Venerdì Alex mi è venuto a casa dicendo: "Mamma! L. dice che Babbo Natale non esiste!"
Non era angosciato.
Non era deluso.
Aveva la faccia serena di chi ha sentito un'emerita cavolata da un compagno fuori di cervello, neanche vale la pena dare peso a un'ipotesi tanto assurda.
Mia risposta, pronta e tranquilla, ma il colpo al cuore da "adesso che faccio" l'ho avuto: "Ah sì? L. non ci crede? Peggio per lui!"
Alex: "Infatti!" - scrollata di spalle.
Ora... contraddizioni dell'animo umano: io e Gianluca siamo "positivisti" e abbiamo detto la verità praticamente su tutto: Dio, la morte, il sesso.
Ma su Babbo Natale e la Fatina dei denti non ce l'abbiamo fatta.
Siamo troppo incantati da quel lato magico e infantile, finché c'è; dal sorriso entusiasta e grato di alex quando i due personaggi in questione consegnano i loro regali.
Una volta, con Fede che chiedeva notizie sulle streghe, Alex, ostentando aria da sapientone, ha detto: "Ma nooooo, le streghe, i fantasmi, i mostri e tutte quelle robe lì non esistono. Esistono solo Babbo Natale e la Fatina dei denti".
In parte mi sento in colpa, perché sto "mentendo".
In parte mi sento disorientata, perché non so bene come si gestisca il passaggio dall'ultima residua magia alla realtà.
Mi auguro in modo naturale, e con iniziativa del bimbo, che non ne risenta troppo.
Ma dopo che mi è spuntato L. a rompere le scatole non sono più così sicura di me stessa
I vostri?
Sanno? Non sanno? Sospettano ma fanno finta di niente?
E quelli che sanno, ci sono rimasti male se prima avevate loro presnetato B.N. come una tangibile realtà?
