vivere l'affetto genitoriale

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Moderator: Paola

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Paola
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Post by Paola »

Ma infatti Teresa io a volte mi fermo a "curare" proprio perché temo che i ritmi frenetici portino a non avere il tempo rallentato della cura e lo faccio anche a scapito della tanto amata (dagli psicologi moderni) autonomia.

Un esempio di questi giorni è vestirsi coi vestiti caldi messi sui caloriferi, al mattino a loro piace tantissimo ma per farlo (cioè affinché rimangano caldi) devo aiutarli a vestirsi perché si deve fare in fretta sennò raffreddano.
Oui, Je suis Zizzià.
girasole75
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Post by girasole75 »

Non ho avuto un'infanzia esemplare e mia madre poi tanto normale non è, povera donna.
Purtroppo è una persona con grosse problematiche e la sua vita è stata problematica, nonostante l'apparenza di una famiglia normale. Sono portata a credere che questo non sia dipeso solo dalla madre, che era estremamente assillante, ma anche da una sua forte componente caratteriale per cui è sempre stata estremamente poco fiduciosa nelle sue capacità e non è mai riuscita a trovare il suo lato femminile, non cura il proprio corpo come farebbe una donna normale, non conosce dolcezza, è molto nervosa e ha un carattere evitante, crede di dover fare piuttosto di riuscire spontaneamente a dare affetto. Questo non dipende da un metodo educativo o da un suo sbaglio, quanto piuttosto da un carattere estremamente insicuro e ansioso e da un brutto lutto familiare. Credo che una parte dello sviluppo della personalità adulta sia anche la capacità di accettare che le persone a noi più vicine non sono perfette. Il perfetto genitore non esiste, non c'è un manuale da leggere o una teoria da seguire.
Se per questo, non esiste nemmeno il figlio perfetto.
Sono daccordo su quanto scrivete per il fatto che l'approccio educativo delle precedenti generazioni era basato su dimostrazioni di affetto poco legate al vero e proprio coccolare fisicamente, aspetto invece che ritengo importantissimo, però alla base di tutto per me ci sono persone che non sanno amare e persone che lo sanno fare.
Nel primo caso non si piò pretendere più di tanto o meglio... forse come figli si dovrebbe fare ma rimarrebbe un'inutile delusione!
Perciò non riesco a rimproverare nulla a mia madre ma, a 35 anni suonati, ammetto che non è quello materno il suo ruolo migliore. Io però sono un'altra persona!
Teresa
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Post by Teresa »

Paola M. wrote:Ma infatti Teresa io a volte mi fermo a "curare" proprio perché temo che i ritmi frenetici portino a non avere il tempo rallentato della cura e lo faccio anche a scapito della tanto amata (dagli psicologi moderni) autonomia.

Un esempio di questi giorni è vestirsi coi vestiti caldi messi sui caloriferi, al mattino a loro piace tantissimo ma per farlo (cioè affinché rimangano caldi) devo aiutarli a vestirsi perché si deve fare in fretta sennò raffreddano.
su questo sto soridendo da sola.
E' una cosa che hanno chiesto anche a me.
Mena mi ha detto "voglio i vestiti caldi, come me li mette nonna Carla".

La settimana scorsa sono stata ad un corso e mia suocera e' venuta a dormire qui per un paio di giorni ed evidentemente aveva questa bellissima abitudine di vestirle con i vestiti caldi.

Sto sorridendo, perche' in queste cose, sei antica come mia suocera e lo sai che ti sto facendo il piu' grande dei complimenti.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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