Riflessione sulla ricerca sulle cellule staminali

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Mirko e i furetti
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Riflessione sulla ricerca sulle cellule staminali

Post by Mirko e i furetti »

A three-day-old human embryo is a collection of 150 cells called a blastocyst.
There are, for the sake of comparison, more than 100,000 cells in the brain of a fly.
If our concern is about suffering in this universe, it is rather obvious that we should be more concerned about killing flies than about killing three-day-old human embryos… Many people will argue that the difference between a fly and a three-day-old human embryo is that a three-day-old human embryo is a potential human being.
Every cell in your body, given the right manipulations, every cell with a nucleus is now a potential human being.
Every time you scratch your nose, you’ve committed a holocaust of potential human beings…
Let’s say we grant it that every three-day-old human embryo has a soul worthy of our moral concern.
First of all, embryos at this stage can split into identical twins.
Is this a case of one soul splitting into two souls?
Embryos at this stage can fuse into a chimera.
What has happened to the extra human soul in such a case?
This is intellectually indefensible, but it’s morally indefensible given that these notions really are prolonging scarcely endurable misery of tens of millions of human beings, and because of the respect we accord religious faith, we can’t have this dialogue in the way that we should.
I submit to you that if you think the interests of a three-day-old blastocyst trump the interests of a little girl with spinal cord injuries or a person with full-body burns, your moral intuitions have been obscured by religious metaphysics.
Sam Harris, on stem cell research.
traduzione
Un embrione umano di tre giorni è una collezione di 150 celle chiamata blastocisti.
Per fare un paragone nel cervello di una mosca ci sono più o meno 100.000 celle.
Se la vostra preoccupazione è la sofferenza è ovvio che dovremmo essere più preoccupati del non uccidere mosche piuttosto che del non uccidere embrioni di tre giorni.
Ogni cellula nel vostro corpo dotata di nucleo, con le giuste manipolazioni, è ad oggi, potenzialmente un essere umano.
Ogni volta che vi siete grattati il naso avete commesso un olocausto di potenziali esseri umani...
Ammettiamo che un embrione umano di tre giorni abbia un'anima degna della nostra attenzione morale.
Prima di tutto, embrioni a questo stadio di sviluppo possono dividersi in gemelli identici.
Una unica anima che si divide in due anime?
Embrioni a questo stadio possono fondersi in una chimera.
Cosa succede all'anima extra in questo caso?
Intellettualmente questa posizione è indifendibile, ma è anche moralmente indifendibile dato che queste nozioni stanno, di fatto, prolungando il dolore di decine di milioni di esseri umani, e perché a causa del rispetto che diamo alla fede religiosa non possiamo portare avanti queste riflessioni nel modo in cui dovremmo.
Io dico che se pensate che i dirittu di un blastocisti di tre giorni scavalcano quelli di una bambina affetta da danni alla colonna vertebrale o di una persona affetta da ustioni su tutto il corpo, la vostra intuizione morale è stata oscurata da metafisiche religiose.
la mia posizione la sapete, e sam harris è riuscito sicuramente ad esprimerla meglio di me.

voi cosa ne pensate?

saluti curiosi
Mirko
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piccole piratesse crescono...
Image
questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


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sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
Giulia1970
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Post by Giulia1970 »

Per me un embrione di tre giorni, essendo un uomo in potenza, è un uomo. E basta. E sono perplessa davanti a un giudizio di valore basato sul numero delle cellule: allora chi pesa di più degli altri è più umano di chi pesa meno?
In ogni caso, a prescindere da quel che posso pensare io sugli embrioni, la mia perplessità maggiore riguarda la convinzione di sconfiggere le malattie e la sofferenza con i rimedi derivati dalle sole cellule staminali embrionali: essendo tutto alle prime fasi sperimentali, come si può asserire con tanta sicurezza 1) che questi rimedi sconfiggeranno tot gravi malattie 2)che alla fine ciò che impedisce all'umanità di smettere di soffrire sono le credenze religiose?
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LauraDani
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Post by LauraDani »

penso che non per niente ti definisci "provocatore preterintenzionato" :ok: , penso che la tua conoscenza unita al tuo positivismo iper razionalista mi mette a disagio nel postare perchè è certo che ogni mia frase verrà sezionata alla ricerca di incongruenze-irragionevolezze-contraddizioni (che troverai in abbondanza), penso che questo post affronta un argomento ultra-delicato, penso che certamente gli animi si scalderanno e qualcuno si offenderà/arrabbierà.

detto ciò, mi butto e ti dico qual è la mia posizione: l'embrione per me è un essere umano.
anche se sono solo 5 cellule.
anche se la sola ala di una mosca ne ha di più.
evolvendosi quelle 5 cellule non diventeranno ala di mosca ma bambino.
nello scritto che hai riportato si afferma che per poter trasformare ogni altra cellula del nostro corpo in un essere umano dobbiamo ricorrere a manipolazioni.
in quelle poche cellule che compongono l'embrione non sono necessarie manipolazioni esterne.
in linea di massima diventeranno uomo.

non mi preoccupa la sofferenza dell'embrione, non sono certa che ne provi.
nel mio cuore l'idea di prendere questo grumo di cellule e trattarlo alla stregua di un qualsiasi altro grumo di cellule mi urta.
non so darti una spiegazione inattacabile sul perchè sia così, ma è così.

riguardo al fatto che sia ammissibile o meno che i diritti di un blastocisti (umano, aggiungerei io) di tre giorni scavalchino quelli di una bambina affetta da danni alla colonna vertebrale o di una persona affetta da ustioni su tutto il corpo, posso dire che in una valutazione del male minore ritengo sacrificabile l'embrione all'essere umano vivente che già c'è.
non so però se sacrificherei un embrione umano per la ricerca scientifica di un rimedio che, forse, non ci sarà mai
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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