Solange wrote:io, che sono colei che ama - o quantomeno sopporta

- sì,sarei tanto cinica.
anzi, non è vero, mi emozionerebbe proprio sapere che il mio ovulo e il suo spermatozoo che han dato vita a questa meraviglia in firma, potrebbe RI-dare la vita ad un malato che ad oggi sarebbe da considerare terminale.
posto che nessuno mi espianti un blastocisti che io vorrei veder diventare figlio mio, posto che sia una mia scelta libera, sì, sarei tanto razionale.
Quoto. Non lo trovo neppure razionale, a dire il vero. Per me (che ho firmato perchè eventuali embrioni non adatti al trasferimento vengano destinati alla ricerca) la motivazione è anzi del tutto irrazionale: voglio che il tuo passaggio sulla terra porti del buono a qualcuno. Se non a me che ti vorrei in pancia, a chiunque altro. Ma non voglio che tu passi di qua invano.
Giada88 wrote:Invece che usare la blastocisti di individui X di cui non so un ben amato cazzo trovo molto più etico usare il mio patrimonio genetico.
Sto parlando di clonazione terapeutica.
Nelle blastocisti ottenute in vitro vengono a contatto 2patrimoni genetici di 2 persone di cui non so nulla.
Io non so se negli alleli di quella blastocisti ci sono malattie genetiche recessive che possono diventare dominanti, non è così semplice scoprirle.
Tanto vale che IO doni alla scienza il mio patrimonio genetico così semmai ne avrò bisogno sarà ROBA mia e saprò di poter guarire senza ammazare nessuno.
Ora mi insulterete lo so ma io la penso così.
Il dna non è come il sangue, quelle 5basi azotate del cavolo si combinano il modo che il mio non è uguale a quello di nessun'altro, a meno che non abbia un gemello.
Ed io piuttosto che fammi impiantare cellule di una blastocisti che non so come si possano comportare nel mio organismo piuttosto dono le mie cellule x la clonazione.
Saluti a tutti.
Giada, io ti invito, serenamente, a considerare una serie di cose:
- le blastocisti in eccesso (che non sono tante, in primo perchè si cerca di non produrre troppi ovociti .per ovvi rischi che un iperstimolo ovarico comporta-, in secondo perchè pochi embrioni riescono a blastocizzarsi, un buon numero si arresta spontaneamente prima) se possono essere impiantate vengono impiantate (se non alla coppia che le produce a un'altra, che fa richiesta di embrioadozione). Ora siccome c'è gente che ha figli nati da una blastocisti che "non sapevano di chi fossero" ce n'è, forse puoi considerare questa tua volontà di non mischiarti con l'ignoto come una tua peculiarità e un tuo limite, forse, se pensi appunto che invece c'è chi ama incondizionatamente blastocisti "sconosciute" (e del resto poi quale figlio non è sconosciuto, appunto per le infinite combinazioni di geni che possono esserci anche tra due individui che si conoscono e si amano?). Ora se c'è chi accetta questo rischio in relazione a un figlio, figurati quanta più gente c'è che lo accetterebbe in relazione a una possibilità di guarigione. Io non credo che in tanti direbbero "no, piuttosto muoio che accettare il rischio". Se hai una malattia mortale, dimmi che rischio c'è peggio di morire di quella.
- se una blastocisti è di cattiva qualità non verrà mai impiantata a nessuno perchè anche se fosse impiantata non attecchirebbe. La natura ha già deciso che quella blastocisti non sarà un bambino. Allora, perchè non utilizzarla per qualcosa di buono? L'alternativa è BUTTARLA. Come può essere meglio?
- "saprò guarire senza bisogno di ammazzare nessuno" è una frase suscettibile di scatenare un casino (non per mano mia stavolta!

). Sarebbe meglio non darci degli assassini a vicenda. Perchè guarda che anche chi si schiera contro l'utilizzo delle staminali embrionali, facendo una scelta che preclude una strada alla ricerca e quindi vietando uno strumento di guarigione, volendo si potrebbe dire che "uccide" chi invece con i frutti di quella ricerca sarebbe potuto guarire. Allora siccome ci possono essere ragioni, e di sicuro c'è bontà, da ambo i lati, evitiamo davvero di darci a vicenda dello sterminatore.