vivere l'affetto genitoriale

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Rie
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Joined: Fri Dec 15, 2006 4:51 pm

Post by Rie »

Provo una certa vergogna leggendo questo post perché... mi sento semplice come Fausto (o Gianluca, o tanti altri papà di mia conoscenza), di quelli che amano e basta.
Il mio grado di meditazioni in materia è tragicamente carente per la profondità che mi piacerebbe ascrivermi ahahah!

Con i miei genitori, ho avuto un'infanzia da idillio, una normale adolescenza meno da idillio, e una tragedia greca più avanti, quando non ho risposto alle aspettative che mia madre aveva su di me.

E' stato un brutto colpo. Mi sono sempre sentita amata, da bambina in particolare, fra sostegno, ascolto, coccole, tutto quel che desideravo.
Ma quell'episodio, il "tradimento" dell'ideale di figlia, mi ha mandata in crisi retrospettiva: sembrava amore perché ero perfettamente aderente al modello, e quando ho dimostrato in modo eclatante di non esserlo la delusione ha squarciato il velo, dimostrando che amore vero non era?

Questo punto doloroso ha prodotto in me, come madre, un effetto evidente: il sacro orrore di non far soffrire i miei figli per il contrasto tra il figlio ideale e quello reale.

... devo dire che Alex, ribelle e vulcanico, quando lo preferirei obbediente e ligio alle regole, specie scolastiche, mi sta facendo fare allenamento :P
E funziona, perché quando mi porta a casa una nota, o quando lo vedo totalmente indifferente ai voti, ottimo o "compito non terminato" per lui pari sono, lo vorrei ribaltare. Ma mentre vorrei ribaltarlo lo adoro, ho proprio chiara la distinzione tra il comportamento discutibile del figlio, e il figlio da amare per quello che è. A scanso di equivoci, ora che si può verbalizzare, è una distinzione che ad alex, quando parliamo di queste note dolenti (di nome e di fatto ahaha!), chiarisco sempre. Pongo l'accento su "ti sei comportato male (ma ti amo)" e non su "sei un disastro, sei sempre il solito"...

Però però...
Nonostante il dubbio sull'amore di mia madre, non riesco ad avere dubbi sul mio amore di madre.
In qualcosa, somiglia al mio amore di donna per Gianluca.
Sono e sono stata, in quello, una passionale a zero rovelli interiori.
Come madre, idem.
Amo alla follia, lo dimostro senza pudori, cosa può andar male?

Al più, sto attenta a cambiare le modalità d'amore a seconda del figlio: Fede è più coccolone, Alex è più "l'uomo che non deve chiedere mai", avaro di baci, sicché devo sforzarmi di non strapazzarlo come vorrei per rispettare le sue inclinazioni in tal senso.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
solesol

Post by solesol »

Io sono stata una bambina poco amata, ho dovuto fare un lungo percorso per rendermente conto, e quello per farmene una ragione è ancora in corso.

Sono arrivata per terza in un momentaccio nella vita della famiglia, mio fratello malato aveva bisogno di moltissime cure, mia madre anziana per l'epoca credeva di essere entrata in menopausa... proprio non ero attesa, mettiamola così.
Nella mia infanzia non ci sono state carezze coccole abbracci, non ci sono stati elogi chiaccherate, passeggiate. Da quando ne ho memoria e mi è stato chiaro fin da piccolissima che a me era richiesto di stare tranquilla e non dare disturbo... la mia è stata una infanzia molto silenziosa e molto solitaria

Come mi influenza tutto questo come madre? C'è sempre, ogni minuto, in tutto ciò che faccio, dico e penso, la paura di non essere capace di amare mio figlio abbastanza. Io so di amarlo più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma una vocina mi sussurra che comunque non è abbastanza... quasiasi cosa faccia, non è una questione di linguaggi ma proprio di sostanza. Così, la mia inguaribile insicurezza contamina il mio istinto, perchè interviene sempre l'analisi delle emozioni per vedere, verificare se ho fatto bene, ho detto bene, se sono riuscita a fargli capire che lo amo ....
Quando si ha paura si cerebralizza tutto perchè se si cerca di accedere alla dotazione di sentimenti ci si ritrova solo una gran scorta di paura e di dolore... non ci si riesce proprio a fidarsi dei sentimenti

Sono pochissimi i momenti in cui abbracciando mio figlio mi sono sentita in sintonia profonda con lui, spontaneamente, "nella pancia", ho sempre avuto bisogno del cervello che mi dicesse così va bene oppure così no...
Invidio chi ha sperimentato un amore genitoriale reale e positivo, io mi sento come qualcuno che deve trovare una persona in mezzo a una folla avendola vista solo in fotografia... sono molto molto confusa, e posso solo sperare che il mio essere limitata e confusa non offuschi del tutto il bene che gli voglio.
Teresa
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Joined: Fri Dec 15, 2006 8:25 pm

Post by Teresa »

Rie wrote:Provo una certa vergogna leggendo questo post perché... mi sento semplice come Fausto (o Gianluca, o tanti altri papà di mia conoscenza), di quelli che amano e basta.
Il mio grado di meditazioni in materia è tragicamente carente per la profondità che mi piacerebbe ascrivermi ahahah!

Con i miei genitori, ho avuto un'infanzia da idillio, una normale adolescenza meno da idillio, e una tragedia greca più avanti, quando non ho risposto alle aspettative che mia madre aveva su di me.

E' stato un brutto colpo. Mi sono sempre sentita amata, da bambina in particolare, fra sostegno, ascolto, coccole, tutto quel che desideravo.
Ma quell'episodio, il "tradimento" dell'ideale di figlia, mi ha mandata in crisi retrospettiva: sembrava amore perché ero perfettamente aderente al modello, e quando ho dimostrato in modo eclatante di non esserlo la delusione ha squarciato il velo, dimostrando che amore vero non era?

Questo punto doloroso ha prodotto in me, come madre, un effetto evidente: il sacro orrore di non far soffrire i miei figli per il contrasto tra il figlio ideale e quello reale.

... devo dire che Alex, ribelle e vulcanico, quando lo preferirei obbediente e ligio alle regole, specie scolastiche, mi sta facendo fare allenamento :P
E funziona, perché quando mi porta a casa una nota, o quando lo vedo totalmente indifferente ai voti, ottimo o "compito non terminato" per lui pari sono, lo vorrei ribaltare. Ma mentre vorrei ribaltarlo lo adoro, ho proprio chiara la distinzione tra il comportamento discutibile del figlio, e il figlio da amare per quello che è. A scanso di equivoci, ora che si può verbalizzare, è una distinzione che ad alex, quando parliamo di queste note dolenti (di nome e di fatto ahaha!), chiarisco sempre. Pongo l'accento su "ti sei comportato male (ma ti amo)" e non su "sei un disastro, sei sempre il solito"...

Però però...
Nonostante il dubbio sull'amore di mia madre, non riesco ad avere dubbi sul mio amore di madre.
In qualcosa, somiglia al mio amore di donna per Gianluca.
Sono e sono stata, in quello, una passionale a zero rovelli interiori.
Come madre, idem.
Amo alla follia, lo dimostro senza pudori, cosa può andar male?

Al più, sto attenta a cambiare le modalità d'amore a seconda del figlio: Fede è più coccolone, Alex è più "l'uomo che non deve chiedere mai", avaro di baci, sicché devo sforzarmi di non strapazzarlo come vorrei per rispettare le sue inclinazioni in tal senso.
Sei troppo bella Maddale' e adoro la tua sicurezza.

Nemmeno io ho dubbi sul "mio" amore, solo talvota mi interrogo sulla loro percezione e mi chiedo (ultimamamente ancora piu' spesso, ma piu' per curiosità che per tormeto) cosa penseranno di me, fra trent'anni.

E sulla scia di questo, di tanto in tanto, aggiorno il loro diario.
Cosi' avranno la possibilita' di leggere cosa mi passa dentro e magari, con il senno del poi, perdonare alcune mie inevitabili mancanze legate alla doppia natura di donna -convinta-lavoratrice.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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