ecco, anche da noi la frase "ti voglio bene" non si è proprio MAI sentita, come se ci fosse una sorta di strano pudore a rivelare i sentimenti più intimi ed allo stesso tempo naturali per un genitore verso il proprio figlio.
ricordo di aver iniziato a dirlo ad alice che aveva due anni, ed anche adesso ce lo ripetiamo spesso. eppure sono convinta che nemmeno questo basti, che debba esserci una continuità d'intenti su più fronti.
e spesso mi sento in fallo.
con alice, ora che ha quasi 6 anni, mi sento io stesso più trattenuta, come se gli abbracci che le do non abbiano più quella spontaneità di un tempo. ma forse è solo perchè ci penso troppo su e faccio troppa autocritica. boh.
con emma chissà, lei è piccola adesso, ma ho la sensazione di stare in uno scomodo limbo: ho dedicato molto tempo a lei, spesso sottratto ad alice, ma col pensiero che avrei dovuto fare di più per l'altra. mi sento un po' come se le avessi scontentate entrambe nell'inutile smania di fare il meglio.
a volte, confesso, mi sembra di fare inconsciamente il meglio non in quanto tale, per le bimbe, ma secondo i canoni di mia mamma, per avere la sua approvazione.
quando forse basterebbe mettersi un po' più in ascolto e lasciarsi andare, senza troppi sbattimenti, come sono solita fare io...
vivere l'affetto genitoriale
Moderator: Paola
- superstrafra
- Ambasciatore

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- Joined: Mon Sep 07, 2009 10:47 pm
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[CENTER]Sono visibile
Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo
Sono un nido sui rami d'inverno
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Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo
Sono un nido sui rami d'inverno
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-
Daniela
- Ambasciatore

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- Joined: Wed Mar 07, 2007 11:58 am
superstrafra wrote:ecco, anche da noi la frase "ti voglio bene" non si è proprio MAI sentita, come se ci fosse una sorta di strano pudore a rivelare i sentimenti più intimi ed allo stesso tempo naturali per un genitore verso il proprio figlio.
ricordo di aver iniziato a dirlo ad alice che aveva due anni, ed anche adesso ce lo ripetiamo spesso. eppure sono convinta che nemmeno questo basti, che debba esserci una continuità d'intenti su più fronti.
e spesso mi sento in fallo.
con alice, ora che ha quasi 6 anni, mi sento io stesso più trattenuta, come se gli abbracci che le do non abbiano più quella spontaneità di un tempo. ma forse è solo perchè ci penso troppo su e faccio troppa autocritica. boh.
con emma chissà, lei è piccola adesso, ma ho la sensazione di stare in uno scomodo limbo: ho dedicato molto tempo a lei, spesso sottratto ad alice, ma col pensiero che avrei dovuto fare di più per l'altra. mi sento un po' come se le avessi scontentate entrambe nell'inutile smania di fare il meglio.
a volte, confesso, mi sembra di fare inconsciamente il meglio non in quanto tale, per le bimbe, ma secondo i canoni di mia mamma, per avere la sua approvazione.
quando forse basterebbe mettersi un po' più in ascolto e lasciarsi andare, senza troppi sbattimenti, come sono solita fare io...
Questo è quello che intendevo quando parlavo di me con Cristian e Silvia.
Poi credo che, come dice Sheireh, bisogna trovare la modalità di comunicare l'affetto in base alla persona che si ha di fronte.
Ribadiasco, in casa mia è mancato il contatto....
Ma, di quattro figli, solo io ho risentito di questa mancaza.
Agli altri è andata e va bene così.
Lo stesso con i miei. Cristian ha bisogno di sentirsi gratificato anche solo verbalmente. Un "bravo" a lui dimostra più affetto di qualsiasi altra cosa.
Silvia ha bisogno di un contatto non troppo invasivo. Se le do un bacio così è capace di pulirsi e dire "che schifo!!!"
La vita è sfuggente.
Ma può esserlo come sabbia o come semente...
A noi la scelta.
Ma può esserlo come sabbia o come semente...
A noi la scelta.
-
Teresa
- Admin

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- Joined: Fri Dec 15, 2006 8:25 pm
Anche io mi sono spesso interrogata sul quanto si sentano amate.
Io, confesso, che quanto piu' crescono piu' mi rendo conto (e questo mi dispiace) che loro in qualche modo non potranno avere tutto quello che ho avuto io e mi chiedo se riusciranno a sentirsi amate tanto quanto mi sono sentita amata io da mia madre e mio padre.
Pur amandole alla follia, spesso mi immalinconisco all'idea che per loro sara' diverso.
Sull'affetto, quello che si manifesta in maniera fisica, non ho dubbi. Io e mia madre, ancora ci salutiamo baciandoci sulla bocca. Sono cresciuta con il bisogno (soddisfatto) di contatto fisico e il nostro affetto passa (anche troppo) fra baci salivosi, carezze, pizzichi, morsi sul sedere reciproci.
Ho piu' dubbi sulla cura, su quella cura a cui si riferiva Paola perche' quel tipo di cura richiede tempo e io, purtroppo, ho molto meno tempo per loro.
Certe forme d'amore passano per un piatto di pasta caldo a pranzo, per un pettinare lungo al mattino, per una passeggiata tranquilla verso la scula, per pezzi di quotidianità che a loro mancheranno e con i quali dovro' fare i conti prima o poi, sperando di trovarle nei miei riguardi piuttosto indulgenti.
PEro', davvero, piu' crescono e piu' mi interrogo su come mi giudicheranno (perche' il sentirsi amati passa anche per una forma di giudizio che ci riservano).
Io, confesso, che quanto piu' crescono piu' mi rendo conto (e questo mi dispiace) che loro in qualche modo non potranno avere tutto quello che ho avuto io e mi chiedo se riusciranno a sentirsi amate tanto quanto mi sono sentita amata io da mia madre e mio padre.
Pur amandole alla follia, spesso mi immalinconisco all'idea che per loro sara' diverso.
Sull'affetto, quello che si manifesta in maniera fisica, non ho dubbi. Io e mia madre, ancora ci salutiamo baciandoci sulla bocca. Sono cresciuta con il bisogno (soddisfatto) di contatto fisico e il nostro affetto passa (anche troppo) fra baci salivosi, carezze, pizzichi, morsi sul sedere reciproci.
Ho piu' dubbi sulla cura, su quella cura a cui si riferiva Paola perche' quel tipo di cura richiede tempo e io, purtroppo, ho molto meno tempo per loro.
Certe forme d'amore passano per un piatto di pasta caldo a pranzo, per un pettinare lungo al mattino, per una passeggiata tranquilla verso la scula, per pezzi di quotidianità che a loro mancheranno e con i quali dovro' fare i conti prima o poi, sperando di trovarle nei miei riguardi piuttosto indulgenti.
PEro', davvero, piu' crescono e piu' mi interrogo su come mi giudicheranno (perche' il sentirsi amati passa anche per una forma di giudizio che ci riservano).
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06
"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
Mena 2/05/06
"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska