vivere l'affetto genitoriale

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superstrafra
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vivere l'affetto genitoriale

Post by superstrafra »

oggi rimuginavo su questa cosa, cioè su come i genitori manifestino ai propri figli l' amore per loro.

ho pensato a come l'ho vissuto io, attraverso quali forme, cercando poi di capire come, a mia volta, io da mamma faccia nei confronti delle mie bimbe.

ho avuto un'infanzia del tutto normale, in termini di salute, di presenza di mamma e papà nell'accompagnamento di ogni fase della mia vita.

si sono sempre curati di me, non mi è mancato mai nulla che fosse nelle loro possibilità, sono state seguita negli studi e spronata a proseguirli.

da piccola ricordo la mamma che mi chiamava "stelassa", e papà che mi portava a spasso tenendomi per mano.

insomma, quel che si dice un'infanzia tutt'altro che problematica.
tant'è che io stessa, fino a qualche tempo fa, ho sempre fortemente sostenuto sia stata esemplare.

oggi però, per una serie di eventi, ho capito che no, non ero quella bimba serena che credevo. qualcosa mi è mancato, a livello molto più profondo del piacere di sentirsi chiamare"stelassa" o di essere tenuta per mano.

non metto in dubbio l'amore dei miei genitori per me o per le mie sorelle, ma temo che la loro modalità nel trasmetterlo a me sia stata lacunosa.
qualcosa mi è mancato, e piano piano sto scoprendo di cosa si tratti esattamente.

probabilmente, il modo che loro conoscevano per "accudirmi", e che è stato efficace per le mie sorelle, non ha funzionato per me, non è riuscito ad attraversare quello scudo emotivo che mi sono costruita.

hanno sbagliato approccio in buona fede e senza rendersene conto, perchè i figli non sono tutti uguali ed hanno esigenze diverse, dunque le mie non erano necessariamente quelle di mia sorella.

ma com'è potuto succedere? disattenzione? sinceramente non so rispondere.

so di non essermi mai sentita "voluta bene" da loro in profondità, ma solo in superficie. per il mio essere brava a scuola, per il mio non dare problemi di sorta, per il mio essere autonoma.

oggi uno dei risultati di questo modello educativo/affettivo è questa mia grossa urgenza di venire accolta, ascoltata, approvata, appoggiata. sempre.
perchè in fondo autonoma non lo ero allora, nè lo sono adesso, nonostante l'età.

tutto questo arzigogolo per chiedervi se ci pensate mai a come far respirare e vivere l'amore vostro ai vostri figli.
perchè non è dato per scontato, perchè è doveroso che ci crescano immersi, che possano riconoscerlo e sapere che ci possono incondizionatamente contare.
confesso di esserne un po' ossessionata: devo far loro sapere quanto le amo, ma ho una paura incredibile di non farlo abbastanza, o non nel modo giusto.

gli aggiustamenti, è vero, sono sempre possibili, ma in base a cosa siete in grado di valutare il vostro operato in tal senso? vi fidate unicamente del vostro istinto o della vostra coscienza?
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Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo

Sono un nido sui rami d'inverno
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Chloe83

Post by Chloe83 »

Accipicchia, che domandina...
Per me per ora ovviamente è stato facile, è tanto piccina, la comunicazione del bene si muove a livello fisico, tattile, tangibile.
Sto bene attenta a non farle mai percepire rifiuto da parte mia, neppure quando non siamo d'accordo su qualcosa, a farle sentire che il mio amore è gratis, non arriva per quello che fa o non fa ma semplicemente perchè c'è.
E credo che il fulcro del sentirsi amati stia in questo, per tutta la vita. Anche se poi i modi di farlo percepire si faranno, man mano che crescerà, giocoforza più complessi.
franziskova
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Post by franziskova »

io credo che sia normale e sano pensare di voler dare il meglio ai propri figli, e credo che sia naturale fare confronti con l'esempio più vicino a noi di relazione genitori/figli.

Anche io noto ora che sono mamma do una lettura diversa dell'approccio che i miei hanno avuto con me quando ero piccola (conscia del fatto che per ora giorgio è ancora piccolo e quindi è una lettura che lascia il tempo che trova).

Nel mio caso io mi rendo conto che i miei avevano due ruoli affettivi molto diversi, la mamma che si occupa dei figli e il papà che lavora e delega il suo ruolo genitoriale, nonostante tutto, la situazione aveva un suo equilibrio.
Però ad esempio a me è mancata la parte di affetto espresso esplicitamente (mio padre è abbastanza taciturno e controllato), gli abbracci, le coccole ecc.

Anche mia madre non me la ricordo che mi stringe a se, lo faceva, ma non spessissimo.

Di contro e d'istinto io Giorgio ce l'ho sempre addosso, lo bacio, lo stringo e lo strapazzo.

Però penso che i miei siano dei bravi genitori e degli ottimi nonni ai quali affido tutti i giorni Giorgio senza preoccupazioni
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