La tecnica dello spavento

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Moderator: Paola

Chloe83

Post by Chloe83 »

ema-mela wrote:vero, ma allora, la meritocrazia come la insegni?
cioè come si fa a far passare il messaggio che i premi bisogna meritarseli? o non è un messaggio che deve passare?
Per me non è un messaggio che deve passare, o meglio passerà inevitabilmente in certi contesti meritocratici (su cui comunque mi interrogo, sno sempre meno sicura di volerla calare in un contesto scolastico tadizionale ad esempio), ma nella nostra famiglia non c'è meritocrazia, le cose non si fanno e non si danno perchè ti compoti come ti diciamo noi, ma perchè ci si vuole bene.
Non credo nei rinforzi positivi e negativi, danno frutto solo nell'immediato, io non voglio proprio che faccia qualcosa per ottenere una gratifiicazione estrinseca, vorrei la facesse pechè capisse le ragioni per cui la chiedo (e se non so spiegarle ne deduco che non ne ho di valide e posso evitare di darle l'assillo), o perchè è una cosa che ha un valore intrinsco da potersi godere.
I regali comunque sono gratis, non si guadagnano, e vorrei poi sapere cosa può fare un bimbo per non meritarseli... si comporterà da bimbo, il che include (menomale) anche casino, oppositività, autonomia di giudizio...
Diverso è il discorso di far presente che certe cose hanno un effetto spiacevole (momentaneo ma spiacevole) sull'altra persona ("così mi fai male", "se rompi quella cosa mi dispiace"...).

Per le minacce idem: se non devi fare una cosa sarà perchè comporta un rischio reale che ti posso spiegare, non ha senso inventarne uno immaginario.
Le minacce a sfondo "abbandonico" poi le detesto con tutte le mie forze, secondo me sono troppo da sopportare per un bimbo, è troppo pensare di esser stato così cattivo da essere "lasciato lì" o "buttato via" dalla mamma.
Ma poi comunque tra aduti non lo faremmo mai, mica dico a mio marito, se mi fa incazzare, "guarda che divorzio". Per me è importantissimo che (lei) abbia chiaro che per quanto si possa essere arrabbiati non c'è rabbia capace di mettere in forse l'affetto tra noi (tra m e lei, lei e il papà, anche tra me e papà).
sunshine

Post by sunshine »

ema-mela wrote:ok;
quindi esulando da babbo natale e soci è comunque giusto che capiscano che le cose vanno meritate e conquistate, magari premiando invece che negando, corretto?
e anche che ad un comportamento sbagliato corrisponde una conseguenza sgradevole; solo senza inventarsi cazzate terrorizzanti.

scusami sono andato un po OT, ma mi interessa.
Grazie
Per quanto mi riguarda ti prendo ad esempio mia figlia di quasi 5 anni non credo che si meriti i regali, i regali gli spettano a discrezione delle mie tasche per quando riguarda questo periodo.
Il fatto di dare un premio quando fa qualcosa o raggiunge una cosa molto importante secondo me ci sta , ti faccio un esempio banale, sta ora imparando ad allacciarsi le stringhe delle scarpe quando riuscirà avrà un regalo banalissimo perché ha imparato e per lei sarà un traguardo importante, però lei non sa che avrà una gratificazione perché non voglio caricarla di un aspettativa che poi magari non raggiungerà a breve magari ci vorrà del tempo .
Sul discorso di negargli qualcosa perché non se la meritato non so fino a che punto sia giusto, secondo me deve capire dove ha sbagliato, e non so se il negare o dare una punizione sia corretto, però questo è un discorso che devo ancora mettere a fuoco.
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Rie
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Post by Rie »

Gwen wrote:oddiomio :cry:
ho frainteso ma i pedofili a me mettono una paura boia.
Su questo devo ragionarci.
Ricordo che qui qualcuno consiglio un libro "Non voglio le tue caramelle" che devo comprare perchè aveva un approccio buono in relazione a questo argomento.

Hai visto l'anteprima su google libri?
A me è parsa interessante.
http://books.google.it/books?id=L3g5Ik8 ... &q&f=false

La paura io la uso di sicuro, sui pedofili, sull'attraversamento stradale, sulle cinture di sicurezza, ma sempre paure con un fondamento reale.
Niente mostri o "mamma non ti vuole più".
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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