ah..
argomento spinoso..
la mia infanzia è stata...strana..
noi abitavamo con i nonni,che mi soffocavano d'amore..
mia madre che lavorava troppo,per tenere su tutta la baracca..la vedevo poco o niente..
mio padre che era ubriaco tutti i giorni per buona parte del giorno,che per sensi di colpa mi dava tutto quello che volevo,salvo poi incazzarsi se nel giocare con una miniatura di porcellana,la rompevo..
ecco,mi bracameno in questo..
non so come lo rapporto ai miei figli..
so di non essere una che ama tanto le smancerie,mentre ho figli coccoloni..
mi spiace, perchè so di peccare in questo,ma non riesco ad andare oltre questo mio limite..
fra', mi sa che tiri fuori un bel po' di scheletri da sto post..
ci ritorno su...
vivere l'affetto genitoriale
Moderator: Paola
- Paola
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Io mi accorgo che Jacopo si sente amato quando lo "curo" come fosse un cucciolo, o meglio, in quel momento mi dice proprio: ma quanti mi ami? E si tratta di piccole cose, attenzioni particolari del genere: lascia stare che ti sistemo io i giochi che sarai stanco dalla scuola o magari la sera, mentre è già a letto e si guarda un film vado a chiedergli se non ha voglia di una tazza di camomilla calda.superstrafra wrote:
gli aggiustamenti, è vero, sono sempre possibili, ma in base a cosa siete in grado di valutare il vostro operato in tal senso? vi fidate unicamente del vostro istinto o della vostra coscienza?
Queste sono modalità che con lui funzionano, è il classico "uomo" che adora essere "curato", ecco, potrei riassumere il suo bisogno con "la cura" di battiato. Questo è l'atteggiamento che ho sempre adorato in mio padre e che effettivamente mi faceva sentire più amata di mia madre il cui amore passava più e passa ancora dall'essere orgogliosa di me, dal supportarmi sempre nelle cause (anche quelle perse) fiduciosa che avrei avuto comunque un successo (fosse solo nell'amore che ci mettevo).
Ecco, questo credo che sarà più l'atteggiamento che avrò con Maddalena, perché la vedo già adesso più autonoma, meno bisognosa di "cura" ma di plausi, elogi e di percorsi fatti insieme.
Dalla'ltra parte c'è mio marito che si pone meno pipponi e ama e basta, incurante che i figli si chiedano se lui li ami e si sentano amati, e se questo a me risulta difficile, credo che sia veramente un modo sano d'amare (più sano del mio, per capirci) e non è disattenzione ma la certezza che quando si ama non si sbaglia mai (nelle intenzioni). Devo anche aggiungere che da compagna in effetti non ho mai dubitato del suo amore (nonostante i 20 anni di vita insieme) perché lo dà talmente certo e imprescindibile che alla fine ci si crede (speriamo sia così anche per loro, visto che non vuole nemmeno ragionarci troppo).
Oui, Je suis Zizzià.
- Sheireh
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- Joined: Tue Feb 26, 2008 4:35 pm
Io cerco di ascoltarla, nel senso più intimo della parola.
Cerco di capire a cosa è portata ad apprezzare caratterialmente nella nostra relazione, se le coccole, se le parole, se gli sguardi, se le cose che facciamo o non facciamo... e cerco di regolarmi di conseguenza.
Cerco di esprimerle il mio affetto nel cercare di comprenderla il più possibile, nel farle capire che ci sono e ci sono come LEI mi vuole e non come io voglio impormi.
Certo, non è facile, non è immediato, e soprattutto credo sarà sempre più difficile, perché la vita di un bambino si complica di un sacco di variabili più si prosegue.
Per quanto riguarda la mia infanzia, io anche se guardo indietro adesso trovo un periodo felicissimo e pieno di comprensione per me.
Non ricordo abbracci, baci o "ti voglio bene", ma a me andava e va bene così.
Ma per esempio di mio papà ricordo 9 anni fa, quando piangevo terribilmente perché il mio ex mi aveva lasciato, che è venuto da me, mi ha abbracciato, mi ha detto poche parole, ma così piene di affetto e comprensione che mi ha cambiato la vita, mi ha spinto ad andare oltre a quel momento.
Cerco di capire a cosa è portata ad apprezzare caratterialmente nella nostra relazione, se le coccole, se le parole, se gli sguardi, se le cose che facciamo o non facciamo... e cerco di regolarmi di conseguenza.
Cerco di esprimerle il mio affetto nel cercare di comprenderla il più possibile, nel farle capire che ci sono e ci sono come LEI mi vuole e non come io voglio impormi.
Certo, non è facile, non è immediato, e soprattutto credo sarà sempre più difficile, perché la vita di un bambino si complica di un sacco di variabili più si prosegue.
Per quanto riguarda la mia infanzia, io anche se guardo indietro adesso trovo un periodo felicissimo e pieno di comprensione per me.
Non ricordo abbracci, baci o "ti voglio bene", ma a me andava e va bene così.
Ma per esempio di mio papà ricordo 9 anni fa, quando piangevo terribilmente perché il mio ex mi aveva lasciato, che è venuto da me, mi ha abbracciato, mi ha detto poche parole, ma così piene di affetto e comprensione che mi ha cambiato la vita, mi ha spinto ad andare oltre a quel momento.


"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard
