quale conseguenza della fede.